Giovedì 8 Ottobre 2026 22:10
Sabato 10 ottobre tornano I Giochi della speranza, la piccola olimpiade nel carcere di Rebibbia, sezione femminile
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Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Rete di magistrati “Sport & Legalità” e DAP (Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria),
con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale,
in collaborazione con Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI, il Centro Sportivo
Italiano – Comitato di Roma e il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre
presentano
I GIOCHI DELLA SPERANZA
La piccola olimpiade in carcere
Casa Circondariale femminile di Rebibbia –
via Bartolo Longo 92, Roma
Sabato 10 ottobre 2026
A Rebibbia tornano i “Giochi della Speranza”. Sabato 10 ottobre la nuova edizione della “piccola olimpiade
in carcere”: detenute, polizia penitenziaria, magistrate e società civile tornano a sfidarsi insieme nel segno
dello sport.
I Giochi della speranza tornano a Roma. Sabato 10 ottobre, nella Casa Circondariale di Rebibbia, ma stavolta nella sezione femminile, detenute, agenti di Polizia penitenziaria, magistrate e rappresentanti della società civile si troveranno a condividere una mattinata di sport e confronto nella “piccola olimpiade in carcere”, progetto nato per portare oltre le mura dell’istituto i valori educativi e sociali dello sport.
Dal primo appuntamento del 13 giugno 2025 a Rebibbia, il progetto ha continuato a crescere, tornando adesso nella sezione femminile dello stesso istituto romano dopo l’edizione dello scorso febbraio alla Casa di Reclusione di Milano Bollate. Un percorso che attraverso esperienze diverse conferma la volontà di fare dello sport uno strumento di crescita personale, educazione alle regole, responsabilizzazione e reinserimento sociale, ma anche un’occasione concreta per costruire relazioni e alimentare speranza.
Promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dalla Rete di magistrati “Sport & Legalità” e DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la collaborazione dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, del Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma e del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, l’iniziativa vuole proporre un momento di riflessione condivisa sui temi della giustizia, della dignità umana e dei percorsi di recupero, attraverso la dimensione formativa e sociale dello sport.
«I Giochi della Speranza – afferma Sergio Sottani, procuratore generale presso la Corte di Appello di Perugia e presidente della rete di magistrati “Sport & Legalità -, rappresentano un’occasione concreta per dare attuazione ai principi costituzionali che ispirano la funzione rieducativa della pena. Lo sport insegna il rispetto delle regole, la responsabilità personale, il valore dell’impegno e della collaborazione. Portare questi valori all’interno degli istituti penitenziari significa offrire alle persone detenute strumenti reali di crescita e di reinserimento sociale. Attraverso questa esperienza vogliamo anche favorire l’incontro tra realtà che raramente hanno occasione di confrontarsi, creando spazi di dialogo, conoscenza reciproca e speranza».
«Il carcere evidentemente è un luogo di reclusione – le parole di Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport –, ma non per questo deve diventare un luogo di isolamento dalla società. I Giochi della Speranza aprono le porte del carcere all’incontro tra coloro che vivono da dentro la quotidianità del carcere, che sono le detenute, la polizia penitenziaria, le magistrate e società civile, che invece da fuori questa dimensione non la percepisce. Per un giorno, lo sport costruisce un ponte tra il “dentro” e il “fuori”».
«Nati in occasione del Giubileo della Speranza – conclude don Alberto Gastaldi, direttore Ufficio Educazione, Sport, Scuola, e Università della Cei -, questi Giochi testimoniano che la speranza va coltivata nel tempo, con gesti concreti e continuità. Questa nuova edizione è il segno di un impegno condiviso tra istituzioni, mondo dello sport e Chiesa, per continuare a costruire, anche dentro il carcere, percorsi di speranza e di futuro».
Anche questo nuovo appuntamento, tra emozioni forti, agonismo e momenti di profonda riflessione, si presenta come un ulteriore passo in un cammino già avviato: rendere lo sport uno spazio di incontro reale, di dialogo e di possibilità, uno strumento prezioso per superare le distanze tra chi vive e lavora all’interno del carcere e la comunità esterna.
L’evento sportivo consisterà in una piccola olimpiade che vedrà quattro rappresentative sportive – detenute, polizia penitenziaria, magistrate ed esponenti della società civile – confrontarsi in diverse discipline: calcio a 5, pallavolo, atletica, tennis tavolo e calcio balilla.
Le gare prenderanno il via alle 8.30, dopo la cerimonia di apertura e i saluti istituzionali, e si concluderanno alle 13.30 con le premiazioni finali.
Questa nuova edizione ribadisce l’obiettivo di creare un modello replicabile anche in altri istituti di pena, per permettere alle persone recluse di vivere un momento di gioco, confronto e socialità, ma soprattutto per valorizzare sempre di più lo sport come strumento di crescita personale e reinserimento sociale.
Nel solco delle precedenti edizioni, i Giochi della Speranza ribadiscono che lo sport in carcere non è un semplice passatempo, ma uno strumento concreto di educazione alle regole, di cura della persona e di responsabilizzazione, capace di alimentare una speranza concreta e una prospettiva di futuro, ma soprattutto di attraversare simbolicamente i muri del carcere per raggiungere la comunità esterna e ricordare che il valore educativo dello sport non conosce confini.
Di seguito il programma della giornata:
ore 8.00 – cerimonia di apertura e saluti istituzionali
ore 8.30 – inizio gare
ore 13.30 – premiazioni finali
