Domenica 27 Settembre 2026 17:09
Torna il nucleare
Dopo decenni di stop e due referendum abrogativi, il governo Meloni riporta in Italia la
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Dopo decenni di stop e due referendum abrogativi, il governo Meloni riporta in Italia la produzione di energia nucleare, con tutte le immutate criticità sulla gestione delle scorie, la sicurezza, la governance. Proponiamo un articolo di Guido Marinelli, in calce i documenti dell’iter parlamentare (il testo definitivo non è ancora stato pubblicato)
di
Guido Marinelli
Il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato in via definitiva il
disegno di legge delega sul nucleare sostenibile[1]
, che riporta l’atomo nella strategia energetica italiana a quasi quarant’anni dai referendum[1 Bis]
.La delega prevede che l’esecutivo abbia dodici mesi per emanare uno o più decreti legislativi per riordinare le regole del settore. Dalla data di entrata in vigore dei decreti principali, il Governo dispone di altri due anni per introdurre modifiche, correzioni o integrazioni che si rendessero necessarie per perfezionare le regole del settore. Considerando la complessità del settore è prevedibile che i 2 anni saranno utilizzati interamente. Ammesso quindi che la prima scadenza di 12 mesi sia rispettata potremmo, forse, avere un quadro attendibile della futura normativa a ottobre 2029. Al netto di probabili iniziative legate ai passati Referendum e/o ad altri aspetti di tutela ambientale e della salute.
Il disegno di legge delega si concentra su piccoli reattori modulari (SMR
[2]
) e reattori di quarta generazione (AMR[3]
), escludendo per ora il ritorno a grandi centrali tradizionali.Ricordiamo che il ministro Pichetto Fratin già da tempo promuove l’adozione del nucleare in diversi contesti. Ad esempio nel suo
intervento alla festa dell’Innovazione del Foglio del’8 giugno 2024
* ha dichiarato:“Io credo particolarmente al
nucleare
. Noi [l’Italia ndr] consumiamo annualmente 305-310 terawatt all’ora e gli analisti dicono che entro il 2050 saranno 750 terawatt all’ora. Il mix energetico, cioè la somma di tutte le fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico, idroelettrico ecc, per raggiungere quel valore non ce l’abbiamo. Dobbiamo renderci conto della realtà e farlo significa introdurre il nucleare. Nello scenario PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima
, ndr) dobbiamo mettere anche il nucleare perché è una via obbligata.”A proposito degli SMR rimandiamo al nostro articolo del 23 giugno 2024
[4]
. Aggiungiamo solo che, nel frattempo, la previsione di un primo impianto SMR in Italia è arrivata al 2035[5]
(nove anni da oggi). Ripetiamo: previsione tra nove anni. Al riguardo notiamo che il ritardo medio per i progetti nucleari si attesta intorno ai 12-14 anni[6]
. Il che porterebbe l’entrata in esercizio del primo SMR intorno al 2045. Certo è da considerare che il tempo medio di ritardo si riferisce a grandi reattori e invece si parla di SMR (tecnologia di terza generazione “avanzata” dei reattori a fossili) il che potrebbe far pensare a ritardi meno gravi o nulli. Ma dobbiamo anche considerare che gli SMR sono una tecnologia per ora poco diffusa. Ad oggi gli unici esempi si trovano in Russia e Cina[7]
. Certo non una buona presentazione per l’occidente. Si tratta di recuperare un “gap” non piccolo rispetto a tali “concorrenti”. Tempi di recupero non certi che, a loro volta, potrebbero indurre ritardi nell’attivazione del primo SMR in Italia. Ma assumiamo pure l’improbabile ipotesi che venga rispettata la scadenza al 2035. Ormai risulta evidente che in Italia è iniziato un periodo di forte siccità che non potrà che essere aggravato dall’ulteriore fusione dei ghiacciai alpini. E, se è vero che un SMR ha bisogno di meno acqua di una grande centrale (che nell’ultima estate sono state addirittura spente per mancanza d’acqua di raffreddamento) è pur vero che per una taglia di 300MW (es: BWRX-300 o Nuward cioè il progetto francese che con ogni probabilità sarà la base degli SMR europei) si prevede un consumo di 9 milioni di litri d’acqua al giorno. Sarà quindi non semplice trovare una localizzazione che consenta un tale flusso di acqua senza danneggiare le attività umane, dall’agricoltura all’uso personale passando per gli usi industriali e per i nuovi grandi consumatori d’acqua: i data center. Probabilmente il vero uso degli SMR sarà quello navale[8]
, sia in campo militare (in sostituzione degli ormai obsoleti motori a propulsione nucleare di sottomarini e portaerei), che in campo commerciale. Con impatti sugli ecosistemi marittimi tutti da studiare.Infatti sia SMR che AMR sono reattori a fissione (non a fusione) che quindi producono scorie radioattive. In particolare i SMR producono molte (da 2 a 5 volte di più) scorie rispetto ai reattori di grandi centrali come gli EPR
[9]
.Per quanto riguarda gli AMR per intanto c’è da dire che sempre il report ENEA (vedere nota 7) ci ricorda che questa tecnologia sarà “disponibile intorno al 2040” e che “si dovranno affrontare e risolvere alcune fasi molto delicate dal punto di vista tecnologico e geopolitico-strategico, quali il riprocessamento del combustibile e l’estrazione di plutonio. Per raggiungere questi obiettivi si stanno sviluppando reattori che non sono più raffreddati ad acqua ma con piombo o sodio liquidi oppure con sali fusi. La prima dimostrazione di questa nuova soluzione di riciclo, nell’ambito del progetto “Proryv”, è già in costruzione in Russia e dovrebbe essere completata attorno al 2030”.
ENEA anche per gli AMR ci dice che la Russia è avanti all’occidente e che la tecnologia è parecchio di là da venire.
Qualsiasi sia l’opinione si abbia sullo sviluppo di tecnologia nucleare a fissione e sul grande uso di denaro pubblico che questo richiede, ci sono due considerazioni che dobbiamo fare:
1) i tempi di realizzazione non sono compatibili con l’urgenza di agire per la decarbonizzazione richiesti dalla gravità della situazione attuale, come da rapporto UNEP
[10]
.2) i risultati in termini di operatività dei prossimi reattori nucleari a fissione, per i citati problemi di raffreddamento, non sono certi mettendoci a rischio di non poter usare se non in contesti limitati i risultati raggiunti.
3) i rischi rimangono comunque presenti così come la necessità di smaltire le scorie.
Forse sarebbe più efficace concentrare le risorse economiche, che necessariamente dovremmo investire per SMR e APR, sulla ricerca scientifica per la futura fusione nucleare e, nel frattempo, utilizzare le rinnovabili, che costano molto meno, sono quasi di immediata applicazione e molto meno rischiose, per invertire nel brevissimo periodo il trend di emissioni di CO2 in atmosfera che continuano a crescere ogni anno
Guido Marinelli
Vedi anche Perchè non possiamo puntare sull’energia nucleare per la transizione energetica di Guido Marinelli 23 giugno 2024
https://www.carteinregola.it/perche-non-possiamo-puntare-sullenergia-nucleare-per-la-transizione-energetica/
28 settembre 2026
Per osservazioni e precisazioni scrivere a labortoriocarteinregola@gmail.com
NOTE
[1]
https://www.mase.gov.it/portale/web/guest/-/nucleare-pichetto-ok-a-ddl-delega-passo-verso-il-futuro-e-tecnologia-vincente-per-la-sicurezza-energetica-1
[1BIS] In Italia si sono svolti due principali referendum riguardanti l’energia nucleare: il primo si è tenuto l’8 e il 9 novembre 1987, mentre il secondo si è svolto il 12 e il 13 giugno 2011.
L’8 e 9 novembre 1987 si votò su cinque quesiti abrogativi complessivi, di cui tre specificamente incentrati sull’energia nucleare (riguardanti i contributi agli enti locali, la localizzazione delle centrali e gli accordi internazionali dell’Enel). Anche se i quesiti non vietavano direttamente l’uso del nucleare, il risultato portò allo stop e alla dismissione delle centrali nucleari italiane esistenti
Il 12 e 13 giugno 2011 si votò su 4 quesiti referendari. Il secondo e il terzo quesito riguardavano l’abrogazione delle norme che permettevano la ripresa del programma nucleare in Italia, voluto dal governo dell’epoca. Il “Sì” vinse con una percentuale superiore al 94%, bloccando nuovamente qualsiasi progetto di ritorno all’energia atomica nel Paese.
[2]
SMR: Small Modular Reactor[3]
AMR: Advanced Modular Reactor[4]
https://www.carteinregola.it/perche-non-possiamo-puntare-sullenergia-nucleare-per-la-transizione-energetica/
[5]
https://www.corriere.it/economia/energie/26_settembre_21/il-primo-mini-reattore-nucleare-arrivera-in-italia-entro-il-2035-ecco-il-progetto-di-edison-e-edf-93ce29ea-48d2-4164-a66a-ea5ff2865xlk.shtml
[6]
https://www.statista.com/chart/36138/cost-overruns-and-construction-delays-of-epr-nuclear-reactors-in-europe/
[7]
https://www.eai.enea.it/nuovo-nucleare-ricerca-tecnologie-scenari-e-prospettive/nuovo-nucleare-scenari/lo-scenario-internazionale.htm
l[8]
https://www.allseas.com/en/what-we-do/nuclear
[9]
https://news.stanford.edu/stories/2022/05/small-modular-reactors-produce-high-levels-nuclear-waste
[
10] https://www.unep.org/resources/limiting-overshoot-navigating-exceedance
L’ITER PARLAMENTARE
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Vai alla sezione del sito della. Camera con la documentazione
Disegno di legge ordinario Presentato il 17 ottobre 2025 Relatori in Commissione:
-
ZINZI Gianpiero(per la Commissione VIII Ambiente)
-
ZUCCONI Riccardo(per la Commissione VIII Ambiente)
-
CAVO Ilaria(per la Commissione X Attività produttive)
-
SQUERI Luca(per la Commissione X Attività produttive)
Relatori in Assemblea:
-
ZINZI Gianpiero(per la Commissione VIII Ambiente)
-
ZUCCONI Riccardo(per la Commissione VIII Ambiente)
-
CAVO Ilaria(per la Commissione X Attività produttive)
-
SQUERI Luca(per la Commissione X Attività produttive)
Assegnazione alle Commissioni riunite VIII Ambiente, X Attività produttive in sede Referente l’1 dicembre 2025
Parere delle Commissioni I Affari Costituzionali, II Giustizia (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V Bilancio e Tesoro, VI Finanze, VII Cultura, XI Lavoro, XII Affari sociali, XIV Politiche UE e della Commissione parlamentare per le questioni regionali
Iniziativa del Governo:
MELONI Giorgia
(Presidente del Consiglio dei ministri), PICHETTO FRATIN Gilberto
(Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica)PRIMA LETTURA CAMERA
Disegno di legge (C. 2669) Presentato il 17 ottobre 2025 Abbinamento con C.
1742
Iter in Commissione Esame in Commissione (iniziato il 21 gennaio 2026 e concluso il 20 maggio 2026)
Iter in Assemblea Discussione in Assemblea (iniziata il 3 giugno 2026 e conclusa il 4 giugno 2026. Approvato)
PRIMA LETTURA SENATO
V
ai alla sezione del Senato con la documentazione
Disegno di legge:
1924
Iniziativa Governativa Pres. Consiglio
Giorgia Meloni
, Ministro dell’ambiente e sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin
(Governo Meloni-I
)natura ordinaria
Contenente deleghe al Governo.
Relazione tecnica pervenuta l’8 luglio 2026.
Contenente deleghe al Governo.
Relazione tecnica pervenuta l’8 luglio 2026.
Trasmesso in data 8 giugno 2026; annunciato nella seduta n. 425 del 9 giugno 2026.
Relatore alla Commissione Sen.
Claudio Fazzone
(FI-BP-PPE
) (dato conto della nomina il 23 giugno 2026).Relatore alla Commissione Sen.
Roberto Rosso
(FI-BP-PPE
) (dato conto della nomina il 23 giugno 2026).Relatore di maggioranza Sen.
Deliberata richiesta di autorizzazione alla relazione orale.
Claudio Fazzone
(FI-BP-PPE
) nominato nella seduta pom. n. 288 del 22 luglio 2026.Deliberata richiesta di autorizzazione alla relazione orale.
Relatore di maggioranza Sen.
Deliberata richiesta di autorizzazione alla relazione orale.
Roberto Rosso
(FI-BP-PPE
) nominato nella seduta pom. n. 288 del 22 luglio 2026.Deliberata richiesta di autorizzazione alla relazione orale.
Assegnato alla
Parere delle commissioni 1ª (Aff. costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Aff. esteri e difesa), 4ª (Unione europea), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze), 7ª (Cultura, istruzione), 9ª (Industria e agricoltura), 10ª (Sanità e lavoro), Questioni regionali
8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica)
in sede referente l’11 giugno 2026. Annuncio nella seduta n. 427 dell’11 giugno 2026.Parere delle commissioni 1ª (Aff. costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Aff. esteri e difesa), 4ª (Unione europea), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze), 7ª (Cultura, istruzione), 9ª (Industria e agricoltura), 10ª (Sanità e lavoro), Questioni regionali
Testi disponibili
- Testo DDL 1924(

PDF) - Testo approvato 1924(Bozza provvisoria) (

PDF) - Fascicolo emendamenti n. 1 (

PDF) - Fascicolo emendamenti n. 1 (ANNESSO) (

PDF) - Fascicolo emendamenti n. 1 (ANNESSO II) (

PDF)
giugno 2026 Dossier di documentazione
Servizio del Bilancio –
Nota di lettura – n. 377
(PDF
)A.S. 1924: “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile” (Approvato dalla Camera dei deputati)Servizio Studi
Dossier – n. 623/2
(PDF
)Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile – A.S. n. 1924 vai alla Trattazione in Commissione
vai alla Trattazione consultiva
Trattazione in Assemblea
N. 443
29 luglio 2026 Dibattito connessoDiscusso congiuntamente:
S.1132
, S.1365
Sui lavori del SenatoFissato termine per la presentazione degli emendamenti: 10 settembre 2026 alle ore 10:00
N. 455
16 settembre 2026 Dibattito connesso Sui lavori del Senato Questioni procedurali Respinta questione pregiudiziale.
Discussione generale
Autorizzata la relazione orale.
Il relatore di maggioranza svolge relazione orale.
Adottato come testo base il DDL 1924.
Conclusa la discussione generale.
Autorizzata la relazione orale.
Il relatore di maggioranza svolge relazione orale.
Adottato come testo base il DDL 1924.
Conclusa la discussione generale.
N. 458
23 settembre 2026 Trattazione articoli
Esame art. da 1 a 5; odg.
Voto finale Esito: approvato definitivamente
Assorbimento di
Votazione nominale a scrutinio simultaneo: favorevoli 81, contrari 51, astenuti 7, votanti 139, presenti 140.
Assorbimento di
S.1132
, S.1365
Votazione nominale a scrutinio simultaneo: favorevoli 81, contrari 51, astenuti 7, votanti 139, presenti 140.
23 settembre 2026: approvato definitivamente,
Vedi anche
Perchè non possiamo puntare sull’energia nucleare per la transizione energetica 23 giugno 2024 di Guido Marinelli
NOTE
*
Il Fatto Quotidiano 5 giugno 2026 Meloni corre sul nucleare: subito la legge (non le centrali) di Virginia Della Sala
