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Mercoledì 30 Settembre 2026 00:09

Premio Valore Coraggio, Roma celebra le storie che lasciano il segno

???? Premio Valore Coraggio, Roma, Campidoglio, 4 ottobre 2026: la terza edizione torna nella Sala della Protomoteca per rendere omaggio a persone e realtà che hanno trasformato il coraggio in impegno concreto, solidarietà e responsabilità verso la collettività. Premio Valore Coraggio 2026, appuntamento il 4 ottobre in Campidoglio Ci sono riconoscimenti che fotografano un successo…
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Premio Valore Coraggio, Roma, Campidoglio, 4 ottobre 2026: la terza edizione torna nella Sala della Protomoteca per rendere omaggio a persone e realtà che hanno trasformato il coraggio in impegno concreto, solidarietà e responsabilità verso la collettività.

Ci sono riconoscimenti che fotografano un successo e altri che provano a raccontare il valore di una scelta. Il Premio Internazionale “Valore Coraggio” appartiene a questa seconda categoria e si prepara a tornare a Roma con la sua III Edizione, in programma domenica 4 ottobre 2026 nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio.

L’appuntamento nasce con un obiettivo preciso: accendere i riflettori su chi, spesso lontano dalla ribalta, sceglie di mettere il proprio talento, il proprio lavoro o la propria esperienza al servizio degli altri.

A ideare il Premio è Anna Rita Cammerata, mentre la manifestazione è promossa con il patrocinio di importanti istituzioni nazionali e internazionali. Il cuore dell’iniziativa rimane quello espresso fin dalle precedenti edizioni: riconoscere azioni meritorie, responsabilità individuale e impegno umano, dando spazio anche a storie che difficilmente trovano posto nel circuito mediatico quotidiano.

La scelta della Protomoteca non è soltanto una questione di prestigio. La sala del Campidoglio rappresenta uno degli spazi istituzionali più riconoscibili della Capitale e offre alla cerimonia una cornice capace di sottolineare la dimensione pubblica di un riconoscimento dedicato al bene comune.

La parola “coraggio” viene spesso associata a gesti straordinari, emergenze o grandi prove. La filosofia del Premio propone invece una lettura più ampia.

Essere coraggiosi può significare anche continuare a fare il proprio dovere quando nessuno guarda. Può voler dire assumersi una responsabilità, difendere una persona più fragile, dedicare tempo a una causa, costruire opportunità per una comunità o perseverare in un progetto senza la certezza di ricevere attenzione o riconoscimenti.

È proprio questa dimensione quotidiana a caratterizzare l’identità della manifestazione.

Il Premio guarda infatti a una pluralità di mondi: cultura, società civile, impegno sociale, istituzioni, arte, imprenditoria e testimonianze individuali. Il filo conduttore non è necessariamente la notorietà del protagonista, ma la capacità di rappresentare attraverso le proprie azioni un’idea concreta di responsabilità.

Un’impostazione che aveva già caratterizzato le precedenti edizioni. La prima edizione si è svolta nel gennaio 2023 e ha portato sul palco persone provenienti da ambiti differenti, mentre la seconda edizione si è tenuta nel gennaio 2025, sempre nella Sala della Protomoteca.



La nuova edizione arriva così al termine di un percorso che ha progressivamente consolidato l’identità del Premio.

L’elemento distintivo resta la volontà di mettere la persona davanti alla notorietà. Una prospettiva particolarmente significativa in un’epoca nella quale la visibilità può diventare facilmente sinonimo di successo e nella quale le storie più rumorose rischiano di oscurare quelle costruite attraverso anni di lavoro silenzioso.

Il riconoscimento assume quindi anche una funzione narrativa: raccontare esperienze differenti e offrire al pubblico esempi attraverso i quali riflettere sul rapporto tra coraggio, dignità, altruismo e responsabilità.

Non è casuale, in questo senso, l’attenzione verso chi opera lontano dai riflettori. Il progetto del Premio nasce proprio dalla volontà di portare alla luce persone e realtà che meritano di essere conosciute per ciò che fanno, più che per la notorietà acquisita.

A guidare la cerimonia del 4 ottobre 2026 saranno la giornalista di RaiNews24 Roberta Ammendola e il Maestro Agostino Penna.

La presenza di due figure provenienti da esperienze differenti contribuisce a costruire una serata che non sarà soltanto una sequenza di premiazioni. Il giornalismo e la musica offriranno infatti due linguaggi diversi attraverso i quali accompagnare il pubblico dentro le storie dei protagonisti.

Per una manifestazione costruita intorno al racconto di persone e percorsi individuali, la conduzione assume un ruolo centrale: non soltanto presentare i premiati, ma contribuire a restituire contesto, emozione e significato alle loro esperienze.

La presenza di Roberta Ammendola si inserisce inoltre nella vocazione del Premio a creare un ponte tra informazione e testimonianza, mentre Agostino Penna porta nella serata la dimensione musicale e dello spettacolo che ha accompagnato l’evoluzione della manifestazione.

La scelta di celebrare il Premio nel cuore istituzionale di Roma aggiunge un ulteriore livello alla manifestazione.

Il Campidoglio è uno dei luoghi simbolo della vita pubblica della Capitale e la Sala della Protomoteca è da tempo utilizzata per cerimonie, incontri culturali e appuntamenti di particolare rilievo. In questo scenario, premiare chi si distingue per il proprio contributo alla società significa collocare quelle storie all’interno di uno spazio pubblico e condiviso.

Il messaggio è quindi rivolto non soltanto ai protagonisti della serata, ma anche a chi assisterà all’evento.

Il coraggio può diventare un esempio. E un esempio, quando viene raccontato e riconosciuto, può trasformarsi in patrimonio collettivo.

È questa probabilmente la dimensione più interessante dell’appuntamento del 4 ottobre: la possibilità di mettere in relazione esperienze molto diverse e di mostrare come il valore possa assumere forme lontanissime tra loro.

Nel corso delle precedenti edizioni, il Premio ha scelto di rivolgersi a personalità note ma anche a protagonisti meno conosciuti, mantenendo una prospettiva ampia sul concetto di merito. La seconda edizione, in particolare, ha ribadito la volontà di dare spazio a esponenti del mondo artistico, imprenditoriale, istituzionale e della società civile.

Questa impostazione contribuisce a spiegare perché il termine “internazionale” non sia legato soltanto alla provenienza geografica dei protagonisti, ma anche alla volontà di intercettare storie e valori capaci di superare confini e appartenenze.

Il coraggio, del resto, non appartiene a una categoria professionale. Può emergere nella cultura come nell’impresa, nell’impegno civile come nella solidarietà, nell’arte come nella vita quotidiana.

Ed è proprio questa pluralità a rendere la cerimonia un appuntamento nel quale le singole storie possono diventare parte di un racconto più grande.

In una società dominata dalla velocità, dalla ricerca della visibilità e dalla continua esposizione pubblica, fermarsi a raccontare chi agisce senza cercare necessariamente i riflettori assume un significato particolare.

Il Premio Valore Coraggio prova a spostare l’attenzione dal risultato immediato al percorso, dal clamore alla costanza, dalla notorietà alla responsabilità.

È una prospettiva che mette al centro una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: che cosa rende davvero significativa un’azione?

La risposta che emerge dall’identità della manifestazione non passa necessariamente attraverso la fama, il successo economico o la dimensione dell’impresa compiuta. Conta piuttosto la capacità di lasciare una traccia positiva nella vita degli altri.

La terza edizione del Premio, in programma domenica 4 ottobre, ripartirà proprio da questa idea.

Nella cornice storica della Sala della Protomoteca in Campidoglio, Roma si prepara così ad accogliere una nuova serata dedicata a storie differenti per origine e percorso, ma accomunate dalla volontà di trasformare il valore personale in un contributo per la collettività.

E mentre i riflettori illumineranno il palco, il senso più profondo della manifestazione resterà forse fuori dalla scena: ricordare che, accanto alle grandi imprese che conquistano le prime pagine, esiste un universo di persone che ogni giorno compiono scelte capaci di fare la differenza.

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