Martedì 6 Ottobre 2026 10:10
“Funeral Planner”: ridere della morte per imparare a vivere al meglio al Teatro della Visitazione
Teatro della Visitazione Visita-azioni contemporanee, festival urbano delle arti e del dialogo “Funeral planner” -divertiti finché sei in tempo- Di e con Carlotta Rondana e con la partecipazione di Emiliano è Ottaviani Una chiusura di festival tra ironia, riflessione e dialogo Questa riuscitissima proposta chiude un festival nato per valorizzare, come strumento di riflessione, inclusione [...]
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“Funeral Planner”: ridere della morte per imparare a vivere al meglio al Teatro della Visitazione
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Visita-azioni contemporanee, festival urbano delle arti e del dialogo
“Funeral planner”
-divertiti finché sei in tempo-
-divertiti finché sei in tempo-
Di e con Carlotta Rondana e con la partecipazione di Emiliano è Ottaviani
Questa riuscitissima proposta chiude un festival nato per valorizzare, come strumento di riflessione, inclusione e dialogo, una serie di spettacoli di teatro, danza, musica e laboratori formativi.


Ormai sembra che non siamo più in grado di organizzare semplici eventi da soli. Ci sentiamo degli incapaci; è questo che la società del consumo vuole farci credere per indurci a ricorrere ai professionisti del settore, che pagati profumatamente, organizzano per noi.
Probabilmente questo atteggiamento nasconde la nostra paura di sfigurare, di non essere all’altezza, di essere giudicati in una società dove tutto è improntato sull’apparenza. Cerchiamo, allora, di lasciare nella breve vita un’ effimera quanto banale impronta della nostro passaggio.
Come si fa oggi ad organizzare un evento memorabile che lasci il segno? Per esempio un matrimonio, se non con l’ausilio di un esperto wedding planner? Ironizzando su questa figura, Carlotta Rondana porta in scena un monologo incentrato su una figura ironica che fa il verso al wedding planner, ma che deve accompagnare il caro estinto nel suo ultimo ricevimento. Ecco che il funeral planner diventa quel professionista che si occupa di esaltare il ricordo dello scomparso così che la sua immagine non sbiadisca e non cada nel dimenticatoio.
Soprattutto, cercherà di esaltarne le doti per un’ ultima apparizione pubblica perché l’immagine è importante, sempre, anche dopo morti. Se non è questa un’ironica parodia del pensiero moderno…
In questa affiliate recruitment, Carlotta Rondana presenta il suo lavoro, cercando non solo nuovi clienti, ma anche dei collaboratori per la sua agenzia “Condoglianze vivissime”, spiegando che la sua è più una missione che una professione.
Con enfasi e passione propone i suoi migliori articoli: bare personalizzate, grido dell’ultima moda; accompagnamento musicale della funzione nel rispetto dei gusti del trapassato; funzioni kitsch espressamente create e personalizzate per ogni specifico cliente. Basta che lui, il cliente, rimanga soddisfatto. D’altronde, nessuno è mai tornato a lamentarsi…
L’attrice si presenta con degli occhiali che le donano un aspetto manageriale e un abito rosso fiamma, peraltro disegnato da lei stessa. Impersona una figura esageratamente singolare, paradossale e piuttosto kafkiana. È una donna in carriera che sa il fatto suo, spigliata ed intraprendente; un’ oratrice brillante e trascinante, un’ incantatrice ammaliante, una Wanna Marchi delle esequie funebri, che recita motti e aforismi che ricordano quelli divertenti di Exequia o di Taffo. Diciamocelo: la morte è inevitabile e spaventa tutti, ma è anche un mercato fiorente a cui tutti dobbiamo prima o poi rivolgerci. Perché allora non affrontare questa esperienza con ironia e serenità, visto che è inevitabile?
L’artista vuole trasmettere proprio questo messaggio, ironizzando con simpatica esagerazione attraverso questa figura immaginaria ma anche concreta e realistica, che tocca nel suo soliloquio temi importanti come il saper godere delle gioie della vita per poi andarsene senza rimpianti; l’influenza nefasta dei social, che brillantemente utilizza anche per il dopo morte del cliente per renderlo immortale attraverso immagini che ne esaltano qualità estetiche che non ha mai posseduto; l’uso de “l’aldilapp”, da lei inventata, per trovare i defunti nei cimiteri o parlare con loro. Assurdo? Pensate all’app “2wai”, che grazie all’intelligenza artificiale permette al fruitore di dialogare con il proprio caro estinto…
Insomma, una serie di idee bislacche, raccontate dalla Rondana con un simpatico intercalate toscano, arricchito da movenze ed espressioni divertenti.
Carlotta è travolgente, si muove per tutto il palco con estrema padronanza e maestria aggiungendo stacchetti e pose iconiche al suo irriverente, cinico e grottesco quanto buffo personaggio. Oltre a divertire, dietro le sue battute e gli atteggiamenti comici rivela un pensiero profondo che sottolinea l’importanza della vita e del rapporto con la morte.
Così, improvvisamente, ci si trova a riflettere sul senso della vita e sulle occasioni che questa ci dona e che spesso ci facciamo sfuggire perdendoci dietro alle apparenze, a inconsistenti banalità o distratti dai social, che ci fanno perdere di vista le cose importanti. Perdiamo del tempo che non potremo più recuperare fino a quando la triste mietitrice busserà alla nostra porta.
Carlotta ci invita a questa profonda riflessione cambiando bruscamente rotta, tanto che le battute si diradano, lasciando posto a queste serissime riflessioni.
Ci regala poi una perla, una breve ma intensa apparizione di Emiliano Ottaviani che in frac e scalzo, forse per voler sottolineare il rapporto che abbiamo con la terra dove tutti prima o poi dovremo tornare, cantando e accompagnandosi con la chitarra esegue un suo brano dal titolo “Dimme n’ po’”. È malinconico, ha il testo in romanesco e mi ha riportato alla mente lo stile di Mannarino o di Gabriella Ferri. Una canzone che entra dolcemente ma anche prepotentemente al momento giusto nel monologo, trasformandosi nella colonna sonora del pensiero appena espresso dalla Rondana.
Alla fine lo spettacolo è un consiglio appassionato rivolto al pubblico: quello di vivere al meglio la propria vita e godere appieno ogni momento dell’esistenza.
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