Mercoledì 23 Settembre 2026 13:09
Presidio Civico Colleferro: “Data center: una scelta trasversale che minaccia la sovranità del territorio”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dal Presidio Civico Colleferro Valle del Sacco su una petizione cittadina per la richiesta […]
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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dal Presidio Civico Colleferro Valle del Sacco su una petizione cittadina per la richiesta di convocazione del consiglio comunale straordinario sul progetto del Data Center.
La Redazione di Casilina News garantisce il diritto di replica a chiunque volesse controbattere.
Con l’incontro pubblico dell’11 settembre abbiamo aperto un confronto per intraprendere un percorso condiviso e mettere in discussione il modello di sviluppo imposto a Colleferro e alla Valle del Sacco: dal data center agli impianti fotovoltaici al servizio dell’intelligenza artificiale, dalla sicurezza della comunità alla produzione bellica, dai poli logistici agli impianti di biodigestione.
In merito alle possibili evoluzioni legate al progetto per l’insediamento del Data Center nel territorio di Colleferro, nodo nevralgico dell’intera Valle del Sacco, si rende necessaria una profonda riflessione sulla reale natura delle decisioni in atto e sulle dinamiche che le determinano.
La narrazione che attribuisce la responsabilità di queste grandi opere a singole amministrazioni o a specifiche parti politiche si rivela del tutto insufficiente. Siamo infatti di fronte a un fenomeno di totale trasversalità, che vede coinvolti da un lato molteplici enti locali, regionali e nazionali, preposti al rilascio delle autorizzazioni e dall’altro, la convergenza sistematica di maggioranze e minoranze politiche di colore diverso che, ai vari livelli di governo, spingono nella medesima direzione.
Questa inusuale e perfetta sintonia non è un fatto casuale. Quando schieramenti politici storicamente contrapposti e diversi livelli istituzionali convergono in modo unanime sullo stesso impianto infrastrutturale emerge con chiarezza che il progetto non risponde a reali valutazioni strategiche e/o esigenze dei territori, bensì a interessi economici superiori.
Grandi poteri finanziari e potenze tecnologiche riescono così a imporre le proprie priorità, operando al di sopra della sovranità dei Comuni, degli Enti locali e degli stessi Stati nazionali: definiscono accordi e intese con le Istituzioni che, accettano di buon grado il ruolo di meri esecutori, assumendosi la responsabilità di calare simili progetti sui territori.
Trattandosi di scelte di sistema che impattano in modo determinante ed irreversibile sulle risorse energetiche, sul consumo idrico, sull’uso del suolo e sull’assetto socioeconomico della nostra comunità per i decenni a venire, questo tema non può restare confinato nelle stanze amministrative, né essere accettato passivamente.
Le politiche territoriali devono rispondere ai criteri della valutazione ambientale generazionale (VAG, legge 10 novembre 2025, n. 167), fondata su due principi: la giustizia intergenerazionale, che impone di non compromettere le risorse naturali per chi nascerà in futuro, e la sostenibilità a lungo termine, che richiede il superamento dei modelli economici orientati al profitto immediato a favore di una pianificazione capace di calcolare i costi ecologici sul lungo periodo.
Il futuro dell’ambiente, della salute e della sovranità territoriale non si delega. Quando i processi di trasformazione sono guidati da poteri economico-politici così ampi e diffusi, la sola risposta efficace e democratica risiede nella consapevolezza, nell’attenzione costante e nella presenza attiva della comunità locale.
Informarsi, unirsi, allearsi, far sentire la propria voce. È l’appello che rivolgiamo a cittadini, associazioni, forze sociali e comitati territoriali per pretendere trasparenza da chi determina il nostro futuro.
I beni comuni si tutelano insieme: solo una comunità partecipe e vigile è davvero padrona del proprio domani. Il nostro gruppo di lavoro è aperto alla collaborazione con tutti i soggetti attivi sul territorio, che loro malgrado, a causa della vicinanza con la città di Colleferro, saranno comunque coinvolti.
I beni comuni si tutelano insieme: solo una comunità partecipe e vigile è davvero padrona del proprio domani. Il nostro gruppo di lavoro è aperto alla collaborazione con tutti i soggetti attivi sul territorio, che loro malgrado, a causa della vicinanza con la città di Colleferro, saranno comunque coinvolti.
A partire dal 26 ottobre ci troverete ogni sabato dalle 17.00 in Corso Filippo Turati e ogni martedì dalle 10.00 in Piazza Italia a Colleferro, con i banchetti informativi e di raccolta firme da inviare al Sindaco Giulio Calamita, per chiedere la convocazione straordinaria di un Consiglio comunale che si impegni a sospendere il progetto del Data Center per consentirne un’analisi approfondita delle caratteristiche e delle ricadute ambientali economiche e sociali e ad approvare una moratoria che limiti il dilagare di impianti relativi alle infrastrutture collegati all’AI.
Foto di repertorio
