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Mercoledì 16 Settembre 2026 18:09

Space Economy, da Torino le priorità per la filiera: capitali, regole e competitività al centro del confronto

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Industria, ricerca, investitori e mondo accademico a confronto a Palazzo Asinari di San Marzano. Dalla crescita delle PMI al trasferimento tecnologico, fino alla necessità di un quadro normativo più efficace: i contributi raccolti confluiranno nel Position Paper “Torino Spazio Futuro”, in presentazione il 19 e 20 ottobre alle OGR Torino.

Accesso ai capitali, crescita dimensionale delle imprese, trasferimento tecnologico, rapporto tra ricerca e industria, regolamentazione e capacità dell’Europa di competere sui mercati internazionali. Sono le principali direttrici emerse dal confronto “Space Economy: The New Frontier of Innovation”, che ha riunito oggi a Palazzo Asinari di San Marzano, a Torino, rappresentanti dell’industria aerospaziale, della ricerca, dell’università e del mondo degli investimenti.

La tavola rotonda, promossa da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, con il supporto di Fondazione CRT e Space Industries come Host Partner, rappresenta il primo momento operativo del progetto “Torino Spazio Futuro”. Il confronto si è svolto secondo la Chatham House Rule, con l’obiettivo di favorire uno scambio aperto tra gli operatori: le informazioni e le considerazioni emerse possono quindi contribuire al dibattito e ai successivi lavori del progetto senza essere attribuite ai singoli partecipanti.

Al confronto hanno preso parte Walter Cugno, Vice Presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte; Vincenzo Giorgio, CEO di ALTEC S.p.A.; Fabrizia Buongiorno, Direttrice del Dipartimento Ambiente, INGV; Giuseppe Santangelo, CEO di Space Industries; Matteo Pessione, Coordinatore OGR Tech; Stefano Serra, Managing Director di TESEO S.p.A. – EES CLEMESSY Italy, EIFFAGE Group; Paolo Biancone, Professore dell’Università di Torino; Dario Peirone, Professore dell’Università di Torino; Dario Elia Tosi, Professore dell’Università di Torino; Francesco Nicoli, Professore del Politecnico di Torino; Monica La Selva, Referente per gli Affari Istituzionali di Planetek Italia; Gaia Roncalli, CPO di Ecosmic; Eugenia Forte, Senior Investment Manager, Fondazione CRT, Piero Messidoro, Space Expert; Leonardo Gagliardi, Presidente di ASAS; Francesco Arischia, CEO di OLTRE – Cyber · Space · Defence; Francesco Paolo Russo, Direttore Generale di ANGI; Silvana Candeloro, CEO di aizoOn;   e Vittoria Nallo, Consigliera regionale del Piemonte.

«Il valore di questo confronto sta nell’aver messo attorno allo stesso tavolo competenze e punti di vista differenti, facendo emergere esigenze concrete della filiera. Il lavoro proseguirà ora trasformando quanto raccolto oggi in proposte da portare alla prossima fase di Torino Spazio Futuro. Come ANGI siamo sempre più al centro del cambiamento legato alla valorizzazione dell’ecosistema italiano ed europeo, mettendo al centro un partenariato pubblico-privato con l’obiettivo di sostenere le imprese, i territori e i diversi decision maker istituzionali.», dichiaraGabriele Ferrieri, Presidente di ANGI.

Uno dei punti centrali emersi riguarda il ruolo di Torino e del Piemonte nella filiera aerospaziale. Il territorio dispone di un ecosistema consolidato, nel quale convivono grandi imprese, PMI, startup, università, ricerca e investitori. Dal tavolo è però emersa anche la necessità di non considerare questa posizione acquisita: in uno scenario internazionale caratterizzato da una crescente competizione, mantenere la centralità costruita negli anni richiede capacità di investimento, velocità nello sviluppo delle tecnologie e una maggiore integrazione tra gli attori della filiera.

«Torino e il Piemonte vantano una tradizione aerospaziale unica, ma la leadership non è una condizione permanente: va alimentata con investimenti continui e una visione sistemica», afferma Anass Hanafi membro del Comitato Scientifico ANGI. «Con ‘Torino Spazio Futuro’ vogliamo creare la connessione strutturale tra l’eccellenza della nostra ricerca, la capacità industriale delle PMI e i capitali finanziari indispensabili per competere sui mercati internazionali. L’obiettivo è trasformare l’innovazione tecnologica in crescita economica concreta per il territorio».

Particolare attenzione è stata dedicata al passaggio da un settore spaziale storicamente guidato da governi e agenzie istituzionali a un mercato sempre più commerciale. La New Space Economy sta modificando modelli industriali e strategie di sviluppo, rendendo centrale la capacità di trasformare ricerca e tecnologia in prodotti e servizi in grado di rispondere a una domanda concreta. In questa trasformazione, la disponibilità di idee e competenze rappresenta soltanto il punto di partenza: occorre creare le condizioni perché i progetti possano raggiungere il mercato e crescere su scala internazionale.

«Stiamo vivendo una fase di profonda evoluzione del mercato spaziale, sempre più orientato verso una dimensione commerciale e industriale. Questo passaggio può rafforzare la filiera e creare nuove opportunità per le imprese, soprattutto in un ecosistema come quello torinese, già ricco di competenze. Sono molto soddisfatto dei lavori di oggi, che vanno esattamente nella direzione di una maggiore cooperazione tra industria, università, finanza e istituzioni, a supporto del sistema Paese e del ruolo dell’Italia nel contesto spaziale internazionale» dichiara Giuseppe Santangelo, CEO di Space Industries.

Il tema dell’accesso ai capitali ha attraversato gran parte del confronto. Portare un prototipo a livelli avanzati di maturità tecnologica, testarlo e arrivare alla commercializzazione richiede risorse importanti e tempi spesso incompatibili con le aspettative di rendimento a breve termine degli investitori. Da qui la necessità, evidenziata durante il tavolo, di rafforzare il rapporto tra capitale privato, strumenti pubblici e venture capital, creando meccanismi capaci di accompagnare le imprese nelle diverse fasi della crescita.

«L’aerospazio è il vero motore del nostro territorio, un polo di eccellenza e innovazione capace di creare lavoro di qualità e attrarre talenti da tutto il mondo. È proprio da Torino e dal Piemonte che guidiamo l’Italia verso il futuro, dimostrando quanto la nostra regione e l’Unione Europea debbano viaggiare uniti. Di fronte a colossi mondiali come Stati Uniti e Cina, soltanto il legame stretto tra la nostra filiera industriale d’eccellenza e una solida strategia comunitaria può garantire la necessaria competitività e sovranità tecnologica» dichiara Vittoria Nallo, Consigliera regionale del Piemonte.

Una riflessione specifica ha riguardato startup e PMI. Il confronto ha evidenziato come il sostegno economico, da solo, non sia sufficiente: servono strategie industriali, aggregazioni e una massa critica che permetta alle realtà più piccole di partecipare a programmi di maggiore dimensione senza rimanere strutturalmente dipendenti dalle grandi aziende. In questo quadro è stata sottolineata l’importanza di mettere maggiormente in relazione i tre elementi già presenti nell’ecosistema torinese: ricerca, corporate e investitori.

Altro nodo è il trasferimento tecnologico. La collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese è considerata essenziale per ridurre la distanza tra sperimentazione e applicazione industriale. Dal confronto è emersa l’esigenza di rafforzare i canali attraverso i quali conoscenze, competenze e tecnologie sviluppate nella ricerca possano trasformarsi in soluzioni industriali, mantenendo allo stesso tempo un collegamento costante con le esigenze del mercato.

Sul piano normativo, dal tavolo è arrivata la richiesta di regole chiare, prevedibili e coordinate con il quadro europeo. L’attenzione è rivolta in particolare ai decreti attuativi e alla necessità che la regolamentazione accompagni la crescita della Space Economy senza creare barriere sproporzionate per gli operatori di dimensioni minori. La sfida indicata è quella di costruire un sistema capace di tutelare sicurezza e interessi strategici, mantenendo al tempo stesso procedure sufficientemente flessibili da non rallentare innovazione e investimenti.

Nel corso dei lavori sono stati affrontati anche il traffico e la sicurezza spaziale, le applicazioni dual use, la cybersecurity e le nuove tecnologie per la trasmissione sicura dei dati. Temi che mostrano come la Space Economy abbia ormai superato i confini tradizionali dell’industria aerospaziale, intrecciandosi con difesa, infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e sicurezza.

Il confronto di Palazzo Asinari di San Marzano, sede di Space Industries, non rappresenta quindi un punto di arrivo. Analisi, criticità e indicazioni raccolte durante la giornata saranno ora elaborate nell’ambito del Position Paper “Torino Spazio Futuro”, con l’obiettivo di trasformare il dialogo tra gli operatori in proposte e linee di indirizzo concrete.

Il percorso proseguirà il 19 e 20 ottobre 2026 alle OGR Torino, dove saranno presentati e approfonditi i risultati del lavoro avviato con il tavolo dedicato alla Space Economy.

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