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Mercoledì 7 Ottobre 2026 11:10

Madre Vannini, eredità profetica per gli ultimi

Messa di ringraziamento per la canonizzazione di madre Vannini
Messa di ringraziamento per la canonizzazione di madre Vannini
Alla Lateranense una conferenza sulla prima santa romana della sanità. Il progetto sulla sua vita con laboratori e percorsi storici. Madre Andrighetti: «Ci insegna a non temere le nuove sfide»

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Messa di ringraziamento per la canonizzazione di madre Vannini
Messa di ringraziamento per la canonizzazione di madre Vannini
“Il cuore nelle mani: l’eredità profetica di santa Giuseppina Vannini” è il tema della conferenza che si terrà giovedì 15 ottobre alle 15 nell’aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense. Promosso dall’Istituto delle Figlie di San Camillo fondato dalla santa romana e dal beato Luigi Tezza nel 1892, l’incontro rientra nel progetto rivolto alle grandi figure femminili della spiritualità e delle opere sociali “1911-2026. 115 anni dalla nascita al Cielo della Santa Giuseppina Vannini. Storia di un amore senza confini”, che si avvale del contributo della presidenza del Consiglio dei ministri.

Giuseppina Vannini, prima santa romana della sanità, nata, vissuta e morta nella Capitale, si inserisce a pieno titolo tra le religiose che tra il XIX e il XX secolo hanno incarnato il Vangelo nell’assistenza ai poveri e agli ammalati, unendo fede e competenze professionali, mediche e gestionali. Obiettivo del progetto, spiega il curatore Emanuele Martinez, è quello di «avvicinare i giovani, i fedeli, gli studiosi alla figura della santa attraverso laboratori e percorsi di conoscenza storica con la consultazione di archivi». Con l’occasione è stato effettuato un intervento di digitalizzazione e informatizzazione del patrimonio storico e culturale del museo reliquiario della Casa Madre in via Giusti e del museo per la storia delle Figlie di San Camillo a Grottaferrata. «Si potranno svolgere tour virtuali gratuiti delle sale in italiano e inglese – dice Martinez -. Accessibili senza registrazione da smartphone, pc, tablet, consentiranno di interagire con gli oggetti». Il progetto si concluderà a febbraio, in concomitanza con la memoria liturgica di santa Vannini, che ricorre il 23.

L’opera e l’eredità della fondatrice, portate avanti in quattro continenti e 23 Paesi, richiedono un’adeguata e costante qualificazione professionale «perché oggi – sottolinea Martinez – per fare carità non basta la buona volontà, serve una solida preparazione tecnico-scientifica ». Un aspetto, questo, sul quale si sofferma anche la superiora generale dell’Istituto madre Zélia Andrighetti, che descrive la fondatrice come «una donna davvero lungimirante. Già ai suoi tempi preparava le sorelle a vivere il carisma e a svolgere la missione non solo attraverso la carità, ma avvalendosi anche della tecnologia dell’epoca pur di assistere al meglio i più fragili e bisognosi, in particolare gli ammalati e i poveri». Impegno che prosegue per tenersi al passo con i tempi perché «senza una formazione infermieristica e competenze legate all’ambito sanitario, non potremmo gestire ospedali e case di riposo per anziani».

Ricordando l’invio delle prime religiose in Argentina già nel 1905, madre Zélia sottolinea che la fondatrice aveva «lo spirito di una donna fortemente imprenditrice, che non aveva paura di aprire nuove frontiere. L’insegnamento che ci lascia è quello di non temere di accogliere nuove sfide e di tracciare nuovi orizzonti».

7 ottobre 2026

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