Lunedì 28 Settembre 2026 11:09
Emissioni industriali a Castelliri: Tutela Verde APS richiede l’intervento alle Autorità competenti
Castelliri – L’associazione ambientalista Tutela Verde APS richiede l’intervento alle Autorità competenti in merito alle emissioni industriali. Riportiamo di seguito […]
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Castelliri – L’associazione ambientalista Tutela Verde APS richiede l’intervento alle Autorità competenti in merito alle emissioni industriali. Riportiamo di seguito il comunicato stampa ricevuto, garantendo il diritto di replica a chiunque volesse controbattere.
L’associazione ambientalista Tutela Verde APS, tramite il presidente Dott. Marco Belli, ha presentato un’articolata segnalazione alla Procura della Repubblica di Cassino, ai Carabinieri Tutela Ambiente, alla Guardia di Finanza, alla Regione Lazio, all’ASL Frosinone, all’ARPA Lazio e al Comune di Castelliri, chiedendo accertamenti urgenti in merito alla gestione delle attività industriali presenti nell’areale di Via Pescara.
La documentazione e gli atti raccolti dall’associazione delineano un gravissimo vuoto nei controlli e nella vigilanza, che per oltre vent’anni ha consentito a numerose aziende metalmeccaniche, siderurgiche, di carpenteria e falegnameria di operare in sostanziale assenza di idonee garanzie e titoli ambientali ad un passo da abitazioni, agriturismi e aziende anche aperte al pubblico per la vendita diretta di prodotti alimentari e non.
Tra i casi citati negli atti ufficiali spiccano alcune autorizzazioni ambientali storiche ormai ampiamente scadute e mai rinnovate — come l’Autorizzazione Dirigenziale Provinciale n. 312 del 10/07/2008 per emissioni in atmosfera, valida 15 anni e per la quale non risulta agli atti il rinnovo — mantenendo in funzione cicli produttivi ad impatto inquinante in totale violazione dei presupposti di legge.
Il vero ed effettivo nodo critico sulle condizioni reali dell’area è venuto a galla soltanto grazie all’iniziativa di un soggetto terzo privato che, dopo aver depositato presso il Suap di Castelliri un’istanza di permesso di costruire per la riqualificazione edilizia di un capannone e la realizzazione di un asilo nido aziendale, ha spezzato decenni di silenzio.
Oggi le Autorità non possono non fare i conti con la reale situazione dell’area industriale di Castelliri in località Pescara. Di dominio pubblico è altresì il modo simultaneo e tardivo rispetto agli obblighi normativi con cui molte illustri aziende della zona industriale hanno messo in atto una repentina corsa al riparo nell’estate del 2026, presentando istanze di classificazioni come industrie insalubri ai sensi del D.M. 5/09/1994 mentre altre aziende hanno preso ulteriore tempo per la “verifica” dell’ eventuale stato insalubre. Pratiche che sarebbero ancora in istruttoria, dopo anni, per alcuni decenni e più di esercizio di attività indisturbate.
Dalle notizie che sono in possesso dell’associazione sembrerebbero essere più uniche che rare le aziende in regola con le autorizzazioni! Questa improvvisa e “casuale” corrispondenza di intenti — culminata anche nell’istanza
congiunta presentata al Comune da 9 titolari di aziende (Prot. 5151 del 04/08/2026) per bloccare l’insediamento dell’asilo nido — appare secondo Tutela Verde APS come una manovra coordinata e difensiva. L’obiettivo palese sarebbe stato quello di utilizzare la qualifica di “zona con impianti insalubri” ex art. 19 L.R. 7/2020 come uno scudo per paralizzare l’asilo nido, provando contestualmente a sanare a posteriori anni di difetto di notifiche e
autorizzazioni ed evitando o mitigando sanzioni, fermi impianti o gravosi costi di adeguamento ambientale.
congiunta presentata al Comune da 9 titolari di aziende (Prot. 5151 del 04/08/2026) per bloccare l’insediamento dell’asilo nido — appare secondo Tutela Verde APS come una manovra coordinata e difensiva. L’obiettivo palese sarebbe stato quello di utilizzare la qualifica di “zona con impianti insalubri” ex art. 19 L.R. 7/2020 come uno scudo per paralizzare l’asilo nido, provando contestualmente a sanare a posteriori anni di difetto di notifiche e
autorizzazioni ed evitando o mitigando sanzioni, fermi impianti o gravosi costi di adeguamento ambientale.
E’ documentato che soltanto alla fine dell’estate 2026, spinto dagli eventi, il Comune di Castelliri ha finalmente incaricato la Polizia Locale di avviare il “censimento” delle aziende dell’area, confermando che per anni l’amministrazione non ha disposto di una mappatura reale delle attività e dei relativi titoli abilitativi.
L’associazione ha segnalato inoltre un aumento significativo di casi di neoplasie nel territorio comunale, fenomeno noto alla popolazione e alle istituzioni sanitarie locali, che richiede — secondo l’esposto — un’immediata verifica dell’impatto cumulativo delle emissioni storiche.
Le schede comunali del “censimento industriale” mostrano una distribuzione irregolare degli impianti produttivi, con stabilimenti collocati anche in prossimità di edifici sensibili, tra cui l’asilo nido e la scuola dell’infanzia comunale .
Stando alle informazioni assunte, le emissioni storiche potrebbero includere solventi organici, vapori galvanici, resine epossidiche, COV, polveri metalliche, fumi da saldatura , scarichi idrici contaminati e solo Dio sa’ cosa è accaduto con i rifiuti tossici interrati della discarica Granciara.
La segnalazione evidenzia che il Comune di Castelliri, pur essendo l’autorità competente ai sensi degli artt. 216-217 del R.D. 1265/1934, non avrebbe esercitato per decenni i propri poteri di vigilanza igienico- sanitaria, la verifica del regolare possesso dei titoli AUA/AIA, il controllo dei limiti di emissione in atmosfera e degli scarichi idrici, nonché la preventiva notifica ed elenco delle industrie insalubri a tutela della salute pubblica, tanto è vero che solo alla fine
dell’estate 2026 ha iniziato il censimento delle aziende affidandolo alla Polizia Locale.
dell’estate 2026 ha iniziato il censimento delle aziende affidandolo alla Polizia Locale.
La simultaneità delle dichiarazioni spontanee di insalubrità presentate dalle aziende dell’area industriale di Castelliri nel 2026, unita alla lunga storia di omissioni, potrebbe — secondo l’associazione — configurare una condotta coordinata tra le imprese, finalizzata a eludere la normativa ambientale ad evitare controlli e costi di adeguamento.
Di fronte al caos autorizzativo e all’opacità gestionale dell’area industriale, Tutela Verde APS evidenzia l’urgente ed inderogabile necessità che gli enti di controllo preposti — ed in primis l’ASL Frosinone e l’ARPA Lazio — concludano le proprie attività d’ispezione ed istruttoria nel più breve tempo possibile.
È dovere prioritario delle autorità sanitarie ed ambientali intervenire senza ulteriori ritardi per imporre prescrizioni rigide ed immediate a TUTTE le aziende: In particolare per quelle imprese che operano senza le autorizzazioni ambientali di legge (AIA, AUA o autorizzazioni ex D.Lgs. 152/2006 per emissioni in atmosfera e scarichi), ASL ed ARPA devono immediatamente dettare vincolanti prescrizioni tecniche (abbattimento dei fumi, filtri per COV e polveri metalliche, barriere fonassorbenti e rispetto dei limiti emissivi).
La bonifica e l’adeguamento tecnologico delle fabbriche devono servire proprio a rendere l’ambiente circostante sano e sicuro per l’intera collettività e per i soggetti più vulnerabili, e non possono essere usati strumentalmente per negare servizi ed infrastrutture sociali essenziali sul territorio.
L’associazione ha quindi chiesto alle Autorità:
- di accertare omissioni, ritardi e mancata vigilanza da parte del Comune;
- di verificare l’esercizio di attività insalubri con autorizzazioni scadute;
- di valutare l’impatto sanitario cumulativo delle emissioni storiche;
- di verificare eventuali condotte coordinate tra le aziende;
- di tutelare la salute pubblica e l’ambiente attraverso misure urgenti.
«La tutela della salute pubblica e dell’ambiente non può essere rimandata, chiediamo che ASL ed ARPA terminino con estrema urgenza i controlli ed impongano alle aziende di adeguarsi alla normativa vigente e a quelle eventualmente insalubri di rispettare le prescrizioni. È necessario fare piena luce su quanto accaduto negli ultimi decenni e garantire alla popolazione trasparenza, sicurezza e controlli adeguati», dichiara il presidente Dott. Marco Belli.
