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Domenica 27 Settembre 2026 10:09

Cinghiale insegue donna e il suo cane a Roma: paura nella notte

???? Una passeggiata notturna con il cane si è trasformata in una fuga improvvisa per una donna che vive a Serpentara, nel quadrante nord-est di Roma. Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 settembre, mentre si trovava nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, la donna si è trovata davanti a un cinghiale che rovistava tra…
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 Una passeggiata notturna con il cane si è trasformata in una fuga improvvisa per una donna che vive a Serpentara, nel quadrante nord-est di Roma. Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 settembre, mentre si trovava nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, la donna si è trovata davanti a un cinghiale che rovistava tra gli scarti.

Quello che sembrava un incontro casuale con un animale selvatico è diventato in pochi istanti una situazione di forte pericolo. Il cinghiale ha reagito alla presenza della donna e del cane e ha iniziato a seguirli, costringendoli a una fuga fino al portone di casa.

Secondo il racconto della donna, l’episodio è avvenuto intorno all’una di notte.

Marika L., questo il nome riportato dalle cronache, era uscita per portare a spasso la propria cagnolina, una Staffordshire bull terrier. Il percorso comprendeva anche la zona dei cassonetti collocati vicino a un supermercato.

È proprio in prossimità dell’area dei rifiuti che la donna ha sentito dei rumori.

Avvicinandosi, ha visto un cinghiale intento a cercare cibo tra i rifiuti.

La presenza di animali selvatici nei quartieri periferici di Roma non rappresenta ormai una novità. Gli esemplari vengono frequentemente avvistati nelle aree in cui il tessuto urbano entra in contatto con zone verdi, parchi, terreni incolti e corridoi naturali.

Ma trovarsi a pochi metri da un grosso ungulato durante una passeggiata notturna è un’esperienza completamente diversa.



La donna ha cercato di mantenere il controllo della situazione, posizionando il cane dietro di sé.

A quel punto, però, il cinghiale avrebbe reagito alla presenza delle due.

Secondo il racconto riportato dall’AGI, l’animale ha emesso un verso minaccioso e ha iniziato a raspare il terreno con le zampe. È stato il momento in cui la donna ha capito che non era prudente rimanere ferma.

Ha quindi iniziato ad allontanarsi rapidamente insieme alla cagnolina.

Quello che inizialmente era stato un incontro ravvicinato si è trasformato in una vera e propria corsa verso casa.

La donna ha raccontato di aver iniziato a correre senza voltarsi.

L’obiettivo era raggiungere il proprio palazzo e mettersi al sicuro.

La situazione, però, è diventata ancora più impressionante quando si è accorta che il cinghiale la stava seguendo.

L’animale avrebbe percorso diverse decine di metri dietro di lei, arrivando fino all’ingresso dell’abitazione.

Quando la donna ha raggiunto il portone, ha chiesto al figlio di aprirle per poter entrare rapidamente.

Una volta al sicuro, ha potuto fermarsi e rendersi conto di quanto fosse stata rischiosa quella fuga.

Non risultano persone ferite nell’episodio, ma l’accaduto ha riacceso la preoccupazione dei residenti per la presenza sempre più frequente dei cinghiali nelle aree urbane e periurbane della Capitale.

La storia di Serpentara si inserisce in un problema che Roma conosce da anni.

Gli avvistamenti di cinghiali sono diventati ricorrenti soprattutto nei quartieri che confinano con aree verdi e zone agricole o boschive.

Gli animali possono spostarsi anche all’interno delle strade urbane alla ricerca di cibo.

I cassonetti rappresentano uno dei punti di maggiore attrazione quando contengono residui alimentari accessibili.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la presenza degli animali.

Riguarda soprattutto la possibilità che un animale selvatico e un essere umano si trovino improvvisamente a distanza ravvicinata.

Ed è proprio questo che è accaduto a Serpentara.

Uno degli elementi più significativi del racconto è il luogo dell’avvistamento: l’area dei cassonetti.

I cinghiali hanno una dieta estremamente varia e possono sfruttare facilmente fonti di cibo presenti negli ambienti antropizzati.

Quando rifiuti e residui alimentari sono facilmente accessibili, gli animali possono essere attratti verso le zone abitate.

Questo contribuisce a rendere più frequenti gli incontri con le persone.

Nel caso di Serpentara, il cinghiale non si trovava semplicemente in un’area verde: era arrivato nei pressi dei contenitori dei rifiuti e stava cercando qualcosa da mangiare.

È una dinamica che può trasformare un animale normalmente diffidente in una presenza molto più vicina alle abitazioni.



Il cinghiale non è necessariamente aggressivo nei confronti dell’uomo.

Il problema nasce soprattutto quando l’animale si sente minacciato, sorpreso o messo alle strette.

Una persona che si avvicina troppo, un cane che abbaia o tenta di inseguirlo, oppure la presenza improvvisa di qualcuno tra l’animale e una possibile via di fuga possono aumentare la tensione.

Per questo gli incontri ravvicinati devono essere evitati.

Nel caso raccontato a Roma, la presenza della cagnolina potrebbe aver contribuito a rendere più delicata la situazione, anche se non è possibile stabilire con certezza quale sia stata la motivazione precisa della reazione dell’animale.

Il comportamento osservato, tuttavia, è stato sufficiente a spingere la donna ad allontanarsi rapidamente.

L’episodio di Serpentara offre anche un’occasione per ricordare alcune regole di prudenza.

Se si incontra un cinghiale, soprattutto a distanza ravvicinata, la prima cosa da evitare è avvicinarsi per fotografarlo o filmarlo.

Non bisogna nemmeno cercare di attirare l’attenzione dell’animale.

Se si è con un cane, è importante tenerlo sotto controllo e impedire che si avvicini al cinghiale.

L’istinto del cane può infatti provocare una reazione dell’animale selvatico.

La scelta più prudente è cercare di aumentare la distanza, evitando movimenti improvvisi e lasciando all’animale una possibile via di fuga.

Se l’animale si trova vicino a una strada, a un’abitazione o in una posizione che può creare un pericolo immediato, è opportuno segnalare la presenza alle autorità competenti.

La presenza di un cane merita particolare attenzione.

Per molti animali selvatici, infatti, un cane può essere percepito come un possibile predatore o come una minaccia.

Anche un cane di piccola taglia può reagire abbaiando, tirando il guinzaglio o cercando di avvicinarsi.

In una situazione del genere, il proprietario deve cercare di mantenere il cane vicino a sé, senza consentirgli di affrontare l’animale.

La fuga di Serpentara dimostra quanto rapidamente possa cambiare una situazione apparentemente normale.

La donna stava semplicemente portando fuori il proprio animale domestico.

Pochi secondi dopo si è trovata a dover raggiungere il portone di casa inseguita da un cinghiale.

Quello di Serpentara non è un episodio isolato nel contesto romano.

Nelle ultime settimane sono stati documentati altri avvistamenti in diverse zone della Capitale.

Alla fine di agosto, ad esempio, un gruppo di cinque cinghiali, tra adulti e cuccioli, era stato osservato persino nei pressi di una fermata degli autobus a Prima Porta. Le immagini degli animali avevano attirato l’attenzione dei pendolari e dei residenti.

Questi episodi mostrano come il fenomeno non sia confinato esclusivamente alle zone più periferiche o completamente immerse nel verde.

Gli animali possono attraversare strade, frequentare aree residenziali e raggiungere luoghi molto frequentati dalle persone.



Roma presenta una caratteristica particolare: è una delle grandi città europee con una presenza molto estesa di aree verdi, parchi e territori naturali.

Questa caratteristica favorisce la biodiversità, ma può anche rendere più frequenti gli incontri tra fauna selvatica e popolazione.

Il caso di Serpentara racconta proprio questa convivenza dal punto di vista di chi vive quotidianamente il territorio.

La donna ha spiegato che nella zona la presenza della fauna selvatica è ormai abbastanza comune, ma che recentemente un gruppo di cinghiali avrebbe reso più difficile anche una semplice attività quotidiana come andare a gettare la spazzatura.

Il problema, dunque, non è soltanto l’avvistamento occasionale.

È la normalizzazione della presenza di animali selvatici all’interno degli spazi abitati.

Dopo essere riuscita a entrare in casa, la donna ha potuto finalmente mettersi al sicuro.

Il cinghiale non ha provocato feriti, ma la vicenda avrebbe potuto avere conseguenze diverse se la fuga fosse avvenuta in prossimità di una strada trafficata o se la donna fosse caduta durante la corsa.

È proprio questo l’aspetto che rende questi episodi delicati.

Non è necessario che l’animale attacchi direttamente una persona perché si crei una situazione pericolosa.

Un incontro improvviso, una reazione di paura o una fuga possono essere sufficienti a provocare un incidente.

Il cinghiale davanti ai cassonetti, la donna che corre con il cane e il portone raggiunto all’ultimo momento raccontano una scena che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata insolita nel cuore di una grande capitale.

Oggi, invece, gli avvistamenti fanno parte della cronaca romana.

Questo non significa che ogni cinghiale rappresenti un pericolo o che gli animali siano necessariamente aggressivi.

Significa però che la convivenza tra fauna selvatica e ambiente urbano richiede attenzione, soprattutto nei quartieri dove il verde e le abitazioni sono strettamente collegati.

A Serpentara, una normale passeggiata notturna si è trasformata in una fuga.

La donna e il suo cane sono riusciti a raggiungere il portone e a mettersi in salvo. Il cinghiale è invece rimasto libero di allontanarsi.

Ma l’episodio ha lasciato una domanda tra i residenti: quanto è diventato normale incontrare cinghiali nelle strade di Roma e quanto ancora può crescere il fenomeno?

Per chi vive nelle zone interessate, la risposta non è più soltanto una questione di curiosità.

È diventata una questione di sicurezza e di quotidianità.

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