Venerdì 2 Ottobre 2026 12:10
Dopo 50 anni Roma ridisegna se stessa: approvata la nuova mappa dei quartieri, 334 nomi per raccontare la città reale
Roma non sta più dentro i confini disegnati nel 1977. Lo ha stabilito giovedì 1 ottobre l’assemblea capitolina, approvando la nuova mappa territoriale della Capitale che aggiorna, dopo quasi mezzo secolo, la rappresentazione ufficiale della città. La nuova geografia individua 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali. Un salto enorme rispetto alle 155 “Zone […]
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Roma non sta più dentro i confini disegnati nel 1977. Lo ha stabilito giovedì 1 ottobre l’assemblea capitolina, approvando la nuova mappa territoriale della Capitale che aggiorna, dopo quasi mezzo secolo, la rappresentazione ufficiale della città. La nuova geografia individua 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali. Un salto enorme rispetto alle 155 “Zone Urbanistiche” che fino ad oggi costituivano l’unico reticolo statistico disponibile. Una griglia che non riusciva più a contenere una metropoli cresciuta soprattutto oltre il Grande Raccordo Anulare, dove sono nati interi pezzi di città rimasti senza nome ufficiale.
Non è solo una questione di toponomastica. La delibera votata ieri, che chiude un percorso durato oltre quattro anni, è il frutto di un metodo inedito per Roma. Fatto di ricerca scientifica e partecipazione civica che hanno camminato insieme, coinvolgendo i Municipi, le università La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, l’Istat, associazioni, comitati di quartiere e migliaia di cittadini.
Intervenuto dopo il voto, il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri ha rivendicato il valore politico dell’operazione. “Con il voto dell’assemblea capitolina portiamo a compimento un lavoro importante e necessario, che dopo quasi cinquant’anni ci consegna una nuova geografia della città, più aderente alla Roma di oggi”. E ancora, in una nota diffusa dal Campidoglio e ripresa nel corso della presentazione al MAXXI: “Roma è profondamente cambiata e questa mappa ci permette di conoscere meglio i suoi territori e le comunità che li abitano, riconoscendo e valorizzando l’identità e il senso di appartenenza dei suoi quartieri. Non introduciamo nuovi livelli amministrativi, ma ci dotiamo di uno strumento concreto per avere dati più precisi – ha spiegato Gualtieri -. Programmare meglio gli interventi, distribuire in modo più efficace servizi e risorse e rafforzare le politiche di prossimità. Conoscere meglio Roma significa governarla meglio e costruire una città sempre più vicina alle persone”.
Un concetto che il primo cittadino aveva già anticipato nei mesi scorsi, presentando il lavoro: “Non è un semplice aggiornamento cartografico, ma uno strumento che ci offre dati precisi sui quartieri di una Roma strutturalmente policentrica. È una mappa viva, aperta al confronto, che restituisce la complessità e la ricchezza della nostra città”. Parole che chiariscono il senso dell’operazione: la mappa non crea nuove circoscrizioni, non aggiunge poltrone né uffici. Serve a leggere la città. Avere dati demografici, sociali ed economici a livello di singolo quartiere – e non più di macro-aree anonime – significa poter programmare asili, trasporti, servizi sociali e investimenti secondo il modello della “città dei 15 minuti”.
Il percorso era iniziato in commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica, presieduta da Riccardo Corbucci. Lì, il responsabile dell’Ufficio di Scopo Partecipazione e Quartieri Andrea Catarci e il professor Salvatore Monni, coordinatore del gruppo scientifico, avevano presentato una prima proposta di 332 quartieri e 100 zone funzionali. Il confronto con i Municipi ha portato ad aggiustamenti di confini e toponimi, recepiti e tradotti in ulteriori miglioramenti, fino al numero definitivo approvato in aula consiliare.
Dopo 49 anni, Roma ha finalmente una fotografia aggiornata di sé stessa. E, come ha detto Gualtieri a Radio Radio subito dopo il voto, è stato “un traguardo importante e atteso per anni, raggiunto grazie al contributo dei cittadini”.
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