Venerdì 18 Settembre 2026 09:09
Migranti: calati del 39% gli arrivi in Europa, ma aumentano morti e dispersi


I dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, al 15 settembre. Nel Mediterraneo centrale, sbarchi al -55% ma 152 vittime in più. «Quasi ogni morte e scomparsa è prevenibile»
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Diminuiscono gli arrivi di migranti e rifugiati in Europa, ma aumentano morti e dispersi durante le traversate. A fornire i dati (aggiornati al 15 settembre) è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni: quasi 60mila quelli arrivati via mare in Europa dall’inizio del 2026, vale a dire il 39% in meno rispetto ai 98.040 dello stesso periodo del 2025. Ma nello stesso tempo le vittime – morti e dispersi – sono almeno 2.292, contro i 1.999 dello scorso anno.
La situazione è particolarmente significativa sulla rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia, dove gli arrivi sono diminuiti del 55%, passando da 48.231 a 21.393, mentre morti e dispersi sono aumentati da 844 a 996. In Grecia gli arrivi sono stati 20.428, contro i 25.427 dello scorso anno, mentre sulla rotta del Mediterraneo orientale le vittime sono salite da 284 a 417. In Spagna sono arrivati 16.794 migranti, rispetto ai 22.855 del 2025; sulle rotte atlantiche e del Mediterraneo occidentale i morti sono stati almeno 879.
Nelle parole della direttrice generale Oim Amy Pope, «questi dati raccontano due storie allo stesso tempo. Meno persone arrivano via mare in Europa rispetto allo scorso anno. Ma le persone continuano a morire e a scomparire in numeri allarmanti». Tra gennaio e metà settembre 17.067 migranti sono stati intercettati in mare e riportati in Libia, secondo i dati della Guardia costiera libica monitorati dall’Oim. L’organizzazione avverte inoltre che il bilancio reale delle vittime potrebbe essere più alto, poiché molti naufragi e scomparse non vengono registrati. Ma «quasi ogni morte e scomparsa in mare è prevenibile», sottolinea Pope, chiedendo cooperazione internazionale, protezione e canali sicuri e regolari.
18 settembre 2026
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