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Sabato 26 Settembre 2026 13:09

I catechisti, chiamati a contribuire all’«azione pastorale della Chiesa»



A San Giovanni l'assemblea diocesana e la consegna del mandato da parte del vicario Reina. L'invito a «rafforzare la logica di comunione, lasciandoci interpellare dagli uomini e le donne che vivono questo tempo». Nicodemo come «compagno di strada»

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Tanti i catechisti che questa mattina, 26 settembre, hanno gremito la basilica di San Giovanni in Laterano in occasione dell’assemblea diocesana curata dall’Ufficio per la catechesi del Vicariato, invito a “Camminare insieme nella fede per annunciare il Vangelo con rinnovato slancio”. Su di loro, consegnando il mandato, il cardinale vicario Baldo Reina ha invocato «la luce e la forza dello Spirito Santo» affinché possano vivere «con gioia e perseveranza un prezioso servizio».

Chiamati a contribuire all’«azione pastorale della Chiesa, che ha bisogno delle collaborazione di molti – sono le parole di Reina -, quanti si dedicano al servizio della catechesi con i più piccoli ma anche con coloro che da adulti chiedono di avvicinarsi alla fede non agiscono all’interno della parrocchia a titolo personale» ma quali membri della Chiesa. In particolare, il cardinale vicario ha in primo luogo rimandato alle parole del Papa consegnate alla diocesi in occasione dell’assemblea di apertura dell’anno pastorale del 18 settembre scorso. Leone XIV ci «ha invitati a chiederci se le cose che facciamo conducono a Cristo»,, ha ricordato il porporato;; da qui anche l’invito a considerare «se ci sono correzioni da fare su come annunciare la fede oggi, interrogandoci sulle metodologie e sulle scelte fatte per rafforzare la logica di comunione, lasciandoci interpellare dagli uomini e le donne che vivono questo tempo», laddove si tratta talvolta anche di «sperimentare tante fragilità».


(foto: diocesi di Roma/Gennari)
Di seguito, Reina ha guardato alla figura evangelica di Nicodemo, che «compare 3 volte nel Vangelo di Giovanni, con cui camminare insieme, come un compagno di viaggio»; una figura in ricerca e «interessante perché in lui scopriamo alcuni tratti dell’essere catechisti». Nel capitolo 3, ha osservato Reina, Nicodemo appare come  «l’uomo che credeva, che studiava la legge» ma limitandosi ad «un approccio intellettuale, che vuole capire, senza andare oltre». Così, talvolta, «la catechesi può essere concepita come una lezione che sappiamo ma che non cambia la nostra vita, non lascia in noi e negli altri una sana inquietudine», ha spiegato il cardinale.

Nel capitolo 7, ancora, Nicodemo «trova il coraggio di intervenire e di prendere le difese di Gesù arrestato – ha detto Reina -: è l’annuncio pubblico, di chi non parla ai suoi ma davanti a tutti»; ugualmente, ha proseguito il vicario del Papa, quello del catechista «è un mandato che spinge ad annunciare Gesù a tutta la comunità, in una dimensione ecclesiale». Per Reina, «viviamo in un tempo che richiede che tutti abbiamo il coraggio di dire parole di fede, di Vangelo, di fraternità, misericordia e perdono», avendo a cuore «la dignità che ci rende immagine e somiglianza di Dio»; quindi l’auspicio del porporato è che «Nicodemo ci insegni a prendere la parola anche in un contesto avverso».

Da ultimo, il capitolo in cui l’evangelista Giovanni racconta la Crocifissione e «Nicodemo è colui che si organizza per andare a recuperare il corpo di Gesù, che vuole proteggere, facendolo suo». C’è cioè «un totale coinvolgimento nella vita di Nicodemo, non più e non solo nella testa e nella parola ma che lo prende totalmente», tanto da «non riuscire a vivere senza di Lui», ha sottolineato Reina, ammonendo i catechisti a lasciarsi «toccare nella propria vita da Cristo, facendosi coinvolgere pienamente», tanto da riuscire a farne «esperienza per altri, per tutti».


Il vescovo Andrea Carlevale (foto: diocesi di Roma/Gennari)
All’assemblea di inizio anno dei catechisti è intervenuto anche il vescovo Andrea Carnevale, delegato per la catechesi, che ha espresso ai presenti la «stima per la fatica del servizio che fate nella comunità cristiana, per e con le famiglie». Affidate a don Manrico Accoto, direttore dell’Ufficio diocesano, le conclusioni. «La catechesi può e deve costruire un rapporto autentico con Dio, trasmettendo anche poche cose ma certi che siano state comprese», ha affermato il sacerdote, sottolineando che l’iniziazione cristiana «pone i pilastri per costruire la vita di fede».

26 settembre 2026

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