Martedì 15 Settembre 2026 17:09
“The Sun”, tabloid che creò una nuova era


Nel film "Ink" di Danny Boyle, che ha aperto Venezia83, la storia del sodalizio tra il magnate Murdoch e il giornalista Larry Lamb che segna un cambio di passo del giornalismo
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A Londra, sul finire degli anni ’60, nasce e cresce con grande successo il tabloid The Sun. Al centro c’è il sodalizio tra il magnate Rupert Murdoch e il giornalista Larry Lamb. Da qui prende il via Ink, il film di Danny Boyle, che ha aperto l’edizione 83 della Mostra di Venezia. Si è trattato di un momento di forte rottura rispetto a standard abituali e tradizioni consolidate. Già nella presentazione del film in sede di conferenza stampa, Boyle ha detto: «Sfacciato, irriverente e audace. Sun ha sfidato l’establishment ridisegnando il nostro mondo per l’era moderna».
In effetti, nella Londra del 1969, quando esce questa nuova testata, assistiamo ad un cambio di passo del giornalismo verso toni più spregiudicati e sensazionalistici senza remore né limiti. Bisogna ricordare che Ink deriva da un’opera teatrale di James Graham a lungo proposta in scena nel West End londinese con protagonisti lo spregiudicato businessman australiano Rupert Murdoch e Larry Lamb, un giornalista in cerca di riscatto.
Tutto comincia quando Murdoch acquista The Sun, quotidiano sull’orlo del fallimento con il preciso obiettivo di farlo diventare il primo tabloid del Paese. Assume dal The Mirror Larry Lamb e gli affida la direzione. Ben presto Lamb si circonda di un gruppo di giornalisti senza scrupoli, disposti a tutto pur di dare una forte scossa al settore anche puntando su argomenti “eterogenei” e ben poco ortodossi quali soldi, sesso, gossip e simili. Insomma una (pseudo) rivoluzione che a poco a poco erode dal di dentro il sistema dell’informazione anglosassone. E non solo quello.
Si capisce da questo resoconto che la materia è allo stesso tempo realistica e difficile da maneggiare. Guardando a ritroso la filmografia di Boyle, sembra quasi strano che si tratti della sua prima presenza alla Mostra del Cinema. La sua filmografia comprende titoli molto noti quali Trainspotting (1996) e The Millionaire (2008, 8 premi Oscar) che danno la misura di uno stile ruvido, forte e aggressivo abituato più a graffiare che a cercare conciliazione.
Boyle è pronto senza remore a dire a chiare lettere che quello di The Sun è stato ed è un giornalismo volto più a sedurre che a porre domande. Con la conclusione che le canoniche regole della professione, le cinque w (who, what, where, when, why), vengono messe da parte per favorire il pedinamento degli interessi più nascosti dei lettori. Pur di fronte a una materia palesemente deteriore, la regia di Boyle non perde un colpo, continuando a picchiare duro con ironia e grinta. Arrivando alla fine a mettere in evidenza un’altra faccia poco nobile della società anglosassone: quella impietosa che fa capire come la diga della buona informazione abbia iniziato a cedere, di fronte a troppi deragliamenti successivi. Un film in linea con lo stile aggressivo di Boyle, supportato da ottimi interpreti, secondo la impeccabile tradizione britannica.
15 settembre 2026
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