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Martedì 6 Ottobre 2026 12:10

Sindrome di Down: «La parola con la M appartiene al passato»



Nella Giornata nazionale, l'11 ottobre, CoorDown in 200 piazze per informare e sensibilizzare sui progetti di partecipazione attiva. «Evolvere, la risposta più forte a chi vorrebbe tornare indietro»

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“È ora di evolvere!”. La campagna di CoorDown per la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, l’11 ottobre, punta l’obiettivo sui quei «segnali di involuzione», in Europa e nel mondo, che «minacciano le fondamenta dell’inclusione delle persone con sindrome di Down e con disabilità: dal ritorno a classi e scuole separate agli attacchi alle politiche di inclusione liquidate come woke, fino all’uso della disabilità come caratteristica da ridicolizzare o strumento per offendere». A parlare è Martina Fuga, presidente di CoorDown, illustrando i contenuti dell’iniziativa.

Al centro il messaggio “La parola con la M appartiene al passato”: termini nati in ambito medico e oggi superati, ricordano dal Coordinamento, continuano a essere usati come insulti, alimentando stereotipi e discriminazioni. Nel film della campagna, il protagonista con sindrome di Down Noah M. Matofsky – doppiato in italiano da Francesco Romanelli, giovane attore con sindrome di Down – paragona l’uso di quella parola a usanze assurde del passato, come lavare i panni con l’urina.

La campagna, con il suo appello, è al centro dell’appuntamento annuale promosso da CoorDown, che vedrà nel weekend dell’ 11 ottobre in oltre 200 piazze d’Italia i volontari delle associazioni aderenti al Coordinamento nazionale distribuire il messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) che sostiene progetti di partecipazione attiva delle persone con sindrome di Down e campagne di comunicazione in tutto il territorio nazionale. Grazie alle centinaia di volontari, persone con sindrome di Down di ogni età insieme a genitori, fratelli, sorelle e amici, saranno in prima linea negli eventi di piazza per incontrare i sostenitori, dare informazioni, raccontare come verranno utilizzati i fondi raccolti (qui l’elenco dellepiazze coinvolte nelle diverse città).

«Siamo convinti che sia necessario e fondamentale dare vita a un forte movimento che chieda di smettere di usare parole come MONG***IDE a scuola come insulto tra studenti, al lavoro come scherzo tra colleghi, nello sport come sinonimo di incapacità – sono ancora le parole di Fuga -. Ogni volta che si legittimano queste parole con un’alzata di spalle, con un sorriso o semplicemente con il silenzio si produce un danno reale nella vita delle persone con sindrome di Down e si demoliscono i loro diritti. Non è vero che non si può più dire nulla: si può scegliere un linguaggio che non danneggi le altre persone. E oggi evolvere è la risposta più forte a chi vorrebbe tornare indietro».

6 ottobre 2026

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