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Giovedì 24 Settembre 2026 10:09

AI, Telefono Azzurro: «Non perdere il senso dell’umano»



La fondazione interviene dopo le parole del presidente Usa Trump all'81ª Assemblea generale Onu. Il presidente Caffo: «Non dobbiamo scegliere tra innovazione e protezione»

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«Le parole non sono mai neutre e, quando vengono pronunciate da chi ha una responsabilità pubblica, diventano messaggi che arrivano ovunque, anche ai più piccoli». Il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo interviene all’indomani del confronto internazionale durante la settimana dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, nella quale è entrato con forza il tema dell’intelligenza artificiale. In particolare, la questione «sempre più urgente» di come accompagnare lo sviluppo dell’AI salvaguardando diritti, sicurezza e dimensione umana.

Aprendo il dibattito, il 22 settembre, il segretario generale Onu Antonio Guterres «ha richiamato la necessità di una maggiore cooperazione internazionale sulla governance dell’intelligenza artificiale e di garanzie comuni sui suoi rischi – ricordano da Telefono Azzurro -. Nelle stesse ore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto l’ipotesi di uno schema globale di controllo dell’AI e ha annunciato l’intenzione di sostituire nei documenti ufficiali statunitensi la definizione di “Artificial Intelligence” con “Super Intelligence”.

Per Caffo, «non è soltanto un cambio di nome: rischia di rafforzare l’idea che l’AI sia superiore, infallibile, che sappia sempre più di noi e abbia sempre ragione. Per un bambino o un adolescente – sottolinea – questo equivoco può essere ancora più pericoloso, soprattutto quando affida a una macchina domande intime, paure e scelte personali, attribuendole una comprensione e un’empatia che non possiede. L’AI può essere uno strumento straordinario, ma non è onnisciente, non è infallibile e non è un amico. È l’uomo ad averla creata ed è l’uomo a dover rispondere di come viene progettata, raccontata e utilizzata».

In questo contesto, la fondazione Telefono Azzurro porta nel cuore del dibattito internazionale la voce di bambini e adolescenti, rafforzando il legame tra innovazione, diritti, salute mentale, sicurezza e partecipazione. In questi giorni il presidente Caffo partecipa a diversi momenti di confronto con istituzioni, organizzazioni internazionali, mondo scientifico, società civile e settore tecnologico. Al centro, la convinzione che l’intelligenza artificiale non deve essere rifiutata, ma progettata e governata mettendo al centro la persona e, in particolare, i diritti e il benessere dei più giovani. La Generazione Alpha in particolare «può essere considerata la prima generazione di AI natives, ma la familiarità con la tecnologia non significa automaticamente consapevolezza, sicurezza o capacità di incidere sulle decisioni – osserva ancora Caffo -. I ragazzi non possono essere soltanto destinatari delle politiche digitali: devono avere un ruolo reale nel contribuire a definire gli strumenti, le regole e gli ambienti digitali nei quali crescono».

La protezione di bambini e adolescenti nell’era dell’intelligenza artificiale sta assumendo uno spazio specifico nell’agenda internazionale, anche attraverso la Global coalition for children’s rights and protection in the age of artificial intelligence, che riunisce Stati, organismi internazionali, società civile, ricerca e settore privato attorno alla tutela dei diritti dei minori nell’era dell’AI. Per Telefono Azzurro, sicurezza, salute mentale, privacy, trasparenza e accesso a un supporto umano devono essere incorporati nell’innovazione fin dalla sua progettazione. «Una necessità ancora più importante per bambini e adolescenti, che nell’intelligenza artificiale possono trovare uno strumento di conoscenza e creatività, ma anche uno spazio nel quale affidare paure, richieste di aiuto e informazioni personali», sottolineano da Telefono Azzurro.

La sicurezza insomma «non può essere un controllo che arriva dopo l’introduzione di una tecnologia – sono ancora le parole di Caffo -.  Deve essere incorporata nella progettazione. Proteggere non significa semplicemente vietare: significa creare le condizioni perché bambini e adolescenti possano crescere, imparare, partecipare e chiedere aiuto quando ne hanno bisogno». Ulteriore elemento di riflessione arriva dal Digital child rights monitor, presentato a New York, che analizza 819 menzioni contenute nelle osservazioni conclusive del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia relative a 43 Stati. L’analisi evidenzia una forte attenzione alla sicurezza e alla protezione online, ma uno spazio ancora limitato per salute mentale, benessere digitale e intelligenza artificiale: appena 29 menzioni sul benessere digitale e 15 sull’intelligenza artificiale, concentrate quasi interamente nei cicli 2025-2026. Per Telefono Azzurro, il dato mostra quanto siano ancora giovani le politiche dedicate specificamente al rapporto tra AI, salute mentale e infanzia e quanto sia necessario costruire conoscenze, strumenti e risposte condivise.

Oggi intanto, 24 settembre, Telefono Azzurro e Fondazione Child promuovono “Youth mental health, human development and artificial intelligence”, incontro internazionale organizzato  a New York durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Destinatari: rappresentanti del mondo accademico e scientifico, istituzioni, Nazioni Unite, società civile e settore tecnologico, chiamati ad approfondire opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione a dignità umana, salute mentale dei giovani, diritti dell’infanzia e protezione dei minori. «Abbiamo voluto questo incontro perché non possiamo parlare di intelligenza artificiale per i giovani senza parlare di salute mentale, sviluppo umano e diritti – dichiara Caffo -. Abbiamo bisogno di ricerca, ascolto e responsabilità condivisa per comprendere gli effetti dell’AI sui ragazzi e costruire tecnologie più sicure e più umane».

24 settembre 2026

 

 

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