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Venerdì 18 Settembre 2026 13:09

A Guidonia il primo presidio pubblico per l’autismo: aperto a Colleverde II il “Centro Regionale di Alta Specializzazione”

C’è un indirizzo che da qualche ora segna un punto di svolta per centinaia di famiglie del Lazio. È in via delle Montagne Rocciose, 24, a Colleverde II, la propaggine residenziale di Guidonia tra la Nomentana Bis e la Palombarese, che fino a ieri era conosciuta soprattutto per il suo tessuto di villette e piccoli […]

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C’è un indirizzo che da qualche ora segna un punto di svolta per centinaia di famiglie del Lazio. È in via delle Montagne Rocciose, 24, a Colleverde II, la propaggine residenziale di Guidonia tra la Nomentana Bis e la Palombarese, che fino a ieri era conosciuta soprattutto per il suo tessuto di villette e piccoli servizi di quartiere. Qui è stato inaugurato il primo Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo accreditato dalla Regione Lazio.

A tagliare il nastro, mercoledì 17 settembre, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore all’Inclusione sociale Massimiliano Maselli, insieme alla direttrice generale della Asl Roma 5 Silvia Cavalli e al sindaco Mauro Lombardo. Non un’inaugurazione isolata. Nello stesso giorno sono state presentate anche la Casa di Comunità Hub di via Colle Rosa, alla Botte, e l’Ospedale di Comunità con undici camere di degenza, tre tasselli di un unico disegno di rafforzamento della rete territoriale. 

La struttura di Colleverde II è frutto di un investimento di 1,04 milioni di euro di fondi di bilancio aziendale della Asl Roma 5. I lavori hanno riguardato la messa in sicurezza e la fruibilità dell’edificio e una nuova scala interna di collegamento tra i livelli, un’area di attesa e otto locali destinati esclusivamente alla terapia, oltre al rifacimento degli impianti. 

All’interno, ambienti indipendenti con aree dedicate e separate per minori e adulti, spazi ampi per attività diagnostico-terapeutiche individuali e di gruppo, laboratori dotati di attrezzature moderne, sale per colloqui e un locale riunioni pensato per il coordinamento con enti del Terzo Settore, associazioni e scuole. 

È il primo centro pubblico di questo tipo nella Regione Lazio. Realizzato in attuazione dell’Obiettivo 1 del Piano Regionale per l’Autismo 2025-2027, approvato dalla giunta nell’aprile 2025. 

Il cuore del progetto è l’équipe. Circa 40 professioniste e professionisti con formazione specifica nei disturbi dello spettro autistico, quali neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, logopedisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, terapisti occupazionali, educatori professionali, assistenti sociali, infermieri, tecnici di neurofisiopatologia e personale amministrativo, saranno al lavoro senza sosta. 

Una squadra ampia perché l’obiettivo dichiarato non è la singola prestazione, ma un approccio multidisciplinare e personalizzato, costruito intorno ai bisogni, alle abilità, alle fragilità e alle potenzialità della persona, tenendo conto anche del contesto familiare, scolastico e sociale. 

La capacità erogativa dichiarata è di circa 900 prestazioni ogni settimana – 890 secondo il dettaglio fornito dalla Asl Roma 5 – con percorsi differenziati per età e profilo di funzionamento. L’offerta comprende interventi comportamentali, evolutivi, naturalistici e cognitivo-comportamentali, oltre a logopedia, neuropsicomotricità e terapia occupazionale, e percorsi di parent training e teacher training rivolti a famiglie e insegnanti. 

È questo il punto che la Regione Lazio ha voluto rivendicare con più forza. Il Centro di Guidonia non vuole essere un ambulatorio, ma un nodo stabile e accessibile della rete. Un luogo che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita e mette in relazione sanità, servizi sociali, scuola, formazione e lavoro.

Una filosofia che è alla base del Piano Regionale per l’Autismo 2025-2027, che punta a rafforzare la rete di assistenza territoriale e a sviluppare interventi più uniformi, con attenzione alla presa in carico globale e alla centralità della famiglia e dei caregiver. 

In un territorio, quello della Asl Roma 5, dove la domanda di servizi per l’autismo è in costante crescita e le famiglie hanno spesso dovuto spostarsi verso Roma per le terapie, l’apertura di Colleverde II rappresenta un tentativo concreto di invertire la rotta: portare l’alta specializzazione vicino a casa, in un quartiere facilmente raggiungibile, con spazi pensati per non essere freddi corridoi ospedalieri ma luoghi di vita quotidiana. (immagine di copertina dal sito della Regione Lazio).

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