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Martedì 29 Settembre 2026 11:09

Terra Santa, Pizzaballa: La sofferenza ha scosso una realtà già fragile»



Il patriarca latino di Gerusalemme introduce il nuovo Rapporto annuale di Caritas Jerusalem, insieme al segretario generale Asfar. L'appello a un «impegno condiviso per la dignità umana»

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«In Terra Santa i cicli di violenza, instabilità e difficoltà non sono una novità. Hanno plasmato intere generazioni. Oggi, tuttavia, la portata della sofferenza, in particolare a Gaza, insieme alle crescenti pressioni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, ha scosso una realtà già fragile. Per molti, la lotta non riguarda più soltanto la ripresa, ma la stessa capacità di resistere». È l’analisi del cardinale patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, che introduce il nuovo Rapporto annuale 2025 – 2026 di Caritas Jerusalem, insieme al segretario generale Anton Assfar. Una finestra aperta sulla guerra, gli sfollamenti, la povertà crescente e una crisi umanitaria che continua a colpire soprattutto i più vulnerabili.

Tracciando il bilancio delle attività svolte, il porporato – che è anche il presidente dell’organismo pastorale fondato nel 1967 – sottolinea come l’incertezza in Medio Oriente sia ormai diventata «parte della vita quotidiana». Nonostante il contesto di estrema insicurezza, Caritas opera «non a distanza, ma come parte integrata di questa realtà, condivisa dagli stessi operatori». Nell’ultimo anno infatti sono stati garantiti servizi sanitari essenziali, supporto psicosociale e aiuti di emergenza.

Per Pizzaballa, «rimanere presenti in tali circostanze non è scontato: è un impegno deliberato e sostenuto nel tempo». Quindi, guardando ai prossimi mesi avverte che «i bisogni persisteranno e le condizioni potrebbero ulteriormente deteriorarsi». Di qui l’appello a «un impegno condiviso per proteggere la dignità umana e sostenere i valori di giustizia e pace in un contesto in cui entrambi sono messi a dura prova. Possa Caritas Jerusalem continuare a essere un segno visibile di quella Carità da cui prende il nome», il suo auspicio.

Anche Asfar evidenzia come la situazione in Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est abbia aggravato una realtà già fragile, costringendo l’organizzazione a garantire, in condizioni spesso imprevedibili, servizi sanitari, sostegno psicosociale e assistenza d’emergenza. «Rimanere presenti non è scontato ma è una scelta deliberata», scrive, ringraziando operatori e sostenitori che permettono a Caritas di continuare a essere accanto alle persone più fragili. Basti pensare che, stando ai dati del Rapporto, nel pieno della crisi che continua a colpire Terra Santa, Caritas Jerusalem ha chiuso l’esercizio finanziario al 31 marzo 2026 con attività e interventi per oltre 14,8 milioni di dollari, sostenuti da 12,7 milioni di dollari di contributi vincolati ricevuti dai donatori internazionali.

Guardando ai numeri, le entrate complessive e le donazioni hanno raggiunto 15,5 milioni di dollari, mentre le spese totali si sono attestate a 14,8 milioni. Gli interventi diretti nei progetti hanno assorbito oltre 10,4 milioni di dollari, contro i 6,1 milioni dell’anno precedente, confermando il forte incremento delle attività umanitarie e sociali. Tra le principali voci di spesa, medicinali e forniture mediche (3,02 milioni di dollari), distribuzioni di denaro contante alle famiglie vulnerabili (2,31 milioni), sostegno familiare (1,74 milioni) e acquisto di materiali e attrezzature (1,06 milioni). Il documento evidenzia inoltre che i maggiori contributi sono arrivati da organismi ecclesiali e partner internazionali, tra cui Cordaid International (1,35 milioni di dollari), Cafod (1,28 milioni), Caritas Poland (1,27 milioni), Caritas italiana (922 mila dollari) e Caritas Slovenia (737 mila dollari).

Sul piano patrimoniale, l’organizzazione dispone di liquidità per circa 5,3 milioni di dollari e di attività complessive per 6,15 milioni, mentre il patrimonio netto ammonta a 4,17 milioni di dollari. Gli auditor richiamano tuttavia l’attenzione sugli effetti del conflitto in corso. Il rapporto segnala che il centro medico di Gaza di Caritas Jerusalem ha subito danni che ne hanno causato l’interruzione delle attività e che, pur continuando a ricevere il sostegno dei donatori, l’organizzazione potrebbe risentire in futuro del protrarsi dell’attuale situazione politica. Viene inoltre ricordato che i finanziamenti dell’Usaid sono stati interrotti, anche se rappresentavano una quota limitata delle entrate complessive.

29 settembre 2026

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