Giovedì 1 Ottobre 2026 14:10
Sanita’: San Camillo Roma, programma diagnosi precoce tumore polmone, 28 casi su 939 tac
Scopri i risultati del programma di diagnosi precoce del tumore del polmone a Roma e le nuove strategie per la prevenzione.
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Su 939 persone senza sintomi sottoposte a TC (la comune TAC) del torace a basso dosaggio, caratterizzata da una riduzione della quantità di radiazioni, 28 avevano un tumore del polmone, corrispondente a circa il 3 per cento, mentre altre 5 presentavano neoplasie extrapolmonari. La quasi totalità dei casi è stata identificata in uno stadio ancora trattabile localmente. Questi sono i risultati del programma di diagnosi precoce dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, presentati a Roma il 29 settembre. Il progetto ora avanza verso una seconda fase che prevede il coinvolgimento anche di medici di famiglia e farmacie. Il percorso diagnostico inizia con un questionario online, compilato da 3.150 persone. Di queste, 1.854 sono risultate inizialmente eleggibili; sono state effettuate circa 1.350 visite pneumologiche e 939 TC del torace. Ventinove pazienti sono stati sottoposti a intervento chirurgico, tutti con approccio mininvasivo e con un significativo ricorso alla chirurgia robotica; in due casi, l’esame istologico ha successivamente documentato la natura benigna del nodulo.
“Non abbiamo semplicemente offerto una TC del torace: abbiamo costruito un percorso”, spiega Giuseppe Cardillo, direttore della Uoc chirurgia toracica. “Il questionario disponibile online con risultato di idoneità al percorso immediata, la visita pneumologica e la valutazione multidisciplinare servono a fare l’esame giusto alla persona giusta e a evitare accertamenti inutili. Il risultato è che su 939 TC abbiamo individuato 28 tumori polmonari, di cui 27 al primo stadio di malattia, pertanto curabili con un intervento mini-invasivo (per la maggior parte utilizzando il robot Da Vinci) e con una aspettativa di vita superiore al 90 per cento, che significa in termini pratici guarire dal tumore del polmone: questo è il risultato straordinario del nostro progetto”.
Questi risultati “nascono da un confronto tra la Direzione aziendale e i professionisti che hanno creduto nel progetto”, afferma il direttore generale Angelo Aliquo’. “Abbiamo dimostrato che la diagnosi precoce del tumore del polmone si può organizzare con metodo, utilizzando competenze e tecnologie già presenti in ospedale. Ora il passo successivo è portare i QR code di accesso negli studi dei medici di famiglia e nelle farmacie, per raggiungere le persone a rischio prima che compaiano i sintomi, e lavorare con la Regione affinché questa esperienza possa diventare un modello replicabile anche in altre aziende, soprattutto nel Lazio”. Il percorso di diagnosi precoce include anche l’accesso dei fumatori a un programma anti-tabagismo, per ridurre il rischio futuro intervenendo sul principale fattore prevenibile: il fumo. La “fase 2” del progetto mira a portare la prevenzione al di fuori dell’ospedale. Il direttore generale Aliquo’ ha raccolto la disponibilità dei rappresentanti della medicina generale e della farmacia di comunità, indicando come prima azione operativa la diffusione dei QR code di accesso al progetto attraverso Medici di Medicina Generale, Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e farmacie. L’Ordine dei Farmacisti ha manifestato la disponibilità a partecipare con attività formative, diffusione del questionario e sensibilizzazione dei cittadini. L’obiettivo è passare da un modello basato sull’adesione spontanea a un sistema proattivo, che non lasci l’accesso alla diagnosi precoce al solo livello di informazione del singolo cittadino.
Il tema riguarda un numero di persone molto ampio. In Italia, ogni anno vengono diagnosticati circa 42.000 nuovi casi di tumore del polmone, che rimane una delle principali cause di mortalità oncologica (la prima per gli uomini, la seconda per le donne). Il nodo critico è il ritardo diagnostico: una quota elevata delle diagnosi, circa l’80 per cento, avviene quando la malattia è già in stadio avanzato, con conseguenze pesanti sulla prognosi e sulle possibilità di cura. Lo screening del tumore polmonare, che secondo diversi studi riduce la mortalità del 20-24 per cento, non è però incluso tra quelli previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Questa questione non riguarda solamente la salute e il benessere delle persone, ma ha anche ripercussioni sui costi e sull’efficacia della sanità pubblica. Filippo Rumi, economista della Salute e Co-Founder & Partner di Altems Advisory, ha indicato che una revisione sistematica di circa 93 valutazioni economiche giudica favorevole alla costo-efficacia la TC a basso dosaggio nelle popolazioni ad alto rischio in 79 casi. Rumi ha precisato che costo-efficacia e riduzione immediata della spesa non coincidono.
La dottoressa Maria Rita Migliorino, membro del Consiglio direttivo di Walce Aps (Women Against Lung Cancer, associazione dedicata a iniziative di informazione e supporto per persone affette e le loro famiglie, nonché alla sensibilizzazione della popolazione), ha presentato il nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) regionale per il tumore del polmone, pubblicato nel dicembre 2025 dopo circa dieci anni dal precedente aggiornamento. Il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha inserito il progetto in una riflessione più ampia su un Servizio Sanitario Regionale meno dipendente dall’ospedale e più orientato al territorio, manifestando la disponibilità ad approfondire una possibile estensione dell’esperienza del San Camillo ad altre strutture. Il confronto istituzionale continuerà dopo la metà di ottobre. Il convegno, organizzato da DreamCom, si è svolto con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, della Fimmg sezione provinciale di Roma e di Walce, e con il contributo non condizionante di AstraZeneca.
