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Martedì 22 Settembre 2026 14:09

Raggi cosmici associati al cancro negli assistenti di volo

Secondo un nuovo studio della Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, Usa, gli assistenti di volo e i piloti presentano la più alta e la seconda più alta percentuale di decessi per tumori correlati alle radiazioni -

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Secondo un nuovo studio condotto dalla Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, Usa, gli assistenti di volo e i piloti presentano rispettivamente la più alta e la seconda più alta percentuale di decessi per tumori correlati alle radiazioni.

Lo studio, pubblicato sul numero di  agosto di JAMA Internal Medicine, spiega che i ricercatori, guidati da Vishal Patel del Brigham and Women’s Hospital, hanno esaminato quasi 13 milioni di certificati di morte statunitensi dal 2020 al 2024, utilizzando un’unica fonte di dati a livello di popolazione,  il National Vital Statistics System, anziché singoli gruppi professionali o di pazienti affetti da cancro. I dati raccolti riguardavano quasi 13 milioni di persone decedute che praticavano  503 professioni diverse, tra cui 14.000 piloti e 7.000 assistenti di volo,  che si sono classificati rispettivamente al secondo e al primo posto per decessi dovuti a tumori correlati alle radiazioni.

È noto che i membri dell’equipaggio di volo ricevono la dose efficace annua più elevata di radiazioni ionizzanti rispetto a qualsiasi altra categoria professionale negli Stati Uniti. La causa sono i raggi cosmici galattici: particelle ad alta energia provenienti da esplosioni di supernove e altri eventi violenti che avvengono nel cosmo e che, dopo un lunghissimo viaggio, bombardano l’atmosfera terrestre da tutte le direzioni. Questa radiazione si insinua fino alle altitudini di volo.

Anche un singolo volo intercontinentale può emettere una quantità di radiazioni pari a quella di cinque radiografie odontoiatriche. E si stima che i voli internazionali (soprattutto sopra i poli) sono ancora peggiori. Secondo il CDC, Center for Disease Control and Prevention (Agenzia federale della sanità pubblica Usa),  piloti e assistenti di volo accumulano da 3 a 6 millisievert (mSv). Si tratta della dose professionale più elevata tra tutte le categorie di lavoratori negli Stati Uniti, circa dieci volte superiore a quella a cui è esposto una persona che viaggia frequentemente.

I ricercatori hanno analizzato i tumori correlati e non correlati alle radiazioni in diverse professioni, ed hanno, anche, confrontato i membri dell’equipaggio di volo con i lavoratori a terra del settore aeronautico. E’ stato scoperto che piloti e assistenti di volo presentavano tassi di mortalità statisticamente significativamente più elevati per tumori al seno, al sistema nervoso centrale, alla prostata e per melanoma. I piloti avevano anche un tasso più elevato di decessi per leucemia. Complessivamente, secondo l’analisi, circa il 6,9% dei decessi tra gli assistenti di volo e il 6,7% tra i piloti sono stati causati da tumori correlati alle radiazioni.

Queste percentuali, affermano gli autori dello studio, sono risultate superiori a quelle di qualsiasi altra professione, compresi i tecnici nucleari, che sono regolarmente esposti a radiazioni provenienti da fonti non cosmiche e che si sono classificati al 12° posto della lista. I meccanici e gli assemblatori di aeromobili non hanno registrato tassi di mortalità più elevati rispetto ad altre professioni.

Per anni, il legame tra le radiazioni aeronautiche e il cancro è stato complicato dalla presenza di altri due potenziali agenti cancerogeni: il lavoro notturno e l’inalazione di fumo passivo. Si riteneva che entrambi causassero il cancro negli equipaggi di volo. Il nuovo studio dimostra, invece, che i raggi cosmici giocano un ruolo importante e potrebbero rappresentare il rischio maggiore.

La Federal Aviation Administration riconosce formalmente piloti e assistenti di volo come lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, ma a differenza di altri lavoratori esposti a radiazioni o membri dell’equipaggio di altri paesi, gli equipaggi di volo statunitensi non sono soggetti a limiti di dose o requisiti di monitoraggio federali. (Rita Lena)

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