Domenica 4 Ottobre 2026 10:10
Le pillole di Polly: recensione di “Clementina” di Giuliana Salvi, Einaudi Editore
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Dicono che quello che non uccide fortifica.
Clementina, però, ne ha abbastanza di essere fortificata; da quando suo marito Cesare è morto, ha sofferto talmente tanto che tutto quello a cui aspira è un po’ di pace.
Certo, di lui le restano i loro meravigliosi tre figli; e poi, le rimangono i ricordi, e quelli se li tiene stretti.
Clementina ritorna con la mente al giorno in cui ha capito di essersi innamorata di Cesare. Lui era un suo lontano cugino, e visto che aveva già sedici anni gli era stato affidato il compito di sorvegliarla durante una gita in spiaggia a Gallipoli.
Clementina non era che una ragazzina, ma quel cugino così bello e taciturno le faceva già sentire le farfalle nello stomaco. Così, per farsi notare da lui aveva cominciato a correre sulla riva e a danzare. Poi, era successo il patatrac: era inciampata sull’orlo della gonna e le onde del mare se l’erano portata via, per poi ritrascinarla sulla spiaggia tutta inzaccherata e con le orecchie piene di acqua.
Cesare l’aveva soccorsa, ed era stato allora che aveva deciso che era lui l’uomo della sua vita.
E ora che non c’è più, Clementina desidera solo lasciarsi andare allo sconforto. Ma non può, perché prima di morire Cesare l’ha fatta promettere che avrebbe fatto in modo che i loro figli avessero un avvenire sicuro.
Certo, la Grande Guerra infuria, e a Lecce, la città di Clementina, c’è solo la miseria; tuttavia, una promessa è una promessa e, pur di mantenerla, la giovane vedova è disposta a fare qualcosa che non avrebbe mai pensato di poter fare.
Insegnare.
“Clementina” è il romanzo di esordio di Giuliana Salvi, autrice nata e cresciuta a Roma che ha lasciato la carriera di redattrice televisiva per dedicarsi alla scrittura.
Il libro è ispirato alla storia vera della bisnonna della scrittrice, che a partire dal periodo del primo dopoguerra ha curato con successo l’istruzione di tanti allievi, trasmettendo loro la sua passione per l’insegnamento.
Il romanzo è un’opera di grande valore letterario per la trama, raccontata attraverso flashback che aumentano la suspence, per le pittoresche descrizioni paesaggistiche e per l’ottima ricostruzione storica del periodo in cui è ambientata la storia, quello tra la prima guerra mondiale e il ventennio fascista. Ma soprattutto, fiore all’occhiello dell’opera sono i personaggi ben costruiti, specie quello della protagonista.
Clementina è una donna che ama i figli al punto da mettere da parte la sua sofferenza personale pur di permettere loro di avere un futuro migliore. E tuttavia, non è solo una madre coraggiosa. È anche un’insegnante che sa colmare le lacune della sua preparazione attraverso il duro lavoro, e che ha veramente a cuore l’istruzione, ma soprattutto il benessere, dei suoi alunni.
E poi, è una donna che non si piega davanti alle avversità della vita, che prendano la forma del lutto o del becero regime fascista.
Per questo, “Clementina” è un romanzo consigliatissimo, un’opera prima che fa venire voglia di tenere bene a mente il nome della scrittrice, con l’augurio che possa ripetersi sempre a questi livelli.
Federica Focà
