Giovedì 1 Ottobre 2026 11:10
I primi 100 anni del Palladium, dove università e città si incontrano


Il teatro di Roma Tre festeggia il secolo della posa della prima pietra con una stagione nel segno degli "Accordi". Il rettore Fiorucci: «Rappresenta l'ateneo che vogliamo essere: aperto e inclusivo»
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Cent’anni dopo la posa della prima pietra, il Palladium torna a scommettere sull’incontro. Tra linguaggi, culture e generazioni, ma anche tra università e città, artisti e pubblico, memoria e contemporaneità. Non è casuale allora la parola scelta per accompagnare la stagione 2026/2027 del teatro dell’Università Roma Tre: “Accordi”. Presentato ieri, 30 settembre, il nuovo cartellone, che nel termine musicale trova soprattutto una dichiarazione d’intenti: in un presente segnato da contrasti sociali e politici che sembrano insanabili, il teatro propone ascolto, confronto e relazione. Alla presentazione sono intervenuti il rettore di Roma Tre Massimiliano Fiorucci, il direttore generale dell’ateneo Alberto Attanasio, il presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium Riccardo Chiaradonna, la capostaff dell’assessorato alla Cultura di Roma Capitale Maya Vetri e il presidente del municipio VIII Amedeo Ciaccheri, insieme agli artisti protagonisti della nuova stagione.
Una vocazione, quella del teatro dell’ateneo, che acquista un significato particolare proprio nell’anno del centenario della posa della prima pietra e che trova espressione nel progetto speciale “Palladium 100. Un teatro per il popolo”, realizzato con il contributo del ministero della Cultura. Ad aprirlo, il 29 ottobre, sarà “Risate di gioia” de Le Belle Bandiere, da un’idea di Elena Bucci, con Marco Sgrosso; seguiranno il 28 novembre Banda Osiris con “Le dolenti note” e, l’11 dicembre, “Concertino per sconfitti dalla vita” di e con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Minnozzi. Il 12 novembre Ascanio Celestini sarà invece sul palco insieme al rettore Massimiliano Fiorucci per “Zero in condotta”, nell’ambito della Giornata di ateneo sulla valorizzazione della conoscenza.
Teatro, musica, cinema e danza si intrecciano così con ricerca e formazione. Tra i format torna “Shakespeare Encore”, alla terza edizione, con quattro appuntamenti da febbraio a maggio dedicati alla rilettura dell’opera shakespeariana attraverso diversi linguaggi performativi. Spazio anche a “Herencias. Scritture di memoria e identità” e, dal 17 al 19 marzo, alla seconda edizione di “Lusofonie. Festival delle culture di lingua portoghese”. Tra gli altri appuntamenti teatrali, la prima romana dell’”Edipo Re” di Sofocle della compagnia archiviozeta, il 13 e 14 marzo.
Centrale anche la musica, con la presenza della Roma Tre Orchestra e il ritorno di “Flautissimo”, il 31 ottobre e il 1° novembre. Il 29 novembre Laura Morante ed Eugenia Costantini porteranno in scena “Il ballo di Irène Némirovsky”, mentre l’8 dicembre Marco Baliani sarà protagonista della prima assoluta de “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”. Il 2 dicembre Alex Britti dialogherà con il giornalista musicale Gio Alajmo ne “La rivoluzione rock del secondo ’900. Personaggi, immagini, note, tecnologie”. Il 10 dicembre sarà invece la volta di “Non per odiare, ma per amare io nacqui”, concerto per la pace con l’Orchestra Roma Sinfonietta e il Coro Goffredo Petrassi.
Il Palladium rinnova anche il legame con il cinema: dal 19 al 23 ottobre sarà tra gli spazi della Festa del Cinema di Roma, il 13 e 14 novembre ospiterà il MedFilm Festival e dal 20 al 22 novembre tornerà “CinemaOltre. Palladium Film Festival”. Il 18 novembre, inoltre, il teatro accoglierà la serata finale del Premio Strega Saggistica 2026.
«Il Teatro Palladium rappresenta pienamente l’idea di università che Roma Tre vuole essere: aperta, inclusiva e in dialogo con la città», sottolinea il rettore Fiorucci. “Accordi”, aggiunge, interpreta questa vocazione creando occasioni d’incontro tra «ricerca, formazione e produzione culturale». E a cento anni dalla posa della prima pietra il teatro continua così a essere, nelle parole del rettore, un luogo «nel quale università e città si incontrano e costruiscono sapere e comunità».
1° ottobre 2026
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