Venerdì 9 Ottobre 2026 11:10
Baglioni torna a piazza di Siena, 44 anni dopo


In Campidoglio la presentazione di "Che notte è questa! la partenza", con il sindaco Gualtieri: 7 concerti a Villa Borghese, dal 24 ottobre. Il 23 ottobre 20027 finale ai Fori Imperiali
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Tutto comincia con un sogno. Claudio Baglioni lo ha raccontato ieri, 8 ottobre, nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, presentando «Che notte è questa! la partenza»: sette concerti nell’anello di piazza di Siena, a Villa Borghese, il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e il 1° novembre. Accanto a lui il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore ai Grandi eventi, sport, turismo e moda Alessandro Onorato. La data d’esordio non è casuale. Il 24 ottobre 1982, proprio a piazza di Siena, Baglioni chiuse con Alé-Oó la sua prima tournée negli spazi aperti, davanti a 250mila persone: il primo grande raduno della musica dal vivo in Italia. Quarantaquattro anni dopo, nello stesso giorno e nello stesso luogo, riparte da lì.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Gualtieri, che ha ricordato la consegna a Baglioni della Lupa capitolina (il 13 aprile 2024), il massimo riconoscimento di Roma. Il primo cittadino ha poi guardato già avanti: la città si prepara anche al grande evento del prossimo anno, quando il viaggio del cantautore si chiuderà ai Fori Imperiali. Per l’assessore Onorato non servono troppe parole. Per Roma Baglioni, ha detto, «è storia, è leggenda». Poi tocca a lui, elegante e brillante come sempre. Esordisce raccontando di aver sognato di essersi perso a Roma. Andava in giro a chiedere alla gente dove dovesse suonare, ma quasi nessuno sapeva rispondergli: lo guardavano con compassione, ha scherzato, giocando sulla distanza tra un suonatore e uno “suonato”. Al risveglio, ha raccontato, ha cominciato a contare i luoghi della città in cui si era già esibito. Una mappa che attraversa Roma intera: il Teatro dell’Opera, l’auditorium di Borgo Pio e quello del Parco della Musica, i palasport, lo stadio Flaminio e l’Olimpico, dove è stato il primo a suonare con tutti gli spalti occupati. E poi lo Stadio dei Marmi e il Foro Italico, il Pincio, la scalinata di Trinità dei Monti. E c’è anche la Roma più intima: il balcone di Centocelle, il quartiere dove è nato e dove da ragazzo suonava con gli amici, convinto di sconvolgere il vicinato. E quella delle istituzioni e della fede: il Quirinale, l’Aula Paolo VI e piazza San Pietro. Senza dimenticare le carceri, gli ospedali, le scuole, gli autobus e l’aula magna della sua università.
Tra tutti, ha sottolineato, piazza di Siena e il Foro Italico restano i luoghi più rappresentativi. Tornare a piazza di Siena è per lui un’emozione particolare. Se nel 1982 quel concerto fu un finale, ha spiegato, questo vuole essere una ripartenza: un altro pezzo di viaggio da riprendere, con una grande festa. Dopo aver parlato di Roma, poi, Baglioni ha affrontato il tema della malattia. Poco più di tre mesi e mezzo fa un problema di salute gli ha fatto temere di non poter più salire su un palco. Un incidente di percorso che lo ha anche irritato, perché aveva deciso lui quando chiudere la carriera: «Il destino mi ha fatto girare le scatole, avevo deciso io quando smettere», ha confessato durante la conferenza. Per questo il ritorno ha per lui un valore triplo: dopo 44 anni, nello stesso giorno, e dopo una vicenda che avrebbe potuto mettere la parola fine. A 75 anni, ha detto, vuole ancora divertirsi suonando. «Ho giocato tutta la vita, è sempre stato meglio di lavorare», ha aggiunto, ricordando che in molte lingue suonare e giocare si dicono con la stessa parola.
In scena con Baglioni ci saranno 20 musicisti; riproporranno 40 canzoni, riarrangiate per lo spettacolo, che ripercorrono quasi sessant’anni di carriera. Non sono mancati, in conferenza stampa, i momenti di leggerezza. Baglioni ha definito Gualtieri «un collega», visto che il sindaco suona la chitarra: in occasione della consegna della Lupa capitolina i due avevano suonato insieme in privato “E tu come stai?” e “Un po’ di più”. Alla domanda se lo nominerà sindaco per un giorno, Gualtieri ha risposto «magari», proponendo di inaugurare insieme un parco a Centocelle. Baglioni però non ha sciolto la riserva: non sarebbe il primo a ricevere quel titolo, e a lui – ha scherzato – piace primeggiare. Sul gran finale ai Fori Imperiali ha promesso una scena da antica Roma: i musicisti arriveranno ciascuno su una biga. E a chi gli chiedeva se tornerebbe a fare il direttore artistico del Festival di Sanremo, ha risposto senza esitare: «Preferisco fare il sindaco per un giorno».
9 ottobre 2026
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