Mercoledì 16 Settembre 2026 00:09
Il caldo crea emergenza nelle cucine delle scuole romane
I cambiamenti climatici si ripercuotono anche sull’economia, lo stress da calore porterà, entro il 2030,
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I cambiamenti climatici si ripercuotono anche sull’economia, lo stress da calore porterà, entro il 2030, alla perdita di oltre il 2% delle ore lavorative nel mondo, pari a una spesa di 2.400 miliardi di dollari.
Le lavoratrici e i lavoratori, che operano nelle cucine delle scuole romane, ne sono un esempio vissuto da vicino, le alte temperature che si protrarranno anche nei primi mesi autunnali hanno spinto i sindacati a denunciare l’attuale emergenza al Comune di Roma.
La riapertura il 15 settembre delle scuole dell’infanzia e dei nido, porta in primo piano l’importanza e l’attenzione nei confronti della vivibilità e della salute all’interno degli edifici scolastici. Le altissime temperature estive hanno creato disagi e stress a chi ha lavorato nelle cucine, il caldo in questo caso manterrà il suo vigore anche nei primi mesi autunnali di settembre e ottobre, quindi, il bisogno di chiedere al Comune di Roma di occuparsi del benessere dei lavoratori, contrastando le condizioni di lavoro estremamente gravose.
Le richieste degli impiegati in cucina sono arrivate attraverso i sindacati, la Fisascat Cisl, con la voce della sindacalista Sara Imperatori, ribadisce: “Su un totale di 542 plessi scolastici comunali tra nido e materne, l’impianto di condizionamento si trova solo in circa il 30% delle strutture”. Da giugno scorso la sigla sindacale ha fatto richiesta per l’installazione dei climatizzatori all’interno delle scuole, l’ultima è stata inviata il 27 agosto.
Le alte temperature hanno spinto l’istituto scolastico Alfieri di largo S. Pio V, di Villa Carpegna (Roma), a ridurre l’orario di frequenza, almeno nella prima settimana presenza, causando problemi organizzativi alle famiglie, quindi i disagi sono stati ampiamente sottolineati. Il sindacato ha dato vita a una segnalazione per i lavoratori di Risorse per Roma che hanno iniziato le attività di pulizia straordinaria già a fine agosto, il tutto ha portato a un confronto con l’assessorato alla Scuola diretto da Claudia Pratelli. Il tavolo di trattativa ha spinto le prime contromisure economiche, infatti, mercoledì 9 settembre, l’assessorato ha confermato di aver stanziato 6.000 euro, destinati alla climatizzazione di tutti i plessi scolastici di Roma.
Purtroppo non è una soluzione che porterà benefici nell’immediato e le lavoratrici e i lavoratori che operano nelle cucine scolastiche dovranno prepararsi ad affrontare le prossime settimane, e quelle di ottobre, senza il beneficio dei nuovi impianti. Il sindacato sottolinea che non soltanto il calore mette a dura prova la resistenza degli impiegati in cucina e pone attenzione sulla necessità di ammodernare le dotazioni tecniche all’interno dei locali mensa. Le cucine stesse risultano prive di attrezzature sufficienti a gestire i grandi volumi di lavoro a cui sono sottoposte , tutto questo si ripercuote sulla qualità dell’ambiente di lavoro. Non si può tralasciare un altro punto dolente legato al riciclo dell’aria e all’impianto di aspirazione dei fumi. Il bisogno di un adeguamento delle cappe è diventato indispensabile per garantire la salubrità dell’aria non solo per chi lavora ai fornelli, ma per l’intera comunità scolastica, così continua a sottolineare Sara Imperatori.
Le lavoratrici e i lavoratori, che operano nelle cucine delle scuole romane, ne sono un esempio vissuto da vicino, le alte temperature che si protrarranno anche nei primi mesi autunnali hanno spinto i sindacati a denunciare l’attuale emergenza al Comune di Roma.
La riapertura il 15 settembre delle scuole dell’infanzia e dei nido, porta in primo piano l’importanza e l’attenzione nei confronti della vivibilità e della salute all’interno degli edifici scolastici. Le altissime temperature estive hanno creato disagi e stress a chi ha lavorato nelle cucine, il caldo in questo caso manterrà il suo vigore anche nei primi mesi autunnali di settembre e ottobre, quindi, il bisogno di chiedere al Comune di Roma di occuparsi del benessere dei lavoratori, contrastando le condizioni di lavoro estremamente gravose.
Le richieste degli impiegati in cucina sono arrivate attraverso i sindacati, la Fisascat Cisl, con la voce della sindacalista Sara Imperatori, ribadisce: “Su un totale di 542 plessi scolastici comunali tra nido e materne, l’impianto di condizionamento si trova solo in circa il 30% delle strutture”. Da giugno scorso la sigla sindacale ha fatto richiesta per l’installazione dei climatizzatori all’interno delle scuole, l’ultima è stata inviata il 27 agosto.
Le alte temperature hanno spinto l’istituto scolastico Alfieri di largo S. Pio V, di Villa Carpegna (Roma), a ridurre l’orario di frequenza, almeno nella prima settimana presenza, causando problemi organizzativi alle famiglie, quindi i disagi sono stati ampiamente sottolineati. Il sindacato ha dato vita a una segnalazione per i lavoratori di Risorse per Roma che hanno iniziato le attività di pulizia straordinaria già a fine agosto, il tutto ha portato a un confronto con l’assessorato alla Scuola diretto da Claudia Pratelli. Il tavolo di trattativa ha spinto le prime contromisure economiche, infatti, mercoledì 9 settembre, l’assessorato ha confermato di aver stanziato 6.000 euro, destinati alla climatizzazione di tutti i plessi scolastici di Roma.
Purtroppo non è una soluzione che porterà benefici nell’immediato e le lavoratrici e i lavoratori che operano nelle cucine scolastiche dovranno prepararsi ad affrontare le prossime settimane, e quelle di ottobre, senza il beneficio dei nuovi impianti. Il sindacato sottolinea che non soltanto il calore mette a dura prova la resistenza degli impiegati in cucina e pone attenzione sulla necessità di ammodernare le dotazioni tecniche all’interno dei locali mensa. Le cucine stesse risultano prive di attrezzature sufficienti a gestire i grandi volumi di lavoro a cui sono sottoposte , tutto questo si ripercuote sulla qualità dell’ambiente di lavoro. Non si può tralasciare un altro punto dolente legato al riciclo dell’aria e all’impianto di aspirazione dei fumi. Il bisogno di un adeguamento delle cappe è diventato indispensabile per garantire la salubrità dell’aria non solo per chi lavora ai fornelli, ma per l’intera comunità scolastica, così continua a sottolineare Sara Imperatori.
Fonti: –
romatoday.it
– adnkronos.com
– fanpage.it
– romacapitalemagazine.it
–Foto: –
blog.soplaya.com
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