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Martedì 29 Settembre 2026 11:09

Come svolterebbe la vita dei romani se il Tevere fosse balneabile?

Alla fine sembra che il bagno nel Tevere diventerà realtà. Meno di una settimana fa il sindaco Gualtieri ha ribadito che entro il 2032 il Tevere sarà balneabile, come la Senna a Parigi. O almeno questo è l’obiettivo. Ma noi romani, che se avessimo raccolto un euro per tutte le promesse riguardanti il fiume, adesso […]

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Alla fine sembra che il bagno nel Tevere diventerà realtà. Meno di una settimana fa il sindaco Gualtieri ha ribadito che entro il 2032 il Tevere sarà balneabile, come la Senna a Parigi. O almeno questo è l’obiettivo. Ma noi romani, che se avessimo raccolto un euro per tutte le promesse riguardanti il fiume, adesso ci compreremmo tre attici in Prati, ci crederemo quando lo vedremo con i nostri occhi. Soprattutto se, dopo il primo bagno, di occhi non ne avremo tre. 

Va detto che sulla carta il lavoro procede e dunque facciamo finta che nel 2032 il Tevere sarà davvero balneabile. Come cambierebbe la vita dei romani? Per provare a immaginarlo è utile una panoramica sul resto d’Europa, lì dove operazioni simili sono già realtà da qualche anno. A Berna ad esempio. Grazie a correnti fresche, acque limpide, numerosi punti di tuffo e approdo sicuri, persino alcuni lavoratori tornano a casa lasciandosi trasportare dall’Aare (il fiume della capitale svizzera) con i vestiti nel Wickelfisch, una borsa impermeabile che galleggia dietro di loro, venduto nei negozi outdoor della città. 

Copenaghen invece ha un porto ripulito. Ed è un esempio interessante soprattutto per la gestione della pulizia e del monitoraggio delle acque. Il primo bagno pubblico, a Islands Brygge, risale al 2002, e da allora la capitale danese ha continuato a investire sulla qualità dell’acqua. Oggi ci sono diversi havnebade gratuiti, con trampolini, piscine per bambini e bagnini d’estate, progettati da studi d’architettura di primo piano. L’unica regola è quella del monitoraggio costante, se i batteri superano i limiti, si chiude. Il bagno urbano va considerato come un servizio, al pari di una piscina pubblica, non un diritto assoluto come un tuffo in mare. 

La storia più vicina e recente però è quella della Senna. Nell’estate 2025: dopo oltre cento anni, i parigini sono tornati a nuotare nel proprio fiume.  Tre aree gratuite e sorvegliate, senza prenotazione, con controlli quotidiani sulla qualità dell’acqua. La prima stagione ha portato quasi 100.000 bagnanti, e nel 2026 i siti nella regione sono saliti a otto. A Grenelle si nuota con la Tour Eiffel davanti, a Bercy c’è persino una corsia da allenamento di 67 metri. 

Il conto? Circa 1,4 miliardi di euro di lavori, tra bacini di raccolta e allacci fognari. Non aspettatevi però la Costiera Amalfitana: resta un fiume di città e solo alcune aree ben segnalate sono balneabili. In ogni caso A Parigi nuotare con vista sulla Torre Eiffel o sull’Île Saint-Louis è diventato già un’esperienza iconica della capitale francese. Immaginiamo che anche nuotare vista Castel Sant’Angelo non sia proprio da buttare via come experience. Resterà solo da capire se ci sarà una corsia libera in Prati…

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