Mercoledì 30 Settembre 2026 17:09
Ripamonti: «La scuola, luogo dove si formano i nuovi cittadini»


Il presidente del Centro Astalli interviene sul decreto varato dal governo Meloni: «Un'altra occasione sfumata. Anziché guidare l’inclusione, si preferisce la propaganda alla realtà»
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«Un’altra occasione sfumata per investire davvero sulla scuola in modo serio e creativo. Anziché guidare l’inclusione, si preferisce la propaganda alla realtà, ricorrendo a una decretazione d’urgenza che tra le altre cose mortifica la democrazia». Il presidente del Centro Astalli padre Camillo Ripamonti sceglie la newsletter del Centro per intervenire sulle norme varate dal governo Meloni in tema di scuola e integrazione.
Oggi, osserva il gesuita, «le aule raccontano un Paese complesso: servirebbero soluzioni capaci di mettere al centro i sogni, i bisogni e il futuro dei ragazzi. Si sceglie invece la scorciatoia ideologica e una narrazione meritocratica distorta. Anziché comprendere la geografia reale delle nostre città e delle nostre classi, si mortificano le radici culturali dei giovani in nome di slogan o di una presunta meritocrazia. È quest’ultima, come insegna Michael Sandel, quel mito che fa credere a chi parte da una posizione di privilegio di essersi fatto da solo e di essere autosufficiente, autorizzandolo a guardare gli altri dall’alto in basso per difendere un’identità escludente»
Ripamonti non ha dubbi: la scuola, conclude, «dovrebbe essere il luogo dove si formano i nuovi cittadini, non una realtà distopica che genera sofferenza e discriminazione».
30 settembre 2026
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