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Mercoledì 30 Settembre 2026 15:09

Tigrai, Leone: «Il conflitto armato non risolve i problemi»



Le parole del Papa, in inglese, al termine dell'udienza generale. «Solo l’impegno onesto può creare le basi per una pace duratura». Il ricordo dei sacerdoti martiri della seconda guerra mondiale

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«Il conflitto armato non risolve mai problemi, ma soltanto li aggrava, lasciando una scia di morti, distruzioni e risentimenti». Al termine dell’udienza generale di questa mattina, 30 settembre, in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha lanciato il suo appello per il Tigrai, esortando «tutte le parti a scegliere il cammino del dialogo. Solo l’impegno onesto può creare le basi per una pace duratura», ha affermato, auspicando che «la comunità internazionale offra il suo contributo per assicurare che tutto l’aiuto umanitario giunga a coloro che sono nel bisogno».

Poco prima, salutando i pellegrini francesi, aveva sottolineato ancora una volta «il fervore e l’entusiasmo con cui sono stato accolto in Francia», nel viaggio apostolico di cui ha ripercorso le tappe nella
catechesi
. «Rendo grazie a Dio e prego affinché i pastori continuino a corrispondere alle aspettative dei fedeli, in particolare a quelle dei giovani – le parole del pontefice -. La testimonianza pubblica dell’amore per Gesù Cristo che abbiamo visto in Francia possa essere d’ispirazione per tutta la Chiesa», l’auspicio espresso salutando i fedeli di lingua portoghese: «Non nascondiamo la nostra fede!».

Ancora, salutando al termine dell’udienza i fedeli di lingua italiana, Prevost ha ricordato la beatificazione, domenica scorsa, 27 settembre, a Bologna di tre «sacerdoti martiri»: Ubaldo Marchioni, diocesano, Elia Comini, salesiano e Martino Capelli, dehoniano, «uccisi nel 1944, in una fase drammatica della seconda guerra mondiale a motivo del disprezzo delle truppe naziste verso il loro ministero in favore dei parrocchiani. Il sacrificio supremo di questi ministri di Dio mostra ai cristiani di oggi il coraggio di farsi prossimo ai fratelli specialmente nel momento della prova».

Anche nel saluto ai fedeli polacchi il Papa aveva fatto memoria della beatificazione, 30 anni fa, da parte di san Giovanni Paolo II di Vincenzo Lewoniuk e dei suoi 12 Compagni, martiri. «Fino all’effusione del sangue, essi difesero la loro appartenenza alla Chiesa cattolica e la comunione con il Successore di Pietro, rimanendo fedeli alla propria tradizione orientale – ha affermato -. Alla loro intercessione affido le questioni dell’unità dei discepoli di Cristo e i cattolici oggi perseguitati a causa della fede».

30 settembre 2026

 

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