Mercoledì 30 Settembre 2026 12:09
Somalia: aumentano le violenze nell’area di Baidoa


L'allarme lanciato da Medici senza frontiere: gravemente danneggiata una struttura sanitaria; ucciso uno degli operatori. Attaccate anche abitazioni civili. Limitato l'accesso alle cure mediche
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Da Medici senza frontiere arriva una nuova allerta sulla Somalia: nell’area di Baidoa, nella parte sud-occidentale del Paese, una nuova ondata di violenza sta colpendo civili e infrastrutture sanitarie. I nuovi combattimenti sono scoppiati lunedì scorso, 28 settembre. Secondo quanto riferito da fonti locali, una struttura sanitaria è stata gravemente danneggiata e un operatore sanitario è stato ucciso. Un’ambulanza è stata saccheggiata e sono state attaccate anche abitazioni civili. Derubati due membri del personale medico che lavoravano a fianco delle squadre di Msf, uno dei quali è rimasto ferito.
Le strade che portano agli ospedali di Baidoa sono state bloccate dall’inizio dei combattimenti, limitando gravemente l’accesso alle cure mediche. Solo un piccolo numero di pazienti feriti è riuscito a raggiungere il Bay Regional Hospital – dove Msf lavora in collaborazione con il ministero della Salute, supportando i reparti di emergenza, maternità, pediatria, nutrizione e gli ambulatori – e 3 persone sono morte. Msf chiede a dunque tutte le parti in conflitto di proteggere i civili, i pazienti, gli operatori sanitari e le strutture mediche e di garantire che le persone che hanno bisogno di cure mediche possano raggiungere gli ospedali in sicurezza e senza ostacoli.
«Questa è la terza volta in sei settimane che scoppiano combattimenti a Baidoa, con conseguenze devastanti per la popolazione – riferisce Elshafie Mohammed, responsabile dei progetti di Msf in Somalia -. È inaccettabile che i civili e l’assistenza sanitaria siano coinvolti nelle violenze. Le persone ferite necessitano di cure mediche immediate, ma molte non possono raggiungere l’ospedale. Senza cure tempestive, molti potrebbero morire – rimarca -. Le strutture sanitarie, gli operatori sanitari e i pazienti non devono mai essere presi di mira. Invitiamo tutte le parti a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a garantire che i pazienti possano raggiungere le strutture sanitarie in sicurezza, senza timori, ritardi o ostacoli».
30 settembre 2026
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