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Giovedì 8 Ottobre 2026 13:10

Il Festival della Divina Sapienza, tra ricerca spirituale, arte e impegno sociale



Dal 2 all'8 novembre la settimana promossa da Ufficio diocesano per la pastorale universitaria e cappellania della Sapienza sulla domanda: "C'è ancora qualcosa per cui vivere?". Don Vecchione: «L'obiettivo è offrire un'esperienza di pensiero e bellezza»

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“C’è ancora qualcosa per cui vivere?”. Questa la domanda che farà da filo conduttore al Festival della Divina Sapienza, in programma dal 2 all’8 novembre negli spazi della cappella della Sapienza di Roma. Un’iniziativa promossa dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma e dalla cappellania: dialoghi sul presente, mostre e installazioni artistiche, spettacoli teatrali e di danza, per «trasformare la cappella della Città Universitaria in uno spazio culturale vivo, inclusivo e interdisciplinare, capace di mettere in dialogo mondo accademico, ricerca spirituale, linguaggi artistici e impegno sociale», spiega don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e ideatore e direttore artistico del Festival.

Nelle parole di Vecchione, il Festival – che sarà presentato in una conferenza stampa dedicata il 16 ottobre alle 12 nel Palazzo del Vicariato – nasce «per fare della cappella non soltanto un luogo confessionale ma un presidio culturale aperto, capace di parlare più linguaggi: arte, filosofia, cinema, teatro, musica, scienza, letteratura e testimonianza. L’obiettivo è offrire alla comunità universitaria e cittadina un’esperienza di pensiero, bellezza e confronto intorno a una domanda centrale del nostro tempo: “C’è ancora qualcosa per cui vivere?”». Quella, appunto, che dà il tema all’iniziativa.


Don Gabriele Vecchione (foto: diocesi di Roma/Gennari)
Ogni giornata, allora, sarà articolata come un percorso: in mattinata le masterclass per studenti liceali e universitari; nel pomeriggio le mostre permanenti e i dialoghi sul presente, condotti da don Gabriele Vecchione e Fabrizia Sabbatini; la sera gli spettacoli, le proiezioni e gli appuntamenti artistici. Spazio anche a realtà associative e solidali che, ogni giorno, avranno la possibilità di farsi conoscere dal pubblico: Caritas Art, Borgo Don Bosco, Comunità Cenacolo, Casa di Kim, Pastificio Futuro e Vidas. Tra gli ospiti del Festival, solo per citarne alcuni, il cardinale vicario Baldo Reina, don Fabio Rosini, Antonella Polimeni, Vittorio Lingiardi, Viola Ardone, Kim Rossi Stuart, Sandro Veronesi, David Le Breton e Rebecca Bianchi. Durante tutta la settimana saranno visitabili mostre e installazioni artistiche permanenti. In particolare, il programma prevede una mostra dedicata ad Anselm Kiefer curata da Antonio Soldi, e lo spettacolo teatrale nelle ultime tre sere del festival dal titolo “La ballata di un uomo qualunque” con drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso.

La partecipazione agli eventi del Festival è libera e gratuita ma, per questioni di spazio, è consigliabile prenotarsi
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8 ottobre 2026

 

 

 

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