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Venerdì 18 Settembre 2026 02:09

Autismo, a Guidonia il primo centro pubblico regionale

???? Autismo, a Guidonia Montecelio è stato inaugurato il primo Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo. La struttura, inserita nella rete della ASL Roma 5, è stata presentata dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dall’assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona Massimiliano Maselli. Un nuovo…
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Autismo, a Guidonia Montecelio è stato inaugurato il primo Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo. La struttura, inserita nella rete della ASL Roma 5, è stata presentata dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dall’assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona Massimiliano Maselli.

Un nuovo presidio dedicato alle persone con disturbo dello spettro dell’autismo entra così nella rete sanitaria e sociosanitaria del Lazio. Il centro si trova in via della Montagne Rocciose, nella zona di Colleverde II, a Guidonia Montecelio, e nasce nell’ambito degli interventi previsti dal Piano regionale per l’autismo 2025-2027.

L’inaugurazione è avvenuta insieme a quella della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Guidonia, tre strutture che la Regione Lazio presenta come parte del rafforzamento della rete territoriale della ASL Roma 5.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a Rocca e Maselli, la direttrice generale della ASL Roma 5 Silvia Cavalli, il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo, rappresentanti delle istituzioni locali e professionisti sanitari.

Il Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo rappresenta in particolare uno dei tasselli attraverso cui la Regione sta attuando gli obiettivi del proprio Piano regionale per l’autismo, approvato dalla Giunta nell’aprile 2025.

Il Piano punta a rafforzare la rete dei servizi e a sviluppare interventi più uniformi sul territorio regionale, con attenzione alla presa in carico globale, alla centralità della persona e al ruolo delle famiglie e dei caregiver.

Secondo quanto riferito dall’assessore Massimiliano Maselli, il nuovo centro può contare su una équipe di circa 40 professioniste e professionisti con formazione specifica nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico.

Il modello indicato dalla Regione è quello di un approccio multidisciplinare e personalizzato, costruito intorno alle caratteristiche della singola persona: bisogni, abilità, fragilità e potenzialità.

Nella progettazione dei percorsi vengono inoltre considerati i diversi contesti nei quali la persona vive, dalla famiglia alla scuola, fino all’ambiente sociale.

L’obiettivo dichiarato è quindi superare una presa in carico limitata alla singola prestazione, attraverso percorsi che tengano insieme competenze differenti e che possano adattarsi all’età e al profilo di funzionamento.

Uno dei numeri più significativi indicati dalla Regione riguarda la capacità erogativa del nuovo centro: circa 900 prestazioni settimanali.

L’offerta comprende percorsi differenziati per età e profilo di funzionamento e una serie di attività specialistiche.

Tra queste rientrano interventi comportamentali, evolutivi, naturalistici e cognitivo-comportamentali, oltre a prestazioni di logopedia, neuropsicomotricità e terapia occupazionale.

Sono inoltre previsti percorsi di parent training e teacher training, rivolti rispettivamente alle famiglie e al mondo della scuola.

La presenza di queste diverse professionalità mira a costruire interventi che non riguardino esclusivamente la persona, ma anche gli ambienti nei quali si sviluppano la vita quotidiana, l’apprendimento e le relazioni.

Il nuovo presidio si inserisce in un quadro di programmazione più ampio.

La Regione Lazio ha approvato il Piano regionale per l’autismo 2025-2027 nell’aprile dello scorso anno. Tra gli obiettivi strategici figura il rafforzamento della rete di assistenza sanitaria territoriale, insieme all’implementazione delle competenze specialistiche del personale del Servizio sanitario regionale e dei distretti sociosanitari.

Parallelamente, la Regione ha sviluppato anche interventi rivolti all’inclusione sociale di giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e altre disabilità con bisogni complessi, attraverso il programma FSE+ 2021-2027. L’avviso regionale per i “Centri polivalenti 2.0” prevede la creazione di una rete di centri sul territorio, con il coinvolgimento di enti del Terzo Settore e delle ASL.

Si tratta di interventi differenti per finalità e organizzazione, ma inseriti nella più ampia strategia regionale sull’inclusione e sulla presa in carico delle persone con disabilità.

Il Centro di Guidonia è stato realizzato all’interno di una struttura sulla quale sono stati effettuati interventi di adeguamento e miglioramento degli spazi.

La Regione indica un investimento di 1,04 milioni di euro di fondi di bilancio aziendale. I lavori hanno riguardato, tra l’altro, la sicurezza e la fruibilità degli ambienti, con una nuova scala interna di collegamento tra i livelli dell’edificio, un’area di attesa e otto locali destinati alla terapia, oltre agli interventi sugli impianti e sugli spazi complementari.

La struttura viene quindi inserita nella rete territoriale della ASL Roma 5, con l’intento di avvicinare i servizi alle persone e alle famiglie del territorio.

Il contesto è quello di un progressivo potenziamento dell’assistenza territoriale, nel quale Casa della Comunità, Ospedale di Comunità e Centro per l’autismo sono stati inaugurati nello stesso polo di Guidonia.



Tra gli elementi evidenziati nel nuovo modello c’è anche il coinvolgimento dei contesti di vita.

I percorsi di parent training sono rivolti ai familiari e caregiver, mentre quelli di teacher training coinvolgono il mondo scolastico. L’idea è che l’intervento non rimanga confinato all’interno della struttura sanitaria, ma possa dialogare con gli ambienti nei quali la persona trascorre gran parte della propria quotidianità.

È un’impostazione coerente con il Piano regionale per l’autismo, che individua tra i propri principi la centralità della famiglia e dei caregiver, insieme all’integrazione sociosanitaria e alla personalizzazione degli interventi.

L’inaugurazione di Guidonia rappresenta quindi un passaggio concreto nell’attuazione della programmazione regionale approvata nel 2025, con un centro dedicato all’alta specializzazione e una capacità dichiarata di circa 900 prestazioni a settimana.

Per il Lazio, il nuovo presidio entra ora nella rete dei servizi destinati alle persone con disturbo dello spettro dell’autismo, con un modello fondato sulla collaborazione tra competenze professionali differenti e sull’attenzione ai diversi contesti di vita.

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