Lunedì 5 Ottobre 2026 10:10
Mattarella: «Francesco possa indicare al mondo la via della pace»


Il capo dello Stato ad Assisi per la festa nazionale del Patrono d'Italia. «Ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere in nome di Dio». La dignità di ogni persona e il rispetto del creato
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«Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura in alcune parti si torna a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo ieri, 4 ottobre, ad Assisi per la festa nazionale di San Francesco, ricordando l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil nel 1219, durante la quinta crociata. Un gesto «temerario» che «non cancellava la violenza, né fermava il conflitto. Disegnava piuttosto un atteggiamento di dialogo e di rispetto straordinariamente nuovo e originale nel contesto del tempo». Sostanzialmente, riconosceva nel suo interlocutore «un uomo. Un figlio di Dio e, dunque, un fratello».
L’auspicio allora è che «in questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da “tanta violenza, manipolazione, arroganza”, come ha detto, giorni fa, Leone XIV, il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza». Il capo dello Stato ha richiamato quindi il valore universale della figura del santo, «profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato», il cui insegnamento è patrimonio «per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni».
Anche Dante nel Paradiso, ha ricordato Mattarella, ne parla come di «un sole sorto per il mondo intero». Ricordare oggi il suo insegnamento al mondo contemporaneo, ha evidenziato, vuol dire «porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace». Per il santo di Assisi infatti «ogni essere vivente è stato creato da Dio e va rispettato e amato in quanto tale. Nel secolo di Francesco – ha proseguito – non ci sono le enormi, decisive questioni dell’inquinamento dell’acqua e della terra, della devastazione delle foreste, del surriscaldamento del pianeta, che oggi viviamo con crescente preoccupazione, così ben evidenziata dalla Laudato sì’ di Papa Francesco».
Ancora, Mattarella ha ricordato il valore attribuito da Francesco all’acqua, «utile et humile, pretiosa et casta», e il suo incontro con il lupo, «simbolo di inconciliabile inimicizia con l’uomo», che «viene ammansito, non abbattuto». Quindi ha sottolineato l’eredità spirituale e civile di Francesco e Chiara, diffusa in tutto il mondo.
5 ottobre 2026
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