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Mercoledì 7 Ottobre 2026 11:10

7 ottobre, Mattarella: «Monito per condannare ogni forma di odio su base etnica e religiosa»



Il capo dello Stato interviene a 3 anni dagli attacchi di Hamas a Israele. L'invito a «ricreare i presupposti della convivenza nella prospettiva "Due popoli, due Stati", per poter vivere pacificamente fianco a fianco». I messaggi di Meloni e Fontana

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«Ignobile attacco». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce con queste parole l’azione terroristica compiuta da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, «contro numerosi civili israeliani. Molti giovani, anche di altre nazionalità, vilmente colpiti, tratti in ostaggio o privati della vita mentre si trovavano riuniti per un’occasione di festa – ricorda -. Altri brutalmente uccisi o rapiti nelle loro case, senza nessuna pietà per bambini e anziani».

Gli atti di terrorismo «non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa», rimarca il capo dello Stato, sottolineando che «gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze».

La conseguenza è che «alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi». Il riferimento è alle operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza, che «hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo – sono ancora le parole di Mattarella – è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità nazionale palestinese». Una spirale di «inaudita violenza» che «va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva “Due popoli, due Stati”, per poter vivere pacificamente, fianco a fianco. L’Italia – assicura – continuerà a sostenere ogni sforzo volto a questo obiettivo». E rinnova «la vicinanza della Repubblica italiana al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime e a coloro che portano ancora le ferite di quella terribile giornata, auspicando che si rafforzi la determinazione di tutta la comunità internazionale a costruire condizioni durature perché vi sia pace e sicurezza per quelle terre e quei popoli martoriati».

Anche il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana parla del «brutale attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023», ricordando «con commozione» le vittime. «Ci stringiamo ai loro familiari e a quanti hanno vissuto il dramma della prigionia – dichiara -. Una ferita che il tempo non cancella e che richiama tutti alla più ferma condanna del terrorismo».

Alle «vittime di quella barbarie» va anche il pensiero della premier Giorgia Meloni, che rinnova la vicinanza «ai loro cari, a chi ha subito l’orrore del sequestro e al popolo israeliano», ricordando che gli attacchi terroristici di tre anni fa «massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia».

Per la presidente del Consiglio, «il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo. Proprio in nome della tutela di tutta la popolazione civile coinvolta – aggiunge -, non possiamo restare indifferenti davanti alle drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza o alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania. La spirale di violenza deve essere interrotta».

L’Italia, da parte sua, continuerà a lavorare «per una pace che garantisca agli israeliani sicurezza e ai palestinesi un futuro di libertà e dignità, nella prospettiva di due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti – assicura Meloni -. Un futuro nel quale il terrorismo non abbia spazio e nessun bambino debba crescere nella paura e nell’odio».

7 ottobre 2026

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