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Mercoledì 7 Ottobre 2026 21:10

Il cibo si trasforma in linguaggio e il Chiostro del Bramante ne diventa teatro

Suzanne Landau indaga il cibo come immagine, memoria, desiderio e riesce a farlo grazie alla

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Suzanne Landau indaga il cibo come immagine, memoria, desiderio e riesce a farlo grazie alla mostra: “Food. Il gusto nell’arte”.
Roma, dal 17 ottobre 2026, il Chiostro del Bramante racconta il cibo come linguaggio dell’arte, ospitando: “Food. Il Gusto nell’Arte”, a cura di Suzanne Landau.
Una mostra che esplora il cibo come immagine, materia, memoria, desiderio e riflesso della società, attraverso secoli e continenti, tra opere storiche, moderne e contemporanee, cercando il ricongiungimento di culture in ottiche differenti.
Prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante, l’esposizione prende vita da un’idea semplice e potente: il cibo non è soltanto elemento quotidiano di sopravvivenza, ma simbolo in grado di raccontare identità, rituali e trasformazioni sociali, diventando una chiave per leggere e decodificare il rapporto tra individuo e comunità, tra natura e cultura.
Di certo non si può confondere questo percorso espositivo con una sagra o un mercato, la realizzazione ha richiesto ricerche che partono dal cinquecento e arrivano alla contemporaneità, passeggiando dalle nature morte per arrivare alle grandi installazioni, restituendo la complessità di un tema che ha accompagnato la creatività nel tempo.
L’evento darà modo agli appassionati di attraversare nove nuclei tematici: natura morta, corpo, tavola e cucina, memoria, gioco, design, scambi globali, ecologia e cinema. Un impianto che mette in dialogo linguaggi lontanissimi tra loro, proprio come fa il cibo ogni giorno nelle nostre vite.
Il progetto è volto a evidenziare il cambio di pensiero rispetto al cibo che si trasforma da soggetto rappresentato a materia viva dell’opera. Quindi, non sarà più soltanto un dipinto su tela ma un vero e proprio elemento capace di trasportare lo spettatore in un’esperienza di pura percezione e realizzazione.
“Food” non arriva a caso in questo momento, a Roma, si stanno moltiplicando street food, festival e mercati, da qui la domanda prende un’altra forma: cosa significa mangiare insieme oggi? La nostra epoca è segnata da crisi ecologiche, globalizzazione dei sapori e ossessioni per la forma fisica, il cibo emerge come come punto d’incontro tra arte, cultura e società.
La rassegna si è arricchita di solidità storica grazie a importanti collaborazioni istituzionali.
Hanno contribuito a dare ulteriore valore 17 opere restaurate provenienti dalle Ville e Residenze monumentali fiorentine, in particolare dalla Villa Medicea di Poggio a Caiano, insieme a tre storici servizi da tavola della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia.
Partecipano inoltre: Fondazione Brescia Musei, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Galleria Borghese, Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Coldiretti.

La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio 2027, con orario dalla domenica al giovedì dalle ore 09:30 alle ore 20:00 e venerdì e sabato fino alle ore 21:00.Via Arco della Pace, n. 5. Un’occasione per osservare il piatto e non guardarlo o, in caso, farlo con altri occhi.

Fonti: –
funweek.it
–
itininerarinellarte.it
–
romatoday.it
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Foto:  –
siviaggia.it
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