Martedì 29 Settembre 2026 09:09
Reina ai seminaristi del Maggiore: umiltà e docilità


Il vicario ha presieduto la Messa di inizio dell'anno, invitato dal neo rettore Renna. «Guai a pensare di avere le idee chiare su tutto. Occorrono grande libertà interiore e un’apertura totale». In ballo c’è la vostra felicità, non il numero di sacerdoti»
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Un invito alla docilità. È quello che il cardinale vicario Baldo Reina ha rivolto ieri sera, martedì 28 settembre, agli alunni del Pontificio Seminario Romano Maggiore durante la Messa che ha segnato l’inizio del nuovo anno accademico, su invito del neo rettore don Simone Renna. Il cardinale ha definito il Seminario «il luogo più prezioso della nostra Chiesa diocesana» e ha scherzato sulla coincidenza che la lettura proposta dalla liturgia fosse quella delle sventure di Giobbe, apparentemente poco consona a un nuovo inizio. Ma ha invece sottolineato come la circostanza fosse provvidenziale perché, ha detto, «quello di Giobbe è un atteggiamento fondamentale di ogni credente e soprattutto di un seminarista: si mostra docile alla volontà di Dio». Un’attitudine indispensabile anche di fronte a «questo grande capolavoro, un miracolo, che è la vocazione al sacerdozio».
Secondo il cardinale, davanti al «fuoco che sento dentro di me, mi affido al Signore, a coloro che la Chiesa ha pensato essere le persone giuste per verificare quello che sento», per evitare di farsi un’idea del sacerdote e del sacerdozio “personale”, che può non essere la volontà di Dio. Il rischio, altrimenti, è quello di affermare sé stessi, di pensare che «il percorso si deve adattare a me anziché lasciarmi io guidare dal percorso». Il cardinale ha ripreso anche il passo del Vangelo di Luca letto durante la Messa, in cui Gesù, davanti ai discepoli che discutevano su chi fosse il più grande, li invita a farsi come bambini. Umiltà e docilità, due caratteristiche che devono accompagnare in modo speciale i seminaristi, indispensabili per conoscere la volontà di Dio: «Guai a pensare di avere le idee chiare su tutto». Occorrono «grande libertà interiore e un’apertura totale» perché «in ballo c’è la vostra felicità, non il numero di sacerdoti». Per questo è necessario anche essere come un libro aperto, con grande trasparenza e sincerità: «Se pensate di trattenere qualcosa per voi, è una perdita, lo dice il Vangelo».
Reina ha concelebrato, tra gli altri, insieme ai vescovi ausiliari Marco Valenti e Alessandro Zenobi, al moderator curiae don Pierluigi Stolfi e a diversi formatori, vecchi e nuovi. Il cardinale, di ritorno dall’assemblea del clero romano a Sacrofano ha accettato con gioia l’invito di don Renna a celebrare l’Eucaristia e ha voluto evidenziare la necessità di un «legame sempre più forte tra di noi, formatori e seminaristi, perché camminiamo all’interno della stessa Chiesa». E richiamando la responsabilità dei formatori, ha rivolto l’invito a prestare «un’attenzione massima» ai giovani, nell’ascolto, nella condivisione del tempo, a interrogarsi su quale sia la volontà di Dio su ciascuno dei seminaristi».
29 settembre 2026
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