Mercoledì 30 Settembre 2026 16:09
Al Bambino Gesù un nuovo ambulatorio per le dipendenze da telefono e tablet


Dal 3 ottobre il nuovo servizio di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, dedicato ai ragazzi nei quali l'uso del digitale interferisce con sonno, scuola, relazioni e vita familiare
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Dedicato all’uso problematico di internet e delle tecnologie digitali il nuovo ambulatorio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Smartphone utilizzato fino a notte fonda, videogiochi e social network che occupano progressivamente ogni spazio della giornata, difficoltà a interrompere la connessione, progressivo ritiro dalle attività abituali e dalle relazioni, fino alle nuove forme di rapporto con l’intelligenza artificiale: il nuovo servizio è dedicato ai ragazzi nei quali l’uso del digitale interferisce con sonno, scuola, relazioni e vita familiare. Prime visite sabato 3 ottobre
Le prime visite sono in programma sabato 3 ottobre, dalle 8.30 alle 13, nella sede di via Baldelli, a Roma. L’ambulatorio avrà quindi cadenza settimanale e sarà rivolto a bambini e adolescenti nei quali l’utilizzo di smartphone, tablet e computer, videogiochi, social network o altre attività online assume caratteristiche problematiche e interferisce significativamente con la vita quotidiana. «I bambini e gli adolescenti sono particolarmente sensibili alle gratificazioni immediate – spiega Stefano Vicari, responsabile dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico -. Il compito degli adulti è aiutarli a scoprire che esistono anche forme di piacere che richiedono più tempo ma lasciano qualcosa di più duraturo. Un abbraccio, una carezza, una parola di incoraggiamento, sentirsi ascoltati e riconosciuti possono offrire una gratificazione almeno paragonabile a quella di un like, ma più duratura. Non si tratta di demonizzare la tecnologia – aggiunge -, ma di impedire che occupi tutto lo spazio disponibile».
Tra i fenomeni emergenti c’è anche il rapporto degli adolescenti con l’intelligenza artificiale. Basti pensare che, secondo un’indagine di Save the Children sui ragazzi tra i 15 e i 19 anni, quasi uno su tre utilizza l’IA ogni giorno; il 41,8% dichiara di essersi rivolto all’intelligenza artificiale in momenti in cui si sentiva triste, solo o ansioso e circa il 42% per chiedere consigli su scelte importanti riguardanti relazioni, sentimenti, scuola o lavoro.
Il fenomeno, osservano dal Bambino Gesù, si inserisce in un quadro più ampio di crescente richiesta di assistenza per problemi di salute mentale tra bambini e adolescenti: nella struttura della Santa Sede le consulenze neuropsichiatriche effettuate in Pronto soccorso sono passate dalle 155 del 2011 alle 1.675 del 2025. «La prima forma di prevenzione – avverte Vicari – è accompagnare i bambini verso un uso graduale e consapevole delle tecnologie. Come criterio educativo prudenziale proponiamo di non dare uno smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare l’accesso autonomo ai social almeno fino ai 16». Nelle parole del neuropsichiatra, «non si tratta di soglie biologiche o diagnostiche, ma di indicazioni che possono aiutare le famiglie a proteggere una fase particolarmente delicata dello sviluppo. Quando l’uso del digitale diventa difficile da controllare e comincia a compromettere il sonno, la scuola, le relazioni o le altre attività della vita quotidiana, è opportuno chiedere una valutazione specialistica – rimarca -. È proprio per queste situazioni che il Bambino Gesù ha scelto di creare uno spazio dedicato».
L’accesso al nuovo ambulatorio avviene tramite prenotazione al Cup al numero 06.68.18.1, con prescrizione per prima visita di Neuropsichiatria infantile.
30 settembre 2026
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