Venerdì 9 Ottobre 2026 18:10
Imprese: 55 milioni per le filiere tecnologiche del Lazio, bando apre il 29 ottobre
Un nuovo bando da 55 milioni di euro per le filiere tecnologiche del Lazio apre nuove opportunità per imprese e centri di ricerca.
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Il 29 ottobre si aprirà un nuovo bando da 55 milioni di euro dedicato alle filiere tecnologiche del Lazio. Questo avviso pubblico finanzierà progetti con un importo minimo di 5 milioni di euro, e una parte delle spese ammissibili, fino all’80 per cento, potrà essere coperta attraverso un contributo a fondo perduto.
Il bando è rivolto non solo alle micro, piccole e medie imprese, ma anche alle grandi società, università e centri di ricerca, che potranno presentare progetti volti a migliorare la competitività delle imprese regionali, promuovere il trasferimento tecnologico, favorire la collaborazione tra il sistema della ricerca e quello produttivo e incrementare la capacità di innovare sui mercati nazionali e internazionali.
“Questo bando rappresenta una novità assoluta e introduce nel Lazio una buona pratica di livello europeo – ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico del Lazio, Roberta Angelilli -. Si tratta di un bando innovativo che presenta almeno tre punti di forza. In primo luogo, c’è una dotazione finanziaria significativa”. L’obiettivo, ha proseguito Angelilli, “è quello di realizzare progetti di innovazione industriale che possano sostenere le imprese del Lazio verso obiettivi di crescita e competitività, intesa come sostenibilità innovativa. La vera novità è il concetto di filiera, in cui diamo spazio non solo alle micro, piccole e medie imprese, a cui normalmente sono destinati i fondi europei Fesr, ma anche alle grandi imprese, ai centri di ricerca e alle università. In passato, abbiamo riscontrato difficoltà nella spesa dei fondi per l’innovazione, poiché i bandi erano destinati esclusivamente alle pmi; tuttavia, per utilizzare efficacemente questi fondi, è necessario che l’intera filiera si attivi. Nel Lazio disponiamo di un patrimonio universitario e accademico di prim’ordine, e abbiamo anche grandi imprese come Leonardo e Fincantieri, per citarne alcune. Nella filiera, ciascuno è funzionale all’altro, dalla grande impresa alla micro impresa”.
La misura regionale introduce la figura del soggetto cardine, rappresentato da una grande impresa o da un organismo di ricerca del Lazio, che sarà responsabile dell’elaborazione e presentazione di progetti di ricerca e innovazione, sviluppati da una filiera di pmi del Lazio. Ogni insieme di progetti dovrà comprendere almeno quattro progetti di sviluppo sperimentale valutati idonei, con spese ammissibili complessive non inferiori a 5 milioni di euro. I progetti finanziabili potranno riguardare attività di sviluppo sperimentale con livelli avanzati di maturità tecnologica e potranno beneficiare di contributi a fondo perduto differenziati in base alla dimensione d’impresa e alle modalità di collaborazione, con un sostegno riconosciuto per gli organismi di ricerca dell’80 per cento delle spese ammissibili. Per le imprese, le intensità variano dal 25 per cento al 60 per cento in base alla dimensione aziendale e alla tipologia di collaborazione, con una maggiorazione del 5 per cento per le imprese ubicate nelle zone assistite. Il bando si rivolge a una platea ampia di imprese. Nel Lazio, ad esempio, il settore aerospaziale, uno dei fulcri del sistema produttivo regionale, conta circa 300 imprese con oltre 23.550 addetti e un fatturato di oltre 5 miliardi di euro. Il comparto delle scienze della vita comprende imprese industriali, pmi innovative, start-up, università, centri di ricerca e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, per un totale di oltre 21 mila addetti e un fatturato aggregato di 9,42 miliardi di euro. Inoltre, il Lazio è una regione leader nella produzione farmaceutica, con una forte proiezione internazionale: nel 2025, l’export farmaceutico regionale raggiungerà 18,1 miliardi di euro, rappresentando oltre la metà delle esportazioni complessive del Lazio, mentre l’export di Roma sarà di 1,4 miliardi di euro, pari al 7,7 per cento del totale Lazio, con un incremento del +271 per cento rispetto all’export del 2024.
A fronte di questi numeri, “dobbiamo puntare proprio sui settori produttivi più avanzati, a maggiore contenuto di conoscenza e con maggiore capacità di produrre valore, se vogliamo affrontare uno dei problemi strutturali del nostro sistema economico: la bassa crescita della produttività” – ha sottolineato il vicepresidente della Camera di commercio di Roma, Filippo Tortoriello. “Negli ultimi 30 anni, dal 1995 al 2024, l’incremento medio annuo della produttività in Italia è stato appena dello 0,2 per cento, contro l’1,2 per cento dell’Unione Europea” – ha ricordato. Pertanto, il bando presentato oggi “si inserisce in una strategia più ampia e, soprattutto, in una visione che condividiamo pienamente. È fondamentale fare sistema tra Istituzioni, ricerca e imprese, per trasformare la conoscenza in innovazione; convertire l’innovazione in maggiore produttività, crescita e competitività. Questa, credo, sia la sfida che abbiamo davanti” – ha concluso Tortoriello. Anche il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, ha espresso soddisfazione: “Quella delineata nel bando è una strategia che condividiamo al cento per cento. Come associazione degli industriali, abbiamo proposto qualche anno fa un piano industriale per la regione, al fine di portare investimenti e crescita nel Lazio, poiché per attrarre investimenti è importante creare un ecosistema favorevole alle imprese” – ha dichiarato. Alla presentazione di questa mattina, tenutasi nella sede della Camera di commercio di Roma a piazza di Pietra, sono intervenuti anche Massimo Tabacchiera, presidente di Confapi Lazio; Nathan Levialdi Ghiron, presidente del comitato regionale universitario del Lazio; e Tiziana Petucci, direttore regionale Sviluppo economico, attività produttive e ricerca. I lavori sono stati coordinati dal presidente di Lazio Innova, Francesco Marcolini.
