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Mercoledì 30 Settembre 2026 17:09

A Santa Maria Maggiore la Sacra Culla più vicina ai fedeli



Dal 15 ottobre lo spostamento delle reliquie dalla Confessio davanti all'Altare papale, a motivo del restauro della storica nicchia e del reliquiario. «Evento che intreccia fede, storia, arte e memoria»

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A partire dal prossimo 15 ottobre e per alcune settimane le reliquie della Sacra Culla, uno dei più antichi e venerati simboli del Natale cristiano, custodite nella basilica di Santa Maria Maggiore, lasceranno temporaneamente la loro abituale collocazione nella monumentale Confessio davanti all’Altare papale per essere esposte in una posizione ravvicinata ai fedeli e ai pellegrini dopo il restauro. Lo rende noto la stessa basilica, in un comunicato che annuncia l’esposizione. «Un evento capace di intrecciare fede, storia, arte e memoria – si legge nel testo -, offrendo al pubblico un’occasione rara per contemplare da vicino una reliquia intimamente legata all’identità stessa di Santa Maria Maggiore, la basilica romana che più di ogni altra ha custodito nei secoli la memoria della Natività di Cristo».

Le reliquie oggi conservate a Santa Maria Maggiore consistono in cinque sottili elementi lignei di sicomoro, tradizionalmente identificati come frammenti della mangiatoia nella quale, secondo il racconto evangelico, Maria depose Gesù dopo la nascita. Una tradizione antichissima ne collega la presenza a Roma alla devozione sorta intorno ai luoghi della Natività e alla figura di san Girolamo, che visse a lungo a Betlemme tra IV e V secolo.

Nel 1802 Giuseppe Valadier progettò il reliquiario destinato a custodire i sacri legni: un’opera concepita in forma di culla, evocazione visiva del mistero della Natività. Qualche decennio più tardi fu Pio IX a dare alla Sacra Culla una nuova e solenne ambientazione monumentale. Tra il 1861 e il 1864, l’architetto romano Virginio Vespignani realizzò davanti all’Altare papale la grande Confessio impiegando uno straordinario repertorio di marmi policromi – circa settanta varietà, provenienti in larga parte dagli scavi allora condotti a Roma e Ostia -, creando uno dei più significativi interventi ottocenteschi all’interno della basilica. Questo complesso è stato interessato da un nuovo intervento volto a coniugare la tutela delle reliquie con le più avanzate esigenze conservative.

Il progetto nasce dalla necessità di sostituire l’attuale struttura interna, realizzata con pannellature lignee e non più adeguata a garantire condizioni ottimali e costanti di conservazione. La nuova teca sarà progettata secondo criteri aggiornati di stabilità, sicurezza e controllo microclimatico, integrandosi al tempo stesso con l’involucro storico e con il complesso apparato architettonico della Confessio. Alle spalle della Sacra Culla verrà realizzato un nuovo fondale musivo blu, composto da smalti vitrei e tessere dorate, destinato a evocare simbolicamente il cielo della Natività.

Durante l’intervento, il reliquiario sarà trasferito su uno degli altari laterali della navata destra, in prossimità della Cappella Sistina – in dialogo con l’Annunciazione di Pompeo Batoni -, consentendo ai fedeli di avvicinarsi alla Sacra Culla. Il 24 dicembre, secondo la consuetudine della basilica, la Sacra Culla sarà quindi solennemente trasferita presso l’Altare papale, dove rimarrà per l’intero periodo natalizio. Con l’Epifania, il reliquiario tornerà infine nella propria storica nicchia, trovandovi ad attenderlo la nuova teca e il rinnovato cielo musivo. L’intervento sarà realizzato sotto la sovrintendenza della Direzione dei Musei e dei Beni culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e affidato alla Progetto Arte Poli di Verona.

30 settembre 2026

 

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