Martedì 15 Settembre 2026 12:09
Paul, dal Sud Sudan all’Italia, nonostante la disabilità


Accolto in un centro Sai, vive a Centocelle grazie a un progetto di co-housing del municipio. La sua storia nel libro "Non mollare mai nella vita". Funari (Politiche sociali): «Il vero limite è l'esclusione»
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Davanti alle grandi difficoltà della vita si possono percorrere solo due strade: arrendersi o rialzarsi affrontandole con caparbietà. Lo ha sperimentato sulla propria pelle Paul Mabior, 26enne originario del Sud Sudan, in Italia da oltre tre anni e mezzo. È nato privo di una gamba e di alcune dita, e per questo è stato rifiutato dai suoi genitori. È stato cresciuto da uno zio, il quale gli ha insegnato che la sua grave disabilità non rappresenta un limite e non lo definisce come persona. Paul non si è quindi dato per vinto e oggi, con la sua autobiografia “Non mollare mai nella vita”, sprona e ispira gli altri.
Il volume, edito da BookSprint Edizioni, è stato presentato ieri pomeriggio, lunedì 14 settembre, a Villa Altieri alla presenza dell’assessore capitolino alle Politiche sociali e alla salute Barbara Funari. Arrivato dalla Libia con un corridoio umanitario nel novembre 2022, Paul è stato accolto in un centro Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) di Roma Capitale ed è rifugiato dal marzo 2023. È stato sottoposto a cure mediche, ha imparato l’italiano, si è diplomato e insegue la sua passione per il calcio amputati. Oggi vive nel quartiere Centocelle grazie a un progetto di co-housing per persone con disabilità del Servizio sociale del municipio V.
«In questo mondo non esiste la vita facile. Tutta la vita è difficile, ma dobbiamo affrontare quello che arriva in modo positivo e continuare a lottare sempre» racconta Paul. Il termine “arrendersi” non fa parte del suo vocabolario. «Mollare è semplice, non richiede alcuno sforzo – osserva -. Ma se vuoi davvero realizzare i tuoi sogni non puoi darti per vinto, devi andare avanti, anche se è difficile». Per lui andare avanti ha significato anche voltare pagina con il passato perdonando i genitori per averlo lasciato solo. «Covare rancore – dice – non serve a nulla. È meglio perdonare, dimenticare quanto accaduto tanti anni fa».
Il volume si articola in quattro sezioni, ognuna riferita a una fase fondamentale del percorso di crescita personale: accettare, credere, decidere e agire. «Non ho scelto alcune delle mie battaglie, ma ho scelto come affrontarle», scrive nel libro. Dal giorno in cui ha preso consapevolezza di sé, ha compreso «la bellezza della vita. La mia esistenza – afferma – è molto importante anche se ho una disabilità. Molto mi aiuta anche la fede in Dio». Nel libro parla anche dell’incontro con Papa Francesco e con l’ex capitano della Roma Francesco Totti. «Mi ha incoraggiato ad andare avanti e a non mollare mai», ricorda. Una forza che trae anche dai “grazie” che riceve da chi ha letto la sua autobiografia. «Spesso mi scrivono sui social – dice -. Questo mi spinge a proseguire nel mio impegno. Mi piace scrivere, vorrei farlo come lavoro. Ho in cantiere altri due libri».
Per l’assessore Funari, la storia di Paul «non è solo una storia personale di resistenza, coraggio e riscatto, ma è la dimostrazione concreta di cosa possono fare le politiche sociali, i servizi e il welfare lavorando insieme». Paul è la testimonianza che «la disabilità non è un limite – sono ancora le parole dell’assessore -. Non lo è stata in un Paese africano che vive in condizioni disastrate e non lo è stata nell’affrontare viaggi complessi. Il vero limite non è la disabilità in sé, ma l’esclusione causata da una società che non mette in condizione di realizzare sogni e progetti. Come amministratori pubblici, la vera sfida è non fermarsi all’assistenza o al bisogno». Il viaggio di Paul per arrivare in Italia passando per la Libia è durato oltre due anni e, come racconta, «non è stato per niente facile». A tal proposito Funari sottolinea che la storia di Paul aiuta a comprendere quella di tanti altri migranti. «Capiamo ancora meglio che non si tratta di storie astratte, numeri o statistiche – ha concluso -. Anche questo ci impone di tenere sempre alta l’attenzione».
15 settembre 2026
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