Giovedì 1 Ottobre 2026 12:10
Bambine e ragazze: i diritti tornano indietro


In vista della Giornata internazionale dell'11 ottobre, Terre des Hommes accende i riflettori sulle conseguenze del crollo degli aiuti internazionali allo sviluppo. A rischio l'accesso a servizi essenziali
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«Quindici anni di indifesa ci consegnano una responsabilità precisa: non considerare acquisito nessun diritto». Il direttore generale di Terre des Hommes Italia Paolo Ferrara accompagna con queste parole il Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026 dell’organizzazione. Obiettivo puntato sulle conseguenze del crollo degli aiuti internazionali allo sviluppo: per la prima volta in 15 edizioni quasi tutti gli indicatori segnano un peggioramento. Una vera e propria inversione di rotta che rimette in discussione conquiste ottenute in decenni di politiche pubbliche e cooperazione internazionale, i cui effetti si abbattono soprattutto su bambine e ragazze.
Lo confermano i numeri: nel 2025 più di 4 milioni di ragazze sono rimaste fuori dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci e fino a 12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere. Ancora, entro la fine del 2026 potrebbero essere esclusi dalla scuola 6 milioni di bambini e bambine in più rispetto al 2024: «È come svuotare tutte le scuole primarie di Italia e Germania messe insieme», spiegano da Terre des Hommes. Dal dossier emerge, inoltre, che quasi 1.400 cliniche per la salute sessuale e riproduttiva sono state chiuse, lasciando 9 milioni di persone senza accesso a servizi. Dopo decenni di miglioramenti sul fronte dell’Hiv, in 62 Paesi l’accesso alla profilassi pre-esposizione è diminuito del 38% e, in alcuni casi, i finanziamenti per l’acquisto di preservativi sono stati ridotti del 90%. I fondi internazionali per combattere le mutilazioni genitali femminili sono diminuiti del 45%.
Per Ferrara, «il dossier di quest’anno dimostra che il peggioramento è il risultato di scelte. Si è scelto di diminuire le risorse e indebolire i servizi, l’impegno politico è arretrato e le persone che partono da una posizione più fragile sono state le prime a perdere ciò che avevano conquistato. Bambine e ragazze in primis. Questo ci dimostra, però, che con scelte diverse la direzione può cambiare – prosegue -. Una scuola che resta aperta può evitare un matrimonio precoce. Un servizio territoriale può interrompere una spirale di violenza. Un programma di pianificazione familiare può diminuire il tasso di gravidanze adolescenziali indesiderate».
1° ottobre 2026
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