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Martedì 29 Settembre 2026 10:09

A un’ora da Roma arriva l’evento dove puoi bere vini naturali no limits

Vino, Tramonti, Trapizzino: se fosse il tridente dell’Italia, ai Mondiali non solo ci saremmo andati, ma li avremmo pure vinti a mani basse. Invece dobbiamo “accontentarci” di un evento pazzesco: domenica 11 ottobre Palazzo Tronconi si trasforma nell’epicentro laziale del vino artigianale con la quarta edizione di “Tra Vino e Tramonti”. Una giornata tra vigne, […]

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Vino, Tramonti, Trapizzino: se fosse il tridente dell’Italia, ai Mondiali non solo ci saremmo andati, ma li avremmo pure vinti a mani basse. Invece dobbiamo “accontentarci” di un evento pazzesco: domenica 11 ottobre Palazzo Tronconi si trasforma nell’epicentro laziale del vino artigianale con la quarta edizione di “Tra Vino e Tramonti”. Una giornata tra vigne, calici e tramonti, a poco più di un’ora di auto da Roma, il paradiso della gita fuori porta. Dove: a Tramonti, frazione di Arce, da qui il nome dell’evento che, peraltro, si concluderà proprio con il tramonto, che si potrà contemplare nella beatitudine, sorseggiando un ottimo calice di uve laziali o d’oltralpe.

Il protagonista, questa volta, è soprattutto il vino: naturale, biodinamico, artigianale, italiano e…non solo. Infatti la grande novità dell’edizione 2026 è l’apertura, per la prima volta, a una selezione di vignaioli francesi, provenienti da Borgogna, Valle della Loira e Roussillon.  L’idea è quella di creare un vero dialogo tra territori, produttori e culture del vino, mettendo in relazione la scena laziale con esperienze vitivinicole oltre confine, in particolare francesi. E qui arriva una delle parti più interessanti: con 45 euro di ingresso si accede all’evento e alle degustazioni, mentre con 50 euro si può aggiungere anche il tour della cantina, con tanto di bottiglia di Palazzo Tronconi in omaggio. 

E non parliamo soltanto delle grandi etichette che tutti conoscono: il fascino sta proprio nella possibilità di incontrare vini francesi naturali normalmente difficili da trovare. Tra i produttori internazionali presenti nel progetto 2026 ci sono:  Bruno Duchêne, Alice e Olivier De Moor, Pattes Loup – Thomas Pico, Olga Raffault, Thibaud Boudignon, Taupenot – Merme, Domaine de la Cadette, Domaine Derain, Matassa e Vinyer de la Ruca. Insomma, il Lazio incontra la Francia, calice dopo calice, in un confronto fatto di territori, vignaioli, fermentazioni spontanee e l’uso limitatissimo, quando non del tutto assente, di pesticidi.

E poi c’è lui, il Trapizzino. Per chi negli ultimi 18 anni avesse soggiornato su Marte, il Trapizzino è l’invenzione di Stefano Callegari, nata a Roma e diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dello street food italiano, sarà infatti co-protagonista gastronomica dell’evento. L’idea, semplice come solo le idee davvero geniali, è stata quella di prendere la pizza bianca romana, tagliarla a triangolo, aprirla come una tasca e farcirla con i grandi classici della nostra cucina: coda alla vaccinara, trippa, pollo alla cacciatora. 

Un panino? Un tramezzino? Nessuno dei due: un prodotto gastronomico nuovo, che ha trasformato piatti della tradizione in street food contemporaneo. Oggi Trapizzino conta 14 locali in Italia e porta avanti una ricerca sul vino altrettanto attenta, con carte costruite in relazione ai territori: a Roma esiste persino un locale con una selezione interamente dedicata ai vini del Lazio.

Vino, Trapizzino, Tramonti e poi tanta arte e spettacolo: la giornata si svilupperà tra degustazioni e performance artistiche e musicali, pensate come parte integrante dell’esperienza e diffuse negli spazi della manifestazione. Tra gli artisti presenti pittori, scultori e musicisti, accompagneranno il pubblico durante tutta la giornata, senza sottrarre centralità ai vignaioli e ai banchi di degustazione. 

Il matrimonio con Palazzo Tronconi, quindi, sembra quasi scritto dal destino. Da una parte una cantina biologica e biodinamica certificata Demeter, che recupera vitigni autoctoni quasi dimenticati e lavora con fermentazioni spontanee, senza filtrazioni né chiarifiche; dall’altra una cucina che prende la tradizione romana e la infila dentro un angolo di pizza bianca. 

Il risultato è “Tra Vino e Tramonti”, una giornata tra vigneti, degustazioni, musica, performance, Trapizzini e naturalmente tanto vino. Ci sarà un bel tramonto, ci saranno calici da scoprire, ci sarà un piccolo ponte enologico tra Italia e Francia e ci sarà lui: il Trapizzino. A quel punto il dilemma sarà uno solo: bis di vino o bis di trapizzino? Noi, nella massima trasparenza, abbiamo scelto di non scegliere e fare il bis di tutto.

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