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Lunedì 21 Settembre 2026 20:09

La Polveriera riaccende lo scontro tra Natalia e Fiorito

Al di là dei cavilli di natura tecnica e procedurale, quella che si sta consumando attorno al futuro dell’ex polveriera di Anagni è una partita squisitamente...

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Al di là dei cavilli di natura tecnica e procedurale, quella che si sta consumando attorno al futuro dell’ex polveriera di Anagni è una partita squisitamente e ferocemente politica. Da un lato c’è l’attuale amministrazione cittadina capitanata dal sindaco Daniele Natalia; dall’altro Franco Fiorito, ex sindaco di centrodestra, che continua a scagliarsi con forza contro il suo ex delfino e l’operato della giunta. Una resa dei conti in cui le delibere comunali diventano, e non da oggi, il terreno per uno scontro istituzionale e personale che non accenna a placarsi. (Leggi qui l’antefatto:
Un nuovo ospedale per Anagni in cambio della ex Polveriera
).


L’ultimo capitolo della vicenda si è consumato nelle scorse ore quando, con il provvedimento numero 0031094, il comune di Anagni ha deciso di bloccare l’assegnazione alla società Free Energy della ex polveriera. È l’ex Deposito Munizioni dell’Esercito Italiano, un’area di 180 ettari vicina alla stazione ferroviaria, nella quale fino alla metà degli Anni 90 venivano custoditi i munizionamenti per l’artiglieria leggera delle nostre Forze Armate. Una volta dismessa venne comprata dal Comune di Anagni, su sollecitazione dell’allora city manager Franco Fiorito, per scongiurare il rischio che lì venisse realizzata la discarica provinciale dei rifiuti poi finita a Roccasecca.

Dopo anni di dibattiti e nessun utilizzo, era arrivata la proposta della società Free Energy. Aveva presentato un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Al quale ne era seguito un altro presentato dalla società 2SH proprio allo scadere dei termini. Il Comune aveva assegnato l’area alla prima. Ora la decisione di tornare sui propri passi e bloccare l’assegnazione.

Una decisione che l’ex primo cittadino Franco Fiorito, poche ore dopo la pubblicazione del blocco sul portale del Comune, non ha esitato a definire una figuraccia, sostenendo che si tratterebbe a tutti gli effetti di una clamorosa marcia indietro.


Franco Fiorito
Secondo la ricostruzione dell’ex sindaco, il comune avrebbe deciso di «rinculare sulla polveriera» per evitare fastidi legati all’udienza al Tar fissata per il 23 settembre.

A ricorrere al Tribunale Amministrativo era stata la società concorrente 2SH, che aveva avanzato un progetto alternativo da 22 milioni di euro per le casse comunali, contro i 20 proposti da Free Energy, comprensivo anche del progetto per la costruzione di un centro ospedaliero. Il Comune aveva comunque deciso per il progetto della Free Energy, scatenando la guerra di carte bollate. Per Fiorito, l’amministrazione comunale avrebbe agito «per sfuggire alla sentenza che gli avrebbe dato torto sospendendo tutto» ed evitare che i giudici amministrativi certificassero quelli che liquida come «innumerevoli errori commessi».

Dal canto suo, il Comune ha voluto precisare la natura dell’atto, evidenziando che si tratta, tecnicamente, di una revoca e non di un annullamento. Secondo l’ente, la decisione si sarebbe resa necessaria dopo aver riscontrato un errore formale, e non di sostanza, nella pratica portata avanti; da qui la scelta di revocare — e non annullare, come detto — il provvedimento, per evitare il rischio che il Tar potesse far leva proprio su quel vizio di forma per bloccare il progetto.


Daniele Natalia
Al di là delle spiegazioni dei vertici dell’amministrazione, Fiorito ha voluto comunque sottolineare il comportamento di «un Comune costretto a smentire se stesso su una pratica così importante», accusando la maggioranza di fare marcia indietro non per senso di giustizia ma solo per «trovare la strada di giustificare l’ingiustificabile».

L’ex consigliere regionale ha poi puntato il dito contro le modalità di gestione della cosa pubblica, trattata a suo dire «come fosse un bene di proprietà privata», stigmatizzando il silenzio generale di maggioranza e opposizione, ree di «votare atti assurdi prendendosi responsabilità enormi senza nessuna capacità critica».

Nel rivendicare il risultato ottenuto, Fiorito ha inoltre sottolineato di essere stato l’unico ad intervenire «nel silenzio più totale», definendosi convinto che i fatti abbiano confermato la bontà della sua battaglia.

Bisognerà aspettare per vedere come andrà a finire. Quello che è certo è che l’episodio conferma quanto la vicenda dell’ex polveriera vada ben oltre la dialettica amministrativa. Sullo sfondo resta uno scontro politico aperto e senza esclusione di colpi, con l’ex primo cittadino che continua a picchiare duro contro l’amministrazione guidata dal suo ex delfino, trasformando ogni snodo burocratico nell’ennesimo capitolo di uno scontro ad altissima tensione.


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