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Mercoledì 30 Settembre 2026 18:09

Bocca della Verità a Roma: storia, leggenda e curiosità

Bocca della Verità a Roma: storia, leggenda e curiosità È uno dei volti più fotografati di Roma, ma dietro quella grande bocca di marmo si nasconde una storia molto più antica della famosa leggenda che la riguarda. La Bocca della Verità si trova nel portico della Basilica di Santa Maria in Cosmedin, in Piazza della […]

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È uno dei volti più fotografati di Roma, ma dietro quella grande bocca di marmo si nasconde una storia molto più antica della famosa leggenda che la riguarda.

La Bocca della Verità si trova nel portico della Basilica di Santa Maria in Cosmedin, in Piazza della Bocca della Verità, e da secoli alimenta racconti, superstizioni e curiosità. La tradizione vuole che chi infila la mano nella bocca dopo aver detto una bugia rischi di perderla. Una storia diventata famosa in tutto il mondo anche grazie al cinema.

Ma la parte più interessante è che ancora oggi non esiste una certezza assoluta sull'identità della figura raffigurata sul grande disco di marmo né sulla sua funzione originaria.

Il grande mascherone circolare è realizzato in marmo pavonazzetto e ha un diametro di circa 1,75-1,80 metri. Raffigura un volto maschile barbuto con occhi, naso e bocca profondamente forati.

L'interpretazione più accreditata sulla sua funzione originaria è quella di antico elemento per lo smaltimento delle acque, probabilmente un tombino collegato alla rete della Roma antica. Il Foro Boario, infatti, si trovava in una zona fondamentale per la vita commerciale della città e interessata dal sistema della Cloaca Maxima.

Il volto scolpito potrebbe rappresentare una divinità legata all'acqua. Nel corso del tempo sono state proposte diverse identificazioni, tra cui Oceano, una divinità fluviale, Giove o un fauno. Non esiste però un'attribuzione definitivamente accettata.

Ed è proprio questa incertezza a rendere il mascherone ancora più affascinante: sappiamo molto della sua storia, ma non tutto delle sue origini.

Il nome non risale all'epoca romana.

La denominazione “Bocca della Verità” compare nel 1485, quando il grande disco era ormai diventato una delle curiosità più note della città.

La fama del mascherone era però già precedente. Il volto compare infatti nelle descrizioni medievali di Roma e viene associato a poteri quasi oracolari.

La leggenda che conosciamo oggi racconta invece che la bocca avrebbe il potere di scoprire i bugiardi: chi avesse infilato la mano dopo aver pronunciato una menzogna se la sarebbe vista mordere o addirittura mozzare.

Nel Medioevo questa credenza era particolarmente legata alle accuse di infedeltà coniugale. I mariti sospettosi portavano le proprie mogli davanti alla Bocca e chiedevano loro di dichiarare pubblicamente la propria innocenza.

Una delle storie più curiose legate al monumento è quella di una donna accusata dal marito di averlo tradito.

Secondo la leggenda, la donna escogitò un piano: concordò con il suo amante che, proprio mentre lei avrebbe messo la mano nella Bocca della Verità, lui sarebbe comparso in mezzo alla folla fingendosi pazzo e l'avrebbe abbracciata.

Arrivato il momento della prova, la donna poté dichiarare di essere stata abbracciata soltanto dal marito e da quell'uomo apparentemente folle che tutti avevano appena visto.

In questo modo, secondo il racconto, riuscì a dire una frase tecnicamente vera e a ritirare la mano intatta, nonostante fosse effettivamente colpevole di adulterio.

Una storia medievale, naturalmente, ma perfetta per spiegare perché la Bocca sia diventata nei secoli uno dei simboli delle leggende romane.

La fama internazionale del mascherone è arrivata però molto più tardi.

Nel 1953, la Bocca della Verità appare in una delle scene più celebri di “Vacanze Romane”, il film diretto da William Wyler con Audrey Hepburn e Gregory Peck.

Nel film, il personaggio interpretato da Peck conduce quello di Hepburn davanti al mascherone e le fa provare la famosa leggenda della mano mozzata. La reazione dell'attrice contribuisce a rendere quella scena una delle immagini più riconoscibili della storia del cinema ambientato a Roma.

Da quel momento la Bocca della Verità non è più soltanto una curiosità archeologica o una leggenda romana: diventa una vera e propria icona internazionale della città.

Oggi siamo abituati a vederla nel portico di Santa Maria in Cosmedin, ma non è sempre stata collocata lì.

Il grande mascherone venne sistemato nel pronao della basilica nel 1632, durante gli interventi di restauro voluti da papa Urbano VIII Barberini.

Da allora è rimasto legato indissolubilmente alla chiesa e alla piazza che oggi portano il suo stesso nome.

La Bocca della Verità è gratuita e si trova all'esterno, nel portico della basilica, ma il consiglio è di non fermarsi alla fotografia.

Santa Maria in Cosmedin è infatti uno degli edifici medievali più interessanti di questa zona di Roma. Le sue origini risalgono al VI secolo e nell'VIII secolo fu ampliata durante il pontificato di Adriano I, inglobando strutture più antiche. Nel XII secolo assunse sostanzialmente l'aspetto che conosciamo oggi.

All'interno ci sono tre navate, 18 colonne antiche, un pavimento cosmatesco, resti di affreschi medievali, la Schola Cantorum e un ciborio gotico realizzato nel XIII secolo.

Anche il campanile merita uno sguardo: è alto 34,20 metri, è articolato su sette livelli e conserva una campana medievale.

Uno dei dettagli meno conosciuti si trova sotto il livello della basilica.

La cripta di Adriano risale all'VIII secolo e fu ricavata all'interno delle strutture antiche sottostanti alla chiesa. È composta da un ambiente a tre navatelle con sei colonne e un'absidiola.

La zona è particolarmente interessante anche per la presenza di resti dell'antica Ara Maxima di Ercole, il grande altare legato al culto di Ercole che si trovava nel Foro Boario. Il nucleo in tufo dell'antica struttura è ancora visibile all'interno della basilica.

La vera sorpresa è che la visita può continuare senza praticamente spostarsi.

La Basilica si trova infatti nel cuore dell'antico Foro Boario, l'area che in epoca romana era destinata al mercato del bestiame e che si sviluppava tra Tevere, Campidoglio, Palatino e Aventino.

A pochi passi ci sono due monumenti romani straordinariamente conservati.

Il primo è il Tempio di Portuno, dedicato alla divinità dei porti fluviali. È un tempio rettangolare costruito su un alto podio e ancora oggi riconoscibile nella sua struttura antica.

Di fronte si trova il Tempio di Ercole Vincitore, quello che per molto tempo è stato chiamato erroneamente “Tempio di Vesta”. La sua forma circolare e le colonne lo rendono uno degli edifici antichi più riconoscibili della zona.

Tra i due grandi templi e la zona della basilica compare anche un'altra piccola curiosità.

È la Fontana dei Tritoni, realizzata all'inizio del Settecento e situata proprio davanti al Tempio di Ercole Vincitore.

Da qui si può poi proseguire verso il Circo Massimo oppure salire sul colle Aventino, raggiungendo in pochi minuti il Giardino degli Aranci.

Insomma, arrivare alla Bocca della Verità per la classica fotografia può essere il punto di partenza per un piccolo itinerario tra archeologia romana, Medioevo e alcuni dei luoghi più suggestivi del Rione Ripa.

La visita al mascherone non prevede un biglietto dedicato e l'accesso al portico della basilica è gratuito. Anche l'ingresso alla Basilica di Santa Maria in Cosmedin è libero, salvo eventuali limitazioni legate alle celebrazioni religiose.

La Basilica è attualmente aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:50, secondo quanto riportato dal sito ufficiale della chiesa. Gli orari possono comunque subire variazioni.

Non è previsto un sistema di prenotazione per la semplice visita alla Bocca.

La Bocca della Verità si trova in Piazza della Bocca della Verità 18, nel Rione Ripa.

La fermata della Metro B più vicina è Circo Massimo; da lì si può proseguire a piedi verso il Foro Boario.

La zona è inoltre servita da diverse linee autobus.

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