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Giovedì 1 Ottobre 2026 11:10

Ecomafia: Lazio e Roma ai vertici della classifica negativa dell’illegalità



Presentato il rapporto annuale di Legambiente dedicato alla criminalità ambientale. Stabile la posizione della regione, al quinto posto con oltre 2.300 reati, mentre la Capitale - che ne conta 1.113 - raggiunge la quarta posizione tra le province

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È sempre grave e devastante la criminalità ambientale, in particolare a Roma e nel Lazio. Lo denuncia “Ecomafia 2026”, l’annuale rapporto di Legambiente sugli ecoreati. Anche in questa edizione, il Lazio, con 2.358 reati – il 6,6% del totale nazionale di 35.735 -, occupa la quinta posizione, prima tra le regioni del Centro e del Nord, preceduta solo dalle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Le persone denunciate sono state 2.140, gli arrestati 17, i sequestri 511. Roma va anche peggio, raggiungendo la quarta posizione tra le province con 1.113 reati (1.021 nel 2024), 1.149 persone denunciate, 15 arresti. Al secondo posto tra le province laziali, e quattordicesima a livello nazionale, troviamo Latina con 541 reati, 413 persone denunciate e 2 arresti. Seguono Frosinone con 228 e 171, Viterbo con 150 e 123, Rieti con 135 e 98.

Lazio stabile al quarto posto nella classifica negativa dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti, dopo Campania, Lombardia e Puglia: 859 i reati penali (il 7,9% del totale nazionale di 10.914), 1.002 le persone denunciate, 12 gli arresti, 274 i sequestri, 834 gli illeciti amministrativi (per questo dato il Lazio ha il primato nazionale). A livello provinciale Roma sale al terzo posto con 347 reati (300 nel 2024), dopo Napoli (818) e Caserta (381), con 519 persone denunciate, 11 arresti e 154 sequestri. Le altre province laziali hanno questi dati: Latina, decima a livello nazionale, arriva 193 reati penali, 172 persone denunciate, 1 arresto e 73 sequestri; Frosinone 124 reati penali, 121 persone denunciate e 23 sequestri; Viterbo e Rieti ne contano rispettivamente 59, 68 e 7, e 42, 33 e 4.

Il Rapporto segnala anche il gravissimo fenomeno degli incendi degli impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti. Dal 2013, quando Legambiente ha iniziato a fare il censimento, sono stati in tutta l’Italia 1.667; di questi ben 162 (il 9,7%) sono nel Lazio, che si piazza al quarto posto dopo Sicilia (228), Lombardia (206) e Campania (192). Una “terra dei fuochi” molto diffusa. «Fiamme che partono non a caso – denuncia Legambiente – e non autonomamente ma per mano dolosa, come evidenziato dalle molte indagini nate con le fiamme ancora in corso, utilizzate per far sparire il bottino e le prove di traffici illeciti oppure per liberarsi di materiali non più piazzabili sui mercati internazionali. In ogni caso, gli incendi servono quasi sempre per coprire illegalità, presentando il conto più salato ai cittadini, costretti a respirare aria tossica».

Il Lazio risale la classifica per i reati legati al ciclo del cemento. Era all’ottavo posto lo scorso anno e ora è al sesto con 461 reati, 482 persone denunciate, 1 arresto e 52 sequestri. Anche Roma peggiora salendo dal decimo al nono posto, e da 138 a 155 reati, con 146 persone denunciate, 1 arresto e 39 sequestri. Seconda provincia del Lazio è ancora Latina (tredicesima a livello nazionale) con 108 reati, 129 persone denunciate e 10 sequestri. Seguono Frosinone con 41 reati e 43 persone denunciate; Rieti con 36 e 34; Viterbo con 33 e 42. E a proposito degli interessi mafiosi nel ciclo del cemento, il Rapporto ricorda «le minacce sui social ricevute dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dopo la demolizione il 28 ottobre da parte del Comune e del VI municipio di due ville abusive diventate, negli ultimi vent’anni, secondo gli inquirenti, roccaforte della piazza di spaccio di Rocca Cencia, con collegamenti riconducibili al noto clan Casamonica».

Strettamente legate sono le inchieste sui fenomeni di corruzione ambientale. A livello nazionale Legambiente ne ha censite 75, tra le quali 6 nel Lazio, che si piazza così al quinto posto come lo scorso anno, con 8 persone denunciate, 88 arresti e 4 sequestri. Dal 2010, primo anno di monitoraggio, Legambiente ha censito 1.636 inchieste, 194 delle quali nel Lazio (al terzo posto dopo Campania e Sicilia), con 1.449 persone denunciate, 1.013 arresti e 243 sequestri. Infine troviamo 398 reati contro gli animali nel Lazio, al nono posto, con 340 persone denunciate, 2 arresti e 105 sequestri e 930 illeciti amministrativi. La provincia di Roma è invece al quarto posto con ben 260 reati, dopo Genova (440), Napoli (323) e Reggio Calabria (267). Strettamente legati gli incendi boschivi, tornati a crescere nel 2025. Sono stati 144 nel Lazio, al quarto posto nazionale, con 4.500 ettari distrutti, 254 reati e 31 persone denunciate. La provincia più colpita Latina, ottava a livello nazionale, con 116 reati.

1° ottobre 2026

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