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Venerdì 9 Ottobre 2026 12:10

Guidonia e il nodo delle due Stazioni, Lombardo annuncia un’assemblea pubblica: “Chiarezza senza propaganda”

La vicenda delle due Stazioni Ferroviarie torna ad accendere il confronto scontro in consiglio comunale nella seduta di giovedì 8 ottobre, dove il sindaco Mauro Lombardo è tornato a trattare il tema più divisivo degli ultimi mesi in città: la chiusura della storica stazione di Guidonia Centro e l’apertura del nuovo scalo di Colle Fiorito. […]

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La vicenda delle due Stazioni Ferroviarie torna ad accendere il confronto scontro in consiglio comunale nella seduta di giovedì 8 ottobre, dove il sindaco Mauro Lombardo è tornato a trattare il tema più divisivo degli ultimi mesi in città: la chiusura della storica stazione di Guidonia Centro e l’apertura del nuovo scalo di Colle Fiorito.

Per offrire – sono le sue parole – “un chiarimento utile e definitivo sulla vicenda, al di fuori di ogni strumentalizzazione politica e propaganda elettorale”, Lombardo ha annunciato che nei prossimi giorni sarà convocata un’assemblea pubblica.

Al centro dell’incontro, ci sarà lo studio di fattibilità su una possibile riapertura della vecchia Stazione, chiesto dall’amministrazione comunale (attraverso l’assessorato regionale ai Trasporti della Regione Lazio) a RFI e – ha assicurato il sindaco – in via di ultimazione. L’incontro servirà anche a illustrare, ha aggiunto, “le iniziative già messe in campo dall’amministrazione per ridurre i disagi lamentati, a ragione, dai pendolari”.

Accanto a lui, in quell’assemblea, ci sarà l’uomo a cui Lombardo ha affidato il nodo più intricato della mobilità cittadina: l’ingegner Marco Rettighieri.

Una delega conferita a titolo gratuito, ricordano dal Comune di Guidonia Montecelio, a un tecnico che le ferrovie le ha dirette dall’interno. Rettighieri ha ricoperto per decenni incarichi apicali in RFI – Rete Ferroviaria Italiana, è stato direttore generale di ATAC e per Italferr ha diretto i lavori per l’Expo 2015 di Milano. A lui il compito di monitorare l’avanzamento delle opere, vagliarne la fattibilità e proporre correttivi.  “Rettighieri conosce nei dettagli, per avere partecipato in diverse fasi del suo iter, il progetto di raddoppio della linea Roma-Guidonia – ha ricordato Lombardo in aula – aiuterà a fare chiarezza”.

La nuova stazione di Guidonia Montecelio, costata 80 milioni in parte PNRR, sorge a ovest di Colle Fiorito, in prossimità dell’aeroporto. È entrata in funzione il 5 luglio scorso, contestualmente alla soppressione dello scalo di piazza Baracca. Un passaggio previsto, ha più volte ricordato il sindaco, come condizione imprescindibile del raddoppio della FL2 Roma-Tivoli. 

Il consiglio comunale, infatti, quel raddoppio, lo ha avallato per ben due volte. Con delibera n. 76 del 30 novembre 2009, all’unanimità, e con delibera n. 63 del 17 ottobre 2015, anch’essa all’unanimità. Lo stesso Piano regionale della Mobilità del 2014, approvato dalla Giunta Zingaretti, scriveva nero su bianco che “la nuova stazione di Guidonia Colle Fiorito è situata a circa 900 metri prima della vecchia stazione di Guidonia, che sarà soppressa”, ha più volte ribadito Lombardo.

Ma se sulle carte la chiusura era annunciata, sul territorio l’impatto è stato uno choc. E sono questi i nodi che da mesi rinfocolano la protesta. La vecchia Stazione era nel cuore della città, raggiungibile a piedi. La nuova, denunciano comitati e opposizioni, “è fuori dai centri abitati”, lasciando “senza fermata ferroviaria il centro di Guidonia”.  Nel mirino del “Comitato dei cittadini e dei pendolari”, costituitosi nelle ultime settimane e già pronto a dare incarico a un avvocato per adire le vie legali, ci sono “la distanza rispetto al centro urbano, i parcheggi a pagamento, le criticità della viabilità di accesso”. 

L’opposizione politica a Lombardo parla di un “taglio secco ai servizi” che rischia di “colpire Guidonia centro, scaricare i costi sui cittadini, mettere in difficoltà il commercio locale e consegnare al degrado un’area strategica”. 

Il progetto, a regime, dovrebbe consentire una frequenza di un treno ogni 15 minuti nelle ore di punta grazie al raddoppio di circa 10 km di linea. Ma l’ultimo tassello, il raddoppio Tivoli Terme-Guidonia, è ancora in attesa di finanziamento pieno. Ora la partita si sposta dall’aula consiliare alla piazza. L’assemblea pubblica con Rettighieri dovrà dire se la riapertura, anche solo come fermata, è tecnicamente possibile.

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