Lunedì 28 Settembre 2026 12:09
Daniele De Rossi torna all’Ostiamare
Nasce “Radici”, la docuserie che guarda al calcio di ieri per raccontare quello di domani Prima della Nazionale, dei grandi stadi e della Coppa del Mondo c’era un campo di calcio a Ostia. È lì che Daniele De Rossi ha iniziato a giocare. E proprio lì, molti anni dopo, ha scelto di tornare. Da questo [...]
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Daniele De Rossi torna all’Ostiamare
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Prima della Nazionale, dei grandi stadi e della Coppa del Mondo c’era un campo di calcio a Ostia. È lì che Daniele De Rossi ha iniziato a giocare. E proprio lì, molti anni dopo, ha scelto di tornare.
Da questo ritorno nasce “Radici”, la nuova docuserie prodotta da DDR Media e Damocle, che segue la prima stagione del progetto dell’Ostiamare, la società nella quale De Rossi ha mosso i primi passi nel calcio.
Ma “Radici” non vuole raccontare soltanto la storia di una squadra. Attraverso l’Ostiamare e il territorio di Ostia, la serie prova a guardare a un calcio più semplice, quello vissuto sui campi di quartiere, per interrogarsi su ciò che può ancora avere un valore nel calcio di domani.
Il punto di partenza è un ritorno alle origini.
Daniele De Rossi torna infatti nel contesto nel quale ha cominciato a giocare, questa volta con un progetto legato all’Ostiamare. Il calcio dei grandi palcoscenici lascia spazio a quello dilettantistico, ai campi, agli spogliatoi e al rapporto diretto con il territorio.
È proprio qui che si sviluppa il racconto di “Radici”.
Ostia, nella docuserie, non viene presentata semplicemente come il luogo nel quale si svolge la vicenda. È parte integrante della storia: un territorio con una propria identità, nel quale il campo di calcio ha rappresentato per generazioni un luogo di incontro e condivisione.
Il calcio, prima ancora di essere spettacolo, può essere anche questo: un pallone, un campo, una squadra e persone che scelgono di stare insieme.
La storia dell’Ostiamare diventa così il punto di partenza per raccontare anche il possibile ruolo di una società sportiva all’interno di una comunità.
“Radici” segue la prima stagione del progetto e guarda al rapporto tra il club, i ragazzi, le famiglie e il territorio.
Al centro c’è l’idea di una società che vuole crescere e, attraverso la propria crescita, contribuire a sviluppare ciò che la circonda.
Non è però un racconto costruito soltanto sulla nostalgia per il calcio di un tempo.
Oggi il calcio è un’industria globale, un prodotto e uno spettacolo capace di generare continuamente immagini e contenuti.
È anche il calcio delle nuove generazioni e, proprio per questo, “Radici” non sembra voler contrapporre semplicemente passato e presente.
La domanda al centro della docuserie è piuttosto un’altra: mentre il calcio continua a cambiare, cosa vale davvero la pena non perdere?
Il campo sotto casa. Lo spogliatoio. Il rapporto tra una squadra e la propria gente. Il senso di appartenenza a un luogo. Il tempo trascorso insieme prima e dopo una partita.
E soprattutto l’idea che il calcio possa essere non soltanto qualcosa da guardare, ma anche qualcosa da vivere.
È dentro questo cambiamento che si inserisce anche la storia di Daniele De Rossi.
Dopo aver vissuto il calcio ai massimi livelli, De Rossi torna nel mondo dilettantistico per provare a costruire qualcosa di importante attraverso l’Ostiamare.
Un percorso che porta con sé una domanda precisa: si può far crescere un club senza fargli perdere ciò che lo rende riconoscibile e legato al proprio territorio?
“Radici” prova a raccontare proprio questa trasformazione, seguendo una società che vuole diventare più grande senza necessariamente diventare qualcos’altro.
Il passato, quindi, non viene proposto come un modello da replicare. Diventa piuttosto un punto di partenza per capire cosa può ancora essere utile al calcio che verrà.
Prodotta da DDR Media e Damocle, “Radici” è una docuserie in sette episodi con Daniele De Rossi.
La regia è di Nicola Ravera Rafele.
Il progetto arriverà prossimamente su Sky e NOW.
Dalle origini all’Ostiamare, dal calcio vissuto sui campi di Ostia a quello diventato fenomeno globale: “Radici” parte da una storia personale per raccontare una realtà più ampia.
Perché prima di chiedersi dove stia andando il calcio, forse vale la pena tornare al punto da cui tutto è cominciato.
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