Mercoledì 23 Settembre 2026 16:09
Alunni stranieri, le scuole paritarie cattoliche: «Partire dall’inclusione»


Il comunicato congiunto di Agesc, Ciofs Scuola, Fidae e Fondazione Gesuiti Educazione sulle norme prospettate dalla premier Meloni. «Nessuno sia escluso. Pronti a fare la nostra parte»
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«La scuola deve essere il luogo nel quale nessuno viene escluso e ogni persona può sentirsi accolta, riconosciuta e accompagnata. Di fronte alle misure annunciate dal governo sulla presenza degli alunni stranieri nelle classi, riteniamo fondamentale partire da una parola: inclusione». Lo scrivono Umberto Palaia, presidente nazionale dell’Agesc; Carla Monaca, presidente nazionale di Ciofs Scuola; Virginia Kaladich, presidente nazionale della Fidae; Vitangelo Denora, delegato della Fondazione Gesuiti Educazione.
In una nota congiunta, i referenti delle associazioni intervengono nel dibattito aperto sulle norme prospettate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a partire dal tetto al numero degli alunni stranieri per ogni classe. «Eventuali situazioni di forte squilibrio nella composizione delle classi – rilevano – devono essere affrontate con buon senso, senza trasformare un problema organizzativo ed educativo in un criterio di esclusione. Non è la cittadinanza di un alunno a determinare le difficoltà di una classe. Occorre considerare la conoscenza della lingua italiana, i bisogni educativi dei bambini e dei ragazzi, il contesto sociale e territoriale e le condizioni nelle quali operano le singole scuole».
Per i firmatari del documento, «l’inclusione non si realizza attraverso automatismi o percentuali applicate indistintamente. Richiede il coinvolgimento delle scuole, delle famiglie, degli enti locali e delle comunità territoriali, insieme a investimenti adeguati nella mediazione culturale, nell’insegnamento dell’italiano, nella formazione dei docenti e nel sostegno alle realtà che operano nelle aree più complesse». In questo percorso, le scuole paritarie cattoliche sono pronte a fare ancora di più: «Le nostre scuole sono disponibili ad accogliere un numero maggiore di bambini e ragazzi, contribuendo anche a una distribuzione più equilibrata degli alunni e sostenendo concretamente i percorsi di integrazione. Ma questa disponibilità deve essere accompagnata da condizioni che consentano davvero a tutte le famiglie di scegliere una scuola paritaria, indipendentemente dal reddito e dalla provenienza».
Il riferimento è all’esigenza di dare piena attuazione alla legge 62 del 2000, che ha riconosciuto le scuole statali e paritarie come parti dell’unico sistema nazionale di istruzione. «A più di venticinque anni dalla sua approvazione – si legge nella nota -, la parità giuridica non si è ancora tradotta in una parità effettiva sul piano economico. Finché la scelta di una scuola paritaria continuerà a comportare un costo aggiuntivo per le famiglie, la libertà educativa resterà incompleta e accessibile soltanto ad alcuni. Rendere pienamente operativo il pluralismo scolastico permetterebbe alle scuole paritarie cattoliche di ampliare ulteriormente la propria capacità di accoglienza e di offrire un contributo ancora maggiore alle politiche di inclusione».
23 settembre 2023
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