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Venerdì 18 Settembre 2026 23:09

Il cinema Odeon di Firenze: esempio di come si riqualifica un sala conservando la destinazione culturale

Riaperto nel 2023, mescola film e letteratura grazie all'accordo con Giunti Editore. Poteva ispirare la trasformazione del Metropolitan di Roma che invece diventerà un centro commerciale

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A Firenze ce l’hanno fatta. Un ex cinema, una sala carica di storia e arte, è oggi un luogo magnifico di cultura. Il grande schermo resta protagonista, con film che vengono proiettati tutto il giorno, mentre la platea ospita una libreria con migliaia di volumi. E poi mostre, presentazioni di libri, concerti, teatro.

Nel 2023 l’Odeon, dentro l’imponente Palazzo Strozzini, è tornato ad essere un luogo dove trascorrere alcune ore con la piacevolezza che solo la cultura e la bellezza riescono ad offrire. Sì perché gli interni sono splendidi, progettati ai primi del ‘900 da André Benaim, hanno conservato i decori originali, le grandi scalinate e perfino le poltrone della galleria custodiscono un sapore antico, pur garantendo un confort contemporaneo.





La famiglia Germani, proprietaria della sala dal 1936, ha trovato l’accordo con Giunti Editore e ha dato vita ad un esperimento non frequente nel panorama italiano, costellato da ex sale cinematografiche dal grande valore storico ed emozionale, chiuse da troppo tempo. Il pensiero non può non andare al nostro Metropolitan di via del Corso, sbarrato da 16 anni che purtroppo verrà
trasformato in un centro commerciale su tre piani
. La lunga battaglia di cittadini e comitati per la conservazione della destinazione culturale è stata persa ad aprile di quest’anno quando una maggioranza bipartisan ha votato a favore della conversione. La foglia di fico di una saletta da 100 posti che manterrà la funzione cinematografica non convince nessuno, sulla base di quanto già accaduto nell’ex cinema di piazza San Lorenzo in Lucina o di altre sale simili.

Purtroppo, in questo caso, Roma poteva imitare Firenze e invece ha preferito una soluzione facile, con risultati che andranno ad arricchire la proprietà dello stabile ed impoverire il quartiere e i residenti. In un’area come quella di via del Corso dove insistono centinaia di attività commerciali, non si sentiva il bisogno di un nuovo mall, piuttosto di conservare un angolo diverso. Qualcuno, come l’assessore Veloccia, si è pure pentito affermando che per il futuro le riconversioni dovranno garantire
almeno un 70% di destinazione culturale,
ma per il Metropolitan ormai è tardi.



Il Giunti Odeon di Firenze, invece, è diventato un polo di attrazione turistica. Pur in una città ricchissima di arte come il capoluogo toscano, viene segnalato su siti specializzati e guide per la sua unicità e bellezza. Ed è una risposta a chi sostiene che con i libri e il cinema non si guadagna abbastanza. Le attività collaterali, come l’affitto delle sale, i biglietti delle mostre e il caffè interno, garantiscono un giro d’affari di tutto rispetto. Al momento risultano pubblicati solo i dati economici del 2024 che scontano le spese di avviamento e gli ammortamenti sugli imponenti lavori svolti. Ma un fatturato di 876mila euro al primo anno di attività piena, dimostra che i margini ci sono e la crescita sarà importante.

Sia la famiglia proprietaria delle mura, sia la Giunti editore, hanno ottenuto le loro legittime soddisfazioni economiche senza però impoverire il territorio. Siamo certi che un’esperienza simile sarebbe stata replicabile a Roma e c’è da augurarsi che venga ripresa in una delle 44 sale romane dismesse da tempo.

 

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