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Giovedì 8 Ottobre 2026 13:10

Al Borgo ragazzi don Bosco parte “Officina Futuro”



Inaugurata la nuova officina meccanica attorno a cui si snoda il progetto triennale con Fondazione Paolo Bulgari. L'obiettivo: creare un ponte tra giovani e aziende, contro dispersione e marginalità

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Al Borgo ragazzi don Bosco si accendono le macchine della nuova officina meccanica del Centro di formazione professionale. È dotata di attrezzature all’avanguardia che hanno mandato in pensione quelle degli anni ’60. Si tratta di 27 macchinari tra frese, trapani, mole e torni, di cui otto nuovi; a questi si aggiunge un moderno tornio a controllo numerico. C’è inoltre un impianto elettrico trifase a 400 volt e una sala collaudo dove è stato installato un sistema di misurazione ad alta precisione Mitutoyo.

Il taglio del nastro dei 400 metri quadrati completamente ristrutturati si è tenuto questa mattina, giovedì 8 ottobre. La struttura è il pilastro di “Officina Futuro”, progetto triennale con cui la Fondazione Paolo Bulgari sostiene il Borgo ragazzi don Bosco, tra Centocelle e il Quarticciolo. Crea un ponte tra ragazzi e aziende. L’intento è quello di formare i giovani di Roma est dando loro nozioni e strumenti necessari per l’inserimento nel mondo del lavoro, contrastando la dispersione scolastica e la marginalità. Un «evento di grazia», lo ha definito il direttore del Borgo don Emanuele De Maria, sottolineando che i protagonisti devono rimanere i ragazzi. Gli adulti hanno il compito di guidarli affinché «possano prendere il volo, possano diventare non solo bravi professionisti, ma bravi cittadini, sani uomini e donne, in questo mondo che ne ha tanto bisogno». Gli ha fatto eco don Maurizio Lollobrigida, presidente per il Lazio del Centro nazionale opere salesiane, ricordando che generare relazioni con i giovani è «alla base del sistema educativo di don Bosco. Accompagnarli significa infondere loro fiducia e responsabilizzarli. Li fa sentire amati e considerati».

I municipi V, VI e VII, da cui provengono i circa 400 giovani del Borgo, sono infatti quelli in cui si registrano i livelli di dispersione più alti della città. Secondo dati Istat, i neet, giovani che non studiano né lavorano, sono il 21,5% a Centocelle, il 25,9% al Quarticciolo e il 24,7% a Torre Angela, contro il 20,8% della media di Roma. «Un contesto sociale con tante contraddizioni ma anche ricco di potenzialità e di opportunità – ha osservato Claudia Pratelli, assessore capitolino alla Scuola, formazione, lavoro -. Facciamo leva sulle risorse valorizzando il sapere professionale e tecnico, insieme a una grande cura e a una grande attenzione alle competenze trasversali».

Il Borgo offre anche corsi annuali di circa 450 ore e corsi brevi di 40-50 ore. Tra settembre 2024 e la fine del 2025 hanno partecipato in 69: 6 hanno firmato un contratto, altri 6 hanno avviato un tirocinio, 4 hanno ottenuto una borsa lavoro. Il Centro di formazione professionale contribuisce pertanto a fornire forza lavoro alle imprese del territorio che non trovano manodopera qualificata. Basti pensare che quest’anno le aziende hanno chiesto 37 apprendisti, a fronte dei 19 iscritti al quarto anno di meccanica industriale del Borgo: tutti hanno ricevuto una proposta prima ancora di qualificarsi, con un inserimento lavorativo vicino al 100%. Questo perché a Roma solo due centri formano meccanici di precisione, entrambi gestiti dai Salesiani. Inoltre, nel Lazio quasi la metà dei giovani punta a una formazione nel settore estetico, mentre i corsi di meccanica sono frequentati da meno del 3% dei ragazzi.

L’informazione ha un peso rilevante nella scelta dei percorsi da seguire. Oltre all’inaugurazione della nuova officina è stata infatti presentata la ricerca “Accessoria: caratteristiche e limiti della narrazione della formazione tecnico-professionale in tv e sui social”, condotta dall’osservatorio di Pavia per la Fondazione Paolo Bulgari. È emerso che il tema della formazione professionale è affrontato in modo marginale in tv, mentre i video sui social network sono penalizzati dagli algoritmi che premiano l’ironia di chi ridicolizza gli studenti a discapito di contenuti che provano a far emergere l’importanza del lavoro manuale. Aspetto sul quale si è soffermato Paolo Bulgari, che in un messaggio letto dalla fondatrice della Fondazione, la moglie Maite Bulgari, ha sottolineato «quanta intelligenza ci sia nelle mani di chi fa bene il proprio mestiere. La precisione, la pazienza, il senso della bellezza sono una forma di alta cultura».

8 ottobre 2026

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