Venerdì 9 Ottobre 2026 12:10
Ricatti a sfondo sessuale sui social: la denuncia dalla provincia di Frosinone
Al termine di una rapida e articolata attività investigativa, i militari della Stazione Carabinieri di Ausonia hanno deferito in stato […]
#cronaca #provincia di frosinone
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Al termine di una rapida e articolata attività investigativa, i militari della Stazione Carabinieri di Ausonia hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA) tre soggetti di età compresa tra i 18 e i 37 anni. Si tratta di due cittadini di origini ivoriane e un cittadino italiano, residenti rispettivamente nelle province di Verona, Varese e Palermo, ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, dei reati di tentata estorsione e riciclaggio.
L’attività d’indagine è scaturita dalla denuncia presentata nel maggio scorso da un ventenne residente in provincia di Frosinone, vittima della sempre più diffusa pratica criminale nota come sextortion (estorsione sessuale). Il giovane si era rivolto ai militari riferendo di essere stato adescato sui social network da un profilo fittizio: l’interlocutore, fingendosi una donna interessata a un approccio virtuale, lo aveva inizialmente indotto a condividere materiale sessualmente esplicito. Subito dopo è scattata la trappola: la minaccia di divulgare le immagini intime ai contatti e ai conoscenti della vittima qualora questa non avesse provveduto a effettuare dei bonifici bancari.
Dimostrando prontezza, la vittima non ha ceduto al ricatto, ha interrotto ogni comunicazione, non ha effettuato alcun pagamento e si è immediatamente presentata presso gli uffici dell’Arma per segnalare l’accaduto.
I successivi accertamenti bancari e telematici condotti dai Carabinieri, integrati dall’acquisizione e dall’analisi certosina delle immagini di videosorveglianza di un ufficio postale di Busto Arsizio, hanno permesso di ricostruire il modus operandi e i flussi di denaro della rete criminale. È emerso infatti che proprio presso lo sportello varesino uno degli indagati, avvalendosi di una carta prepagata intestata a un complice, si occupava materialmente di ricevere e prelevare il denaro di provenienza fraudolenta.
Le indagini hanno consentito di tracciare, in soli cinque giorni, transazioni in entrata per un totale di oltre 7.600 euro, frutto di truffe ed estorsioni ai danni di ignare vittime. I fondi venivano poi sistematicamente dirottati su conti correnti esteri intestati a due dei malfattori, con il chiaro intento di ostacolarne l’identificazione e la tracciabilità, configurando così il grave delitto di riciclaggio.
Sono attualmente in corso ulteriori attività di polizia giudiziaria finalizzate all’identificazione di altre potenziali vittime di tali movimenti fraudolenti.
Il Comando Carabinieri di Frosinone rinnova l’invito alla massima prudenza nell’utilizzo dei social network, sconsigliando la condivisione di immagini intime con sconosciuti, e ricorda l’importanza di sporgere tempestiva denuncia in caso di minacce o ricatti, evitando in ogni caso di cedere alle richieste di denaro.
