Venerdì 9 Ottobre 2026 13:10
Università Cattolica: udienza del Papa per i 25 anni dell’Istituto Paolo VI


Dal 16 al 18 ottobre il congresso internazionale "Lo splendore dell'umano: custodire la fertilità, curare l'infertilità». Messa con il presidente Cei Zuppi e prolusione del segretario di Stato Parolin
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Dedicato a “Lo splendore dell’umano” il congresso internazionale in calendario dal 16 al 18 ottobre, nei 25 anni dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI (Isi) di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile e nei 50 anni del Centro per la regolazione naturale della fertilità. E proprio “Custodire la fertilità, curare l’infertilità” è il sottotitolo dell’evento, organizzato nella sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 16 al 18 ottobre da
Fondazione Isi-Paolo VI
, Cattolica, Istituto Toniolo e Fondazione Gemelli, insieme a Fondazione Paolo VI per la cultura cattolica in Italia, Centro di Bioetica e scienze della vita e Centro pastorale dell’ateneo.I lavori si apriranno, la mattina del venerdì, con la Messa presieduta dal cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi a Santa Maria in Traspontina; quindi il trasferimento in Vaticano per l’udienza con Leone. Il Congresso prenderà ufficialmente il via nel pomeriggio, nell’Auditorium della sede romana della Cattolica, con la prolusione del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. A portare i saluti istituzionali, la rettrice Elena Beccalli e i rappresentanti delle altre realtà promotrici, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano.
Il programma si snoda in quattro sessioni, cadenzate dagli interventi di esperti relatori e finalizzate ad approfondire gli aspetti antropologici e scientifici legati alla conoscenza della fertilità e alla cura dell’infertilità: La trasmissione della vita tra società e scienza; La roadmap della fertilità di coppia; Salute preconcezionale e prevenzione dell’infertilità; Custodire l’umano tra ipertecnologia e cultura dello scarto. Numerosi i panel in programma, di carattere interdisciplinari, pensati «per condividere una autentica memoria storica anche in chiave prospettica, specialmente sul piano della ricerca clinica, passando per il patrimonio più prezioso: la testimonianza umana di chi, dai professionisti del mondo sanitario alle coppie e ai genitori, la vita la incoraggia, la genera e la preserva, a partire dal concepimento», spiegano gli organizzatori.
Le conclusioni saranno affidate al vescovo Claudio Giuliodori, presidente della Fondazione Isi e assistente ecclesiastico generale della Cattolica, e a Tullio Ghi, ordinario di Ginecologia e ostetricia della Cattolica e direttore dell’Unità complessa di Ostetricia e Patologia ostetrica del Policlinico Gemelli. «Siamo di fronte ad una cultura del dominio dell’uomo sull’uomo – rileva Giuliodori -, che si manifesta in modo particolare nei processi di manipolazione artificiale della generazione della vita umana. L’Isi-Paolo VI vuole offrire alle coppie la possibilità di un approccio di alto valore scientifico e nello stesso tempo rispettoso dei valori squisitamente umani della procreazione». Nelle parole di Ghi, «lo “splendore dell’umano” significa riconoscere, proteggere esaltare la bellezza straordinaria, lucente delle cose umane senza se e senza ma, anche quando sono apparentemente imperfette, perché sempre contengono e veicolano un messaggio preciso dell’Altissimo. Lo splendore dell’uomo è massimo nella sua funzione generativa, nel dare la vita – prosegue -, e il congresso che celebra il 25° anniversario dell’Isi vuole affrontare e discutere le principali problematiche cliniche che attendono alla riproduzione usando la chiave di lettura dell’etica cristiana. Nulla è impossibile a Dio, come ricordano le Scritture e affidarsi a Lui, anche quando la speranza di una gravidanza e di un bimbo in braccio sembra vana, consente ai professionisti della salute della donna di guidare al meglio il percorso delle coppie, portandole a traguardi che la scienza da sola non è in grado di raggiungere».
9 ottobre 2026
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