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Mercoledì 23 Settembre 2026 14:09

Minori stranieri non accompagnati, Terragni: «Rafforzare il ruolo dei Comuni»



La Garante anticipa lo studio che esamina il rapporto tra accoglienza e rischio criminalità. «A esporre maggiormente alla devianza, le esperienze che precedono e accompagnano l'arrivo in Italia»

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«È oggettivo che il numero di minori stranieri non accompagnati che entrano nel circuito penale è particolarmente elevato e genera allarme sociale». A parlare è Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, secondo cui però «non si possono criminalizzare né romanticizzare questi ragazzi. Per questo – aggiunge – ho fatto realizzare uno studio specifico. Da esso emerge che a esporre maggiormente alla marginalità e alla devianza sono le esperienze che precedono e accompagnano il loro arrivo in Italia».

“I minori stranieri non accompagnati: accoglienza e rischio criminalità. Un report”. Questo il titolo dell’indagine anticipata oggi da Terragni, che sarà presentata domani, 24 settembre, al Centro Congressi Cavour, nel corso dell’evento conclusivo dei progetti finanziati dal Fondo europeo asilo migrazione e integrazione (Fami) 2021-2027, gestito dal ministero dell’Interno. L’appuntamento è per le 9.30.

Analizzando i dati del report, curato dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali ets (Iprs), la Garante evidenzia che «non tutte le storie sono uguali». L’indagine infatti sembra suggerire che, «anche a fronte di traiettorie migratorie particolarmente complesse, la qualità e la struttura dell’accoglienza possano incidere sulla capacità di tenuta dei percorsi e sui rischi». Per questo «è necessario rafforzare la funzione dei Comuni come perni del sistema. La possibilità di costruire intorno al minore una rete di protezione effettiva dipende infatti anche dalla capacità degli enti locali di garantire continuità alla presa in carico, di coordinare gli interventi e di mettere in relazione le diverse competenze che concorrono alla riuscita del percorso del ragazzo», è l’analisi dell’Autorità garante.

L’indagine, di natura qualitativa, è stata svolta su un campione di 80 minori stranieri non accompagnati (msna) presenti nel circuito penale minorile, tutti di sesso maschile (35 tunisini, 27 egiziani e 18 appartenenti ad altre 12 nazionalità), attraverso interviste a operatori di Uffici di servizio sociale per i minorenni (Ussm) e di istituti penali minorili, grazie alla collaborazione del Dipartimento di Giustizia minorile e di comunità.

La ricerca si inserisce all’interno dei due progetti finanziati con il Fami, che l’Autorità garante ha realizzato in collaborazione con Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca), Fondazione Don Calabria per il sociale e Iprs. Le iniziative hanno sviluppato due linee di attività, distinte e integrate, dedicate una al monitoraggio della tutela volontaria e l’altra alla promozione dell’affido familiare. L’obiettivo è stato quello di rafforzare il sistema di protezione e inclusione attraverso una maggiore capacità di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Al momento infatti la ricerca evidenzia una forte debolezza della rete di protezione.

23 settembre 2026

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